<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645</id><updated>2011-12-12T02:04:45.701-08:00</updated><category term='Incompresi'/><category term='In sala'/><category term='The book runner'/><category term='Tra pagina e schermo'/><category term='Io c&apos;ero'/><category term='A domanda rispondo'/><category term='The freak show'/><category term='Comunicazioni di servizio'/><category term='Speciale'/><category term='Focus on'/><category term='Memorabilia'/><category term='La youtubata'/><title type='text'>ultimo spettacolo</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>315</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-383935852112379834</id><published>2011-12-11T07:30:00.001-08:00</published><updated>2011-12-11T07:35:05.284-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Io c&apos;ero'/><title type='text'>Io c'ero. Festival ed eventi vari. 29 TORINO FILM FESTIVAL, 25/11-3/4/2011. SECRET HONOR</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-Ay3ugStGA90/TuTNlLKdtuI/AAAAAAAAA2g/KZWJnqViF1w/s1600/secret.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-Ay3ugStGA90/TuTNlLKdtuI/AAAAAAAAA2g/KZWJnqViF1w/s400/secret.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5684894668183942882" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large; "&gt;Usa 1984.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Robert Altman, a cui il TFF di quest'anno ha dedicato una bella retrospettiva, è famoso prima di tutto per il dato della coralità: molti suoi film sono abitati da decine di personaggi. Qualche volta ha ristretto l'ambientazione e di conseguenza il loro numero, come nei film immediatamente precedenti a questo,&lt;i&gt; Jimmy Dean, Jimmy Dean&lt;/i&gt; e&lt;i&gt; Streamers&lt;/i&gt;. In &lt;i&gt;Secret Honor&lt;/i&gt; giunge all'estremo, girando un film di un'ora e mezza chiuso in un solo ambiente e con un solo personaggio in scena. E questo personaggio è l'ex presidente Richard Nixon. La conseguenza è che lo sguardo altmaniano sul proprio paese, da un lato, in un certo senso, stavolta “è” il film, dall'altro è filtrato tramite il fiume di parole  di un solo protagonista, per quanto importante.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nixon, interpretato da un bravo Philip Baker Hall, è chiuso nel suo studio e ha intenzione di registrare su nastro le sue verità; in realtà spesso, complice l'alcool e il rancore, sembra non importargliene di eventuali ascoltatori (identificati in un aiutante, nel giudice di una corte...), il registratore viene stoppato e si lascia andare senza peli sulla lingua. Parla di politica, di sé stesso e della sua storia personale, si confronta con altri -come i Kennedy- e chiaramente dà la sua versione sullo scandalo Watergate, sostentendo (“Ho fatto una piece teatrale sui nastri, questo invece è il mio onore segreto”) di aver voluto egli stesso dire basta alla sua carriera per fermare lo sporco intrinseco al suo comitato di rielezione. Il suo discorso è arruffato e continuamente interrotto, costellato di incazzature dove gli insulti peggiori li prende Eisenhower, ritratto in uno dei quadri appesi alle pareti, tra gli elementi in scena insieme a non molti altri quali la bottiglia di whisky e una pistola sul tavolo, una vecchia Bibbia, alcune fotografie in cornice, gli schermi a circiuto chiuso. Su di essi si chiude in modo forte il film ed è buono anche un momento in cui Altman, inquadrandoli, dà agli spettatori l'impressione di star spiando un poveretto in vena di tardivi sproloqui. &lt;i&gt;Secret Honor&lt;/i&gt; non è però esattamente un esercizio di stile: ovviamente ci sono i long takes immaginabili, ma Altman fa respirare lo sguardo con degli stacchi. L'inquadratura più inaspettata è uno zoom all'indietro durante un urlo di Nixon.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un film così si regge su due poli: chi dice e cosa dice. L'elemento del parlato sembra fare la lotta per avere la meglio su quello, sobrio ma inevitabilmente predominante, visivo. Purtroppo per comprendere bene i riferimenti politici servirebbe una lezione preventiva di storia americana del Novecento, tanto che qualche volta si è rinfrancati quando i discorsi di Nixon virano altrove. Molto bravo Philip Baker Hall, che introduce ogni frase del suo Nixon agitando l'indice. Altman all'epoca era docente all'università del Michigan e ha girato il film con la collaborazione degli studenti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Alessio Vacchi&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-383935852112379834?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/383935852112379834/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=383935852112379834' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/383935852112379834'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/383935852112379834'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2011/12/io-cero-festival-ed-eventi-vari-29_7650.html' title='Io c&apos;ero. Festival ed eventi vari. 29 TORINO FILM FESTIVAL, 25/11-3/4/2011. SECRET HONOR'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-Ay3ugStGA90/TuTNlLKdtuI/AAAAAAAAA2g/KZWJnqViF1w/s72-c/secret.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-12614503431686792</id><published>2011-12-11T07:26:00.000-08:00</published><updated>2011-12-12T02:01:35.508-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Io c&apos;ero'/><title type='text'>Io c'ero. Festival ed eventi vari. 29 TORINO FILM FESTIVAL, 25/11-3/4/2011. SUICIDE CLUB</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-qxDDrlisucc/TuTMaLls-MI/AAAAAAAAA2U/wzLo89ZFwI0/s1600/suicide.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 273px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-qxDDrlisucc/TuTMaLls-MI/AAAAAAAAA2U/wzLo89ZFwI0/s400/suicide.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5684893379808000194" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large; "&gt;Giappone 2002. Di Sion Sono.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;Il film più famoso del regista giapponese cui quest'anno è stata dedicata la sezione “Rapporto confidenziale” si apre con una sequenza di suicidio collettivo scioccante e anch'essa relativamente nota. Ma ce n'è una similare e migliore ed è quella del suicidio dal tetto della scuola, che inizia come un gioco fatto per parodiare quel gesto e diventa un atto estremo compiuto col groppo in gola e con pochi indecisi che tentennano. Cosa o chi c'è dietro queste infornate di suicidi compiuti come riti premeditati? La polizia indaga sulla traccia di un rotolone composto da quadretti di pelle umane e un sito web. Ma le morti non si fermano, anzi e la verità sembra inafferrabile. Dopo la cattura di apparenti “colpevoli”, una ragazza si avvicina ad un'altra verità.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci sono quindi atmosfere di suspance, gore e indagine poliziesca, ma il film sta molto stretto sotto l'etichetta di un genere, meno sotto quella più generalista di “drammatico”. Sembra che Sono abbia tenuto volutamente a maglie larghe questi elementi per suggerire altre cose. Come una desolata solitudine esistenziale, uno sguardo triste sul proprio paese che si percepisce perlomeno un paio di volte, durante il montaggio alternato di alcuni suicidi individuali e in metro quando il commissario torna a casa. Ed è suggerita, non si dà realmente anche la risoluzione del caso: ci sono degli arresti, poi il film torna sulla pista del gruppo musicale di ragazzine, suggerita al pubblico già da un bel pezzo, ma non porta a qualcosa di soddisfacente. Suicide Club è un film che gioca più volte con bei ribaltamenti sulle aspettative come questo, come la fine delle due infermiere o i falsi allarmi per gli agenti sulla banchina della metro.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Crudo (nonostante gli spruzzi gore che accompagnano le cadute dei suicidi facciano sorridere), crudele (la telefonata dopo il massacro casalingo) e talora onirico (il “backstage” del concerto), convince meno nel segmento coi ragazzi sadico-goderecci del Suicide Club, kitsch e dove la violenza sembra rispondere un po' troppo alla volontà di stupire. Per i ragazzi suicidi del film, vita e morte sembrano alternative dal pari valore, anzi il gettarsi nella morte è affrontato come fosse un gioco, persino col sorriso sulle labbra, che solidifica per sempre un legame solidale con i compagni. Di fronte a un tale annullamento di valori (e la voce delle telefonate, per paradosso, fa prediche), la polizia brancola completamente, chiedendosi se sono suicidi o omicidi, se chi  ci rimane è un criminale o meno, se c'è una forma di consapevolezza o sono emulazioni-ripetizioni del dramma visto all'inizio. Nonostante tutto, questo film mortifero si conclude con qualcosa di interpretabile come una sorta di invito alla vita, pur nella forma di un modesto balletto di teens.&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;A.V.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-12614503431686792?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/12614503431686792/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=12614503431686792' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/12614503431686792'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/12614503431686792'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2011/12/io-cero-festival-ed-eventi-vari-29_2294.html' title='Io c&apos;ero. Festival ed eventi vari. 29 TORINO FILM FESTIVAL, 25/11-3/4/2011. SUICIDE CLUB'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-qxDDrlisucc/TuTMaLls-MI/AAAAAAAAA2U/wzLo89ZFwI0/s72-c/suicide.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-4710249402184282544</id><published>2011-12-11T07:23:00.000-08:00</published><updated>2011-12-11T07:26:54.835-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Io c&apos;ero'/><title type='text'>Io c'ero. Festival ed eventi vari. 29 TORINO FILM FESTIVAL, 25/11-3/4/2011. WRECKED</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-GWj_l41afag/TuTLndobA1I/AAAAAAAAA2I/sNWi--YQYjU/s1600/wrecked.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 267px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-GWj_l41afag/TuTLndobA1I/AAAAAAAAA2I/sNWi--YQYjU/s400/wrecked.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5684892508477915986" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;Canada 2010. Di Michael Greenspan.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un uomo si sveglia ferito e con una gamba bloccata all'interno di un'auto precipitata in un burrone, con un morto sul sedile posteriore ed un altro fuori, a poca distanza. Dovrà capire chi è, cosa gli è successo e sopratutto sopravvivere.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Wrecked&lt;/i&gt; si pone nella scia di film recenti come &lt;i&gt;Buried&lt;/i&gt; e soprattutto &lt;i&gt;Frozen&lt;/i&gt; o &lt;i&gt;127 ore&lt;/i&gt;, con uno o più protagonisti che si ritrovano nella situazione estrema dell'essere impossibilitati a muoversi, in circostanze entro cui rischiano di andare incontro ad una morte frustrante. A un terzo circa, formalmente se ne stacca, perchè il protagonista riesce a uscire dall'auto. Diventa quindi un survivor movie con qualche ritrovamento fortuito e brutto incontro, umano e animale. Il protagonista vero del film è la faccia di Adrien Brody, sanguinante e tumefatta, qualche volta in primissimi piani anche sghembi. Per fortuna l'attore è bravo e alcune volte, specialmente all'inizio, trasmette l'angoscia e il senso del vivere un'esperienza al limite tra la vita e la morte. Protagonista comunque non assoluto, Brody o il suo volto che sia, perchè può duettare con un cane che da un certo punto gli fa compagnia e lo sprona ad andare avanti e su una figura femminile-angelo custode verso cui il protagonista assume atteggiamenti ambivalenti. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una pellicola di questo tipo la si guarda spinti dal soggetto “catchy” ma consapevoli che potrebbe non essere un gran film. Infatti il problema è che, come immaginabile, &lt;i&gt;Wrecked&lt;/i&gt; ha poche carte da giocare. Inevitabilmente un po' annoia e ad un certo punto si spera arrivi la polizia a prendere e mettere dentro il protagonista, dato che pare essere un delinquente. Viene da pensare anche alla superfluità dei pochi flashback relativi a quanto accaduto, dato che “sappiamo già”, ma non manca un colpo di scena a riguardo, in cui si prende atto di essere stati ingannati su un aspetto ma non è che questo sposti più in alto la valutazione del film. Sui titoli di coda ci si accorge che la musica non è male (synth, battiti), ma durante il film è poco rilevata.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;A.V.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-4710249402184282544?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/4710249402184282544/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=4710249402184282544' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/4710249402184282544'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/4710249402184282544'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2011/12/io-cero-festival-ed-eventi-vari-29_7866.html' title='Io c&apos;ero. Festival ed eventi vari. 29 TORINO FILM FESTIVAL, 25/11-3/4/2011. WRECKED'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-GWj_l41afag/TuTLndobA1I/AAAAAAAAA2I/sNWi--YQYjU/s72-c/wrecked.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-8608444324649818202</id><published>2011-12-11T07:18:00.000-08:00</published><updated>2011-12-11T07:23:01.825-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Io c&apos;ero'/><title type='text'>Io c'ero. Festival ed eventi vari. 29 TORINO FILM FESTIVAL, 25/11-3/4/2011. MOSSE VINCENTI</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-c-XRY-4L7TI/TuTKdCGyVbI/AAAAAAAAA18/jcrcM2Zl694/s1600/win%2Bwin.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 266px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-c-XRY-4L7TI/TuTKdCGyVbI/AAAAAAAAA18/jcrcM2Zl694/s400/win%2Bwin.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5684891229778761138" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large; "&gt;Tit.or.: &lt;i&gt;Win Win&lt;/i&gt;. Usa 2011. In sala.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In concorso, quest'anno, ci sono state scelte forti, come quella di inserirvi &lt;i&gt;The Raid&lt;/i&gt;, ma anche altre più deboli e che sanno di compromesso, come l'inclusione di questo film un po' deludente. Mike, avvocato e allenatore di lotta, assume la tutela di un anziano a inizio demenza, Leo, per incassarne la rendita spostandolo di abitazione, attribuendo la volontà di ciò ad un giudice. Il nipote di Leo si presenta, scappato di casa, a Mike, allargandone così la famiglia. Il ragazzo si rivela un notevole lottatore che fornisce nuova linfa alla squadra di Mike, ma è in rotta totale con la madre in disintossicazione che tornerà a farsi viva, così come emergerà la menzogna dell'uomo relativa a Leo. Quindi delusioni, rapporti in crisi e un finale in sordina.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Terzo film di Tom McCarthy, noto per &lt;i&gt;L'ospite inatteso&lt;/i&gt;, è una commedia a misura d'uomo, dove i problemi esistono anche se si cerca di scansarli ma il tono è tutto sommato quietamente positivo, innervata dal tema a stelle e strisce della “second chance”: quella del ragazzo che può tornare ad essere uno sportivo vincente e quella che alla fine chiede Mike, consapevole di aver sbagliato e che cerca di sistemare le cose, non senza un prezzo. Curioso il personaggio del ragazzo, laconico, spentone e quasi antipatico. A volte si ride: memorabile la faccenda dello schiaffo pre-gara e il match contro “Darth Vader”. Il film tiene abbastanza a bada la retorica, anche se paga pegno a qualche convenzione che lo limita, non riuscendo a schiodarsi abbastanza da un'atmosfera mainstream, lasciando in definitiva tiepidi e persuasi di aver visto qualcosa adatto soprattutto al grande pubblico (si sposa il commento di un conoscente a fine proiezione: “Se lo facessi vedere a mia madre, sarebbe contenta”). Poi, che faccia comunque piacere vedere sullo schermo Giamatti, questa volta sbarbato, è chiaro. Simpaticissimo però è anche Burt Young nel ruolo del sorridente e svagato Leo. In terza posizione, l'estroverso amico che si impone come aiuto allenatore interpretato da Bobby Cannavale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;A.V.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-8608444324649818202?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/8608444324649818202/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=8608444324649818202' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/8608444324649818202'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/8608444324649818202'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2011/12/io-cero-festival-ed-eventi-vari-29_8605.html' title='Io c&apos;ero. Festival ed eventi vari. 29 TORINO FILM FESTIVAL, 25/11-3/4/2011. MOSSE VINCENTI'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-c-XRY-4L7TI/TuTKdCGyVbI/AAAAAAAAA18/jcrcM2Zl694/s72-c/win%2Bwin.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-6077132202498572673</id><published>2011-12-11T07:12:00.000-08:00</published><updated>2011-12-11T07:18:26.433-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Io c&apos;ero'/><title type='text'>Io c'ero. Festival ed eventi vari. 29 TORINO FILM FESTIVAL, 25/11-3/4/2011. MIENTRAS DUERMES</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-dKsEMw4Fs5M/TuTJNa6HvEI/AAAAAAAAA1w/ldqG9sTXMDg/s1600/mientras.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 228px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-dKsEMw4Fs5M/TuTJNa6HvEI/AAAAAAAAA1w/ldqG9sTXMDg/s400/mientras.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5684889862046989378" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;Tit.ingl.: &lt;i&gt;Sleep Tight&lt;/i&gt;. Spagna 2011.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Balaguer&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;ó&lt;/span&gt; abbandona l’horror per fare incursione nel thriller puro, portandoci nella mente di un sociopatico perennemente infelice interpretato da Luis Tosar, già visto nei panni del cattivissimo ‘Malamadre’ di &lt;i&gt;Cella 211&lt;/i&gt;. Il film è ambientato tutto in un condominio di lusso di Barcellona, dove il portiere, César, si intrufola nelle case dei condomini, combinando malefatte.&lt;/div&gt;&lt;span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;César si imbatterà in Clara, una bellissima Marta Etura (anche lei già apprezzata in &lt;i&gt;Cella 211&lt;/i&gt;) che lo porterà a spingersi sempre più in là, anche per uno squilibrato come lui: la aspetta al rientro dal lavoro e passa le notti con lei, dopo averla narcotizzata. Ovviamente il vizietto non sarà destinato a durare tanto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il film funziona, è claustrofobico e tesissimo anche solo nel mostrare la squallida routine del protagonista. Balaguer&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;ó&lt;/span&gt; cala lo spettatore nella mente perversa e nel corpo oppresso del portiere e, come da recente tradizione thrilling spagnola, non facendolo mai uscire dal palazzo infernale, se non nel cupo e crudele finale. Tosar ha tutto il film sulle spalle e riesce nella difficile impresa grazie a un personaggio costruito perfettamente. La pulsione che lo muove è semplice, umana e comune: l’invidia. Odia le persone felici e sorridenti, colpevoli di avere una vita, un lavoro e un rapporto sentimentale, tutte cose che César non ha e non ha mai avuto.Da segnalare un momento particolarmente riuscito, condito da echi hitchcockiani e stacchi di montaggio perfetti, dove la suspance fa da padrona: il malvagio César intrappolato nell’appartamento di Clara.&lt;/div&gt;&lt;i&gt;Alberto Viavattene&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-6077132202498572673?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/6077132202498572673/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=6077132202498572673' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/6077132202498572673'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/6077132202498572673'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2011/12/io-cero-festival-ed-eventi-vari-29_3707.html' title='Io c&apos;ero. Festival ed eventi vari. 29 TORINO FILM FESTIVAL, 25/11-3/4/2011. MIENTRAS DUERMES'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-dKsEMw4Fs5M/TuTJNa6HvEI/AAAAAAAAA1w/ldqG9sTXMDg/s72-c/mientras.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-3225536149258185695</id><published>2011-12-11T06:58:00.000-08:00</published><updated>2011-12-12T02:03:06.581-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Io c&apos;ero'/><title type='text'>Io c'ero. Festival ed eventi vari. 29 TORINO FILM FESTIVAL, 25/11-3/4/2011. ATTACK THE BLOCK</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-n_NkL0miFIw/TuTH8QmjutI/AAAAAAAAA1k/fGn0CZkIX1s/s1600/attack.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 266px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-n_NkL0miFIw/TuTH8QmjutI/AAAAAAAAA1k/fGn0CZkIX1s/s400/attack.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5684888467711179474" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;UK/Francia 2011. In sala dal 17/2/2012.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;Ha divertito ed in alcuni&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: georgia; "&gt; casi entusiasmato il pubblico del festival questo &lt;i&gt;Attack the Block&lt;/i&gt;, presentato in concorso (vincendo il premio “Mouse d’ Oro”, assegnato dalla critica web) ed opera prima del londinese Joe Cornish, già noto come attore comico e sceneggiatore di “&lt;i&gt;Le svventure di Tintin: Il segreto dell’unicorno&lt;/i&gt; diretto da Steven Spielberg. Se a ciò aggiungiamo che i produttori sono i medesimi di &lt;i&gt;Shaun of the Dead &lt;/i&gt;(dal quale qui ritroviamo l’irresistibile Nick Frost, nei panni di un bonario spacciatore di marijuana), e che le musiche sono curate dall’adrenalico duo britannico Basement Jaxx, le premesse potevano apparire buone.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Presentato dallo stesso regista come un incrocio tra &lt;i&gt;8 Mile&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;Super 8&lt;/i&gt;, con la felice definizione di “Super 8Mile”, il film è perfetta macchina di intrattenimento, ma troppo politicamente corretta per poter piacere a tutti. L’influenza spielberghiana è fortemente presente e per chi non ama troppo il cinema buonista del regista di &lt;i&gt;E.T.&lt;/i&gt; la pellicola può risultare troppo infantile e priva di mordente, per poterla apprezzare appieno.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel quartiere popolare e multietnico di Brixton, uno degli scenari delle recenti rivolte londinesi, nonché culla artistica dei Basement Jaxx e luogo in cui sono nati o cresciuti personaggi come David Bowie e Mick Jones dei Clash, la giovane infermiera Sam viene rapinata da una gang di ragazzini, capitata dal giovanissimo Moses. Tutto normale, in un posto come Brixton, se non che proprio in quel momento un meteorite si schianta sulla zona, e non è un meteorite qualsiasi: ne escono creature aliene, dalle intenzioni non esattamente amichevoli, che in breve invadono il quartiere. Ha inizio dunque la lotta del gruppetto, che si asserraglia in un edificio dando il via a una vera e propria battaglia contro gli esseri venuti dallo spazio, trovando in Sam un’alleata dapprima riluttante, dopodichè agguerrita verso i mostriciattoli ed affettuosa nei confronti di questi teppisti dal cuore d’oro.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il film nel complesso funziona: ritmo serrato, musiche azzeccatissime, bravi e spontanei i giovani attori esordienti, una regia assai abile ed una fotografia degna di nota, ad opera di Thomas Townend. Realizzato con un budget di circa 13 milioni di dollari, alto ma non troppo considerando che si tratta di un potenziale blockbuster, &lt;i&gt;Attack the Block&lt;/i&gt; trova uno dei suoi principali punti di forza nella caratterizzazione degli alieni: palle di pelo che ricordano vagamente i Critters, più “neri del nero” (come lo stesso Cornish ha definito il proprio gatto, fonte di ispirazione per le creature), con occhi e denti aguzzi ad effetto uv, rotolano velocissimi e senza tregua, cattivi e voraci, regalandoci l’unica scena splatter (ma non troppo) del film, ossia il sanguinolento attacco al cattivo di turno.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ottima la caratterizzazione linguistica dei personaggi, con uno slang reale e per noi praticamente incomprensibile: il regista è cresciuto proprio da quelle parti e per preparare al meglio la sceneggiatura è tornato in quei luoghi, per coglierne non solo la forma di comunicazione ma anche le tensioni e le problematiche sociali che li caratterizzano. La gang di ragazzini è formata da personaggi ascrivibili alla cerchia dei “buoni”, bulletti dall’animo tenero, che dichiarano a Sam di essere stati forse più spaventati di lei, durante l’aggressione. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Qui si arriva ai principali limiti del film: fermo restando che è un prodotto diretto principalmente ad un pubblico giovane, si pecca di eccessivo buonismo e di scarso senso della realtà: le baby gang non sono esattamente esempi di buoni samaritani, ed in una situazione reale Sam sarebbe probabilmente morta sgozzata dopo 5 minuti. Invece, tutti lottano insieme, ed i ragazzini non sono poi così imbruttiti da ciò che li circonda, poiché ancora sensibili, generosi, teneroni che giocano a fare i duri. Cio è poco credibile, e risulta piuttosto nauseante agli occhi di uno spettatore più smaliziato. A ciò si aggiunge la presenza di due bimbi, anche loro tutti intenti a fare i bulletti, che ci versano addosso un ulteriore cucchiaio di melassa del quale non sentivamo assolutamente il bisogno.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un film che sicuramente avrà successo al botteghino, già osannato da molta critica ma che non può convincere fino in fondo, in quanto ben realizzato ma troppo ruffiano e melenso per risultare sincero. Avrebbe potuto azzannare sul serio, limitandosi invece a qualche innocuo morsetto qua e là, senza lasciare alcun segno.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Chiara Pani&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-3225536149258185695?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/3225536149258185695/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=3225536149258185695' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/3225536149258185695'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/3225536149258185695'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2011/12/io-cero-festival-ed-eventi-vari-29_2609.html' title='Io c&apos;ero. Festival ed eventi vari. 29 TORINO FILM FESTIVAL, 25/11-3/4/2011. ATTACK THE BLOCK'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-n_NkL0miFIw/TuTH8QmjutI/AAAAAAAAA1k/fGn0CZkIX1s/s72-c/attack.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-4345251616401106789</id><published>2011-12-11T06:53:00.000-08:00</published><updated>2011-12-11T06:58:27.545-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Io c&apos;ero'/><title type='text'>Io c'ero. Festival ed eventi vari. 29 TORINO FILM FESTIVAL, 25/11-3/4/2011. THE OREGONIAN</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-yzhTr5t39pI/TuTEvA1DvkI/AAAAAAAAA1Y/u0uBX2u9jkg/s1600/oregonian.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 266px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-yzhTr5t39pI/TuTEvA1DvkI/AAAAAAAAA1Y/u0uBX2u9jkg/s400/oregonian.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5684884941603847746" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large; "&gt;Usa 2011. Di Calvin Lee Reeder.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una ragazza si risveglia sanguinante in una macchina incidentata (no, non è &lt;span style="font-style: italic; "&gt;Wrecked&lt;/span&gt; al femminile). Ne esce e si trova a vagare in un mondo semideserto: strade e una cittadina in cui non c'è nessuno, se non delle presenze altamente inquietanti e bizzarre: una signora vestita di rosso e un uomo col costume di un pupazzo verde che non parlano, un tizio ansimante e barbuto, da cui rimedia un passaggio e che la porta fino a casa di lui. Con un fucile in braccio (che non le servirà), l'incontro con un gruppo di gonzi che bevono una bevanda tra la birra e il caffelatte da una tanica e scorrazzano allegri la porterà e ci porterà a chiarire meglio l'antefatto della “vicenda” e ad un colpo di scena. Se vi fa schifo quanto scritto, sappiate che non è un film facilissimo da raccontare e, sebbene poco riuscito, da rendere con le parole.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Presentato dal programma citando i nomi di Tod Browning e David Lynch nientemeno, quindi sulla carta allettante, si è rivelato sì la visione più fuori di testa del festival, ma anche una delusione e un film definibile con un termine forse abusato ma calzante: un pasticcio. E' una sorta di horror nonsense, che gioca abbondantemente le carte dell'assurdo e del perturbante. Come accennato, i personaggi che vengono a contatto con la protagonista sono uno più matto dell'altro e fanno cose strambe, degne di un sogno o della fantasia di un fumettista surrealista. Spesso, ciò che lei vede sembra far parte di visioni, provenire da collage mentali, con personaggi che appaiono e scompaiono e passaggi spaziotemporali “liberi”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma il film risulta goffo, oltre che francamente fastidioso nei ripetitivi momenti di sclero estremo della protagonista, che si mette a strillare e vede gente che sanguina dalla bocca (finché pure lei sanguina e pure gli altri strillano). Non sono migliori altre idee di riporto per fare paura, come la testa della vecchia che si muove supersonica. Non male, invece, il viaggio sul furgone, con la mdp che inquadra la carreggiata che scorre nel buio, mentre sentiamo quasi un monologo del non tranquillizzante guidatore. Se una scena come quella di una pipì che “degenera”, con quella battuta finale, non può non rivelare un umorismo consapevole, altre volte non è chiaro se le risate che sorgono sono volontarie. Il pubblico, appunto, si fa prendere da un po' di stupidera ma una volta tanto non lo si può biasimare, perché non si tratta di adolescenti che cercano di smarcarsi dalla paura di un buon horror. Si resta in sala, esclamando “mah” a ritmo regolare, sbuffando e cercando di sforzarsi nel trovare del buono. Punto più basso, una scena “disturbante”, a base di sangue e uova, che fa venir voglia di essere censori e di chiedere al “buon” Reeder quel che poi vale per tutto il film: ma cosa ti era saltato in testa?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;A.V.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-4345251616401106789?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/4345251616401106789/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=4345251616401106789' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/4345251616401106789'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/4345251616401106789'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2011/12/io-cero-festival-ed-eventi-vari-29_9712.html' title='Io c&apos;ero. Festival ed eventi vari. 29 TORINO FILM FESTIVAL, 25/11-3/4/2011. THE OREGONIAN'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-yzhTr5t39pI/TuTEvA1DvkI/AAAAAAAAA1Y/u0uBX2u9jkg/s72-c/oregonian.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-7600498079652744612</id><published>2011-12-11T06:49:00.000-08:00</published><updated>2011-12-11T06:53:05.296-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Io c&apos;ero'/><title type='text'>Io c'ero. Festival ed eventi vari. 29 TORINO FILM FESTIVAL, 25/11-3/4/2011. CONDITION</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-49YXkkKFkS4/TuTDwHK0QUI/AAAAAAAAA1M/K13oyscWH5g/s1600/condition.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 149px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-49YXkkKFkS4/TuTDwHK0QUI/AAAAAAAAA1M/K13oyscWH5g/s400/condition.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5684883860973961538" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large; "&gt;Usa 2011. Di Andrei Severny.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In un mondo semideserto, postapocalittico, seguiamo due ragazze. Una è sofferente di “stress post-traumatico”, l'altra è la dottoressa che la cura in modo non convenzionale, ovvero attraverso una rieducazione al suono, portandola in mezzo alla natura, tra le frasche o in riva al mare, ficcandole qualche volta un paio di cuffie sulle orecchie. La paziente fa perdere le proprie tracce, trova un uomo che vive da solo e con lui raccoglie frutti, mangia, va in barca. I ruoli in un certo senso si ribaltano e l'altra donna, rimasta sola, ne soffre.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Diciamo subito che &lt;i&gt;Condition&lt;/i&gt;, proposto nella sezione “Onde”, è, per chi scrive, il film più brutto e punitivo visto al festival. Ambizioso, intellettualistico ma molto meno significativo di quanto vorrebbe, anzi abbastanza vuoto, punta molto sull'aspetto uditivo. I suoni sono amplificati e sentiamo spesso elicotteri, onde, foglie che si muovono, ma i risultati emozionali sono veramente modesti e aggiungendo a ciò la mancanza di capacità di suggestione anche dell'aspetto visivo, con immagini in digitale dalle tinte a volte alleggerite che lasciano quasi sempre il tempo che han trovato - a scanso di equivoci, che il tutto sia ambientato in un mondo post-catastrofe è solo suggerito - , ne consegue che la noia si impone padrona, inesorabile e dopo pochi minuti, appena si capisce di aver sbagliato film. Che dura settanta minuti, ma lungo i quali si guarda l'orologio in continuazione, più spesso dei vani richiami che la dottoressa fa al walkie talkie per un soccorso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il regista ha introdotto il lavoro sostenendo il bisogno di un cinema diverso: sacrosanto, ma qui questo film “diverso” fa venir voglia di rifarsi gli occhi con una commediaccia: qualcosa non va. E non si capisce quale motivo possa portare a selezionare un'opera del genere se non il nome del produttore: Amir Naderi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;A.V.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-7600498079652744612?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/7600498079652744612/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=7600498079652744612' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/7600498079652744612'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/7600498079652744612'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2011/12/io-cero-festival-ed-eventi-vari-29_6020.html' title='Io c&apos;ero. Festival ed eventi vari. 29 TORINO FILM FESTIVAL, 25/11-3/4/2011. CONDITION'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-49YXkkKFkS4/TuTDwHK0QUI/AAAAAAAAA1M/K13oyscWH5g/s72-c/condition.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-6963854899084340991</id><published>2011-12-11T06:46:00.000-08:00</published><updated>2011-12-11T06:49:56.436-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Io c&apos;ero'/><title type='text'>Io c'ero. Festival ed eventi vari. 29 TORINO FILM FESTIVAL, 25/11-3/4/2011. BAD POSTURE</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-2gW4t46S_Rg/TuTC6iR88NI/AAAAAAAAA1A/kc0U1ZRlAjc/s1600/bad%2Bposture.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 225px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-2gW4t46S_Rg/TuTC6iR88NI/AAAAAAAAA1A/kc0U1ZRlAjc/s400/bad%2Bposture.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5684882940538712274" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large; "&gt;Usa 2011. Di Malcolm Murray.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gli amici Flo e Trey vivono insieme ad Albuquerque, nel New Mexico. Flo è più introverso, Trey è più cazzone e ciulone, parla inserendo almeno una parolaccia in ogni frase e usa “bitches” per intendere “ragazze”. Non lavorano e il loro tempo scorre a ritmo rilassato: vendono e rivendono marijuana, vanno a sparare, mangiano e bevono in giro... Spinto da Trey, Flo approccia una ragazza (Tabatha Shaun, bellissima) in un parco mentre l'amico le frega le chiavi dell'auto e la rivende. Per Trey però non è finita qui: conserva il di lei portafoglio e fa in modo di rintracciarla, riuscendo a reincontrarla ad una festa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Murray, che cura anche fotografia e montaggio del film, ha dichiarato di aver cercato di cogliere lo spirito del posto in cui ha vissuto. Spirito che però non riesce ad essere cinematograficamente interessante. I protagonisti cazzeggiano, i dialoghi sono medi, realistici, quotidiani, la regia adotta un tono congruente, risolvendo quando può con piani sequenza fissi, distaccati, oppure -in modo più interessante ma meno frequente- si muove passando da un volto all'altro giungendo quasi al particolare, come nel primo dialogo tra i due piccioncini. Il cui segmento del “racconto” bisogna ammettere che è tenero, abbastanza riuscito (anche se alla fin fine i due finiscono a letto senza tanti “ma” e l'aderenza alla vita giunge ad un'intimità quasi imbarazzante), è però sbriciolato in poche sequenze in mezzo al resto, comprese due sequenze di writing e pittura murale che fanno anch'esse sbadigliare. Perchè dopo un po' ci si chiede il motivo che dovrebbe spingere a vedere le modestissime gesta di questi due ragazzi (che dimostrano, tra l'altro, 30 e passa anni) non particolarmente simpatici e che conducono una vita che talora fa cascare le braccia (come nella sequenza del blitz violento nella casa).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Bad Posture&lt;/i&gt; non sfigurerebbe proiettato in una casa nella quale si stesse svolgendo una festa con invitati cannati, che ogni tanto dessero un'occhiata a quanto si dipana sullo schermo. Dello spettatore “normale”, invece, non sembra curarsi granché, procedendo per la sua strada senza scosse. Carina la scena onirica in piscina, alcune (poche) volte si ride per qualche gesto buffo. In colonna sonora, Isobel Campbell &amp;amp; Mark Lanegan e... Monteverdi. I due protagonisti risultano esordienti e si chiamano davvero uno Trey e l'altro Florian.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;A.V.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-6963854899084340991?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/6963854899084340991/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=6963854899084340991' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/6963854899084340991'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/6963854899084340991'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2011/12/io-cero-festival-ed-eventi-vari-29_9124.html' title='Io c&apos;ero. Festival ed eventi vari. 29 TORINO FILM FESTIVAL, 25/11-3/4/2011. BAD POSTURE'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-2gW4t46S_Rg/TuTC6iR88NI/AAAAAAAAA1A/kc0U1ZRlAjc/s72-c/bad%2Bposture.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-1705226097596117504</id><published>2011-12-11T06:40:00.001-08:00</published><updated>2011-12-11T06:45:58.846-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Io c&apos;ero'/><title type='text'>Io c'ero. Festival ed eventi vari. 29 TORINO FILM FESTIVAL, 25/11-3/4/2011. DERNIÈRE SÉANCE</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-fqeJ62xM4AQ/TuTB3TO_vkI/AAAAAAAAA00/wqk_sNFLgyo/s1600/derniere.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 290px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-fqeJ62xM4AQ/TuTB3TO_vkI/AAAAAAAAA00/wqk_sNFLgyo/s400/derniere.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5684881785448545858" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large; "&gt;Tit.ingl.: &lt;/span&gt;&lt;i style="font-size: large; "&gt;Last Screening&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large; "&gt;. Francia 2011. Di Laurent Achard.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sylvain, cinefilo, gestisce un cinema d'essai, proiettandovi l'amato &lt;i&gt;French Cancan&lt;/i&gt; di Jean Renoir. La sala è in procinto di chiudere, cosa che non gli sta affatto bene, anche perché lui ne abita i sotterranei. Il ragazzo ha un'aria mite, pulita, ma di notte uccide regolarmente donne, tagliando loro via un orecchio che, come scopriamo ad un certo punto, applica a foto di attrici che compongono così una singolare, macabra galleria d'arte. Non riserva un trattamento migliore a chi sta per sottrargli il suo cinema, la sua vita. Una ragazza si interessa sentimentalmente a lui e Sylvain non sembra volerle riservare il solito trattamento. Alle spalle, narrato con alcuni flashback, Sylvain ha un trauma cinefilo-infantile, non convincente appieno, legato alla figura della madre (di cui tuttora venera la foto in una teca), alle di lei pretese verso di lui e al film di Renoir.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Altro film festivaliero, dopo quello di Balaguero, con protagonista una figura maschile disturbata, ma il paragone si ferma qui. Thriller-horror molto raffreddato, memore de &lt;i&gt;L'occhio che uccide&lt;/i&gt;, come potrebbe girarlo un regista francese intellettuale, a cui non interessa affondare nel genere ma mantenersi in bilico tra esso, psicologismi e una messinscena al limite dell'esercizio di stile. Il che non vuol dire che sia un brutto film. Nel suo linguaggio freddo, con inquadrature lunghe, qualche campo lungo, niente musica diegetica e gore contenuto, non sembra accorgersi (o se ne frega) di qualche lungaggine di troppo (il piano sulla majorette) e dell'intellettualismo che sborda per esempio nell'ultima, simbolica sequenza di fronte al grande schermo, in cui sembra quasi che voglia chiedere allo spettatore “Hai capito bene?”. Ma non manca sufficiente tensione e funziona, trasmettendo un velo di tristezza e senso di fine, l'atmosfera quasi sempre buia, notturna.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;A.V.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-1705226097596117504?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/1705226097596117504/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=1705226097596117504' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/1705226097596117504'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/1705226097596117504'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2011/12/io-cero-festival-ed-eventi-vari-29_6113.html' title='Io c&apos;ero. Festival ed eventi vari. 29 TORINO FILM FESTIVAL, 25/11-3/4/2011. DERNIÈRE SÉANCE'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-fqeJ62xM4AQ/TuTB3TO_vkI/AAAAAAAAA00/wqk_sNFLgyo/s72-c/derniere.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-6177277508620630481</id><published>2011-12-11T06:32:00.000-08:00</published><updated>2011-12-11T06:40:08.034-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Io c&apos;ero'/><title type='text'>Io c'ero. Festival ed eventi vari. 29 TORINO FILM FESTIVAL, 25/11-3/4/2011. 388 ARLETTA AVENUE</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-am12rdSSzao/TuTAr-zlMMI/AAAAAAAAA0o/CLHWxl10CFA/s1600/388%2Barletta.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-am12rdSSzao/TuTAr-zlMMI/AAAAAAAAA0o/CLHWxl10CFA/s400/388%2Barletta.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5684880491474661570" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large; "&gt;2011. Di Randall Cole.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’avvento della tecnologia e di sofisticate apparecchiature di monitoraggio hanno reso sempre più labile il concetto di privacy: siamo tutti potenzialmente a rischio di spionaggio domestico, come testimoniavano già negli anni 70 thriller del calibro de &lt;i&gt;La conversazione&lt;/i&gt; di Francis Ford Coppola. Lo stesso presupposto sembra essere alla base di questo thriller indipendente canadese, che muove i suoi passi dall’idea che una coppia di sposini a Toronto cada nel mirino di uno psicopatico che trascorre le giornate a spiarli e pianificare le proprie mosse per trasformare la loro esistenza in un incubo. Girato tutto in video HD e adottando il punto di vista dello stalker, il film ci introduce gradatamente nell’intimità dei coniugi che ignorano di essere controllati e filmati. Scopriamo che la loro unione non è così salda, ci sono dei problemi;  le loro abitudini diventano per noi familiari, sussultiamo di fronte alle birbonate del maniaco, al principio scherzi innocui anche se fastidiosi poi intromissioni sempre più allarmanti che sfoceranno ben presto nell’intimidazione e nella violenza. I referenti sono tanti, da pellicole come &lt;i&gt;Peeping Tom&lt;/i&gt; di Michael Powell, &lt;i&gt;Black Christmas&lt;/i&gt; di Bob Clark e &lt;i&gt;Someone Is Watching Me&lt;/i&gt; di John Carpenter al Richard Matheson di raccontini crudeli tipo &lt;i&gt;Il dispensatore&lt;/i&gt;. La tensione c’è e gli interpreti sono decisamente in parte; non mancano i pugni nello stomaco ma sono ben dosati, la sceneggiatura non concede troppo al ribrezzo ma quando lo fa lo spettatore non se lo scrolla di dosso facilmente.  Un suggestivo mix di voyeurismo e paranoia (il desiderio di smascherare il persecutore trascina il protagonista maschile e noi con lui in un vortice di sospetti e panico) che tiene incollati alla poltrona, una visione delle possibilità narrative offerte da un tema stra-abusato della narrativa del terrore basato sul concetto di  minaccia che fa irruzione nel quotidiano.&lt;/div&gt;&lt;i&gt;Corrado Artale&lt;/i&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-6177277508620630481?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/6177277508620630481/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=6177277508620630481' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/6177277508620630481'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/6177277508620630481'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2011/12/io-cero-festival-ed-eventi-vari-29_5918.html' title='Io c&apos;ero. Festival ed eventi vari. 29 TORINO FILM FESTIVAL, 25/11-3/4/2011. 388 ARLETTA AVENUE'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-am12rdSSzao/TuTAr-zlMMI/AAAAAAAAA0o/CLHWxl10CFA/s72-c/388%2Barletta.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-3977846521923802878</id><published>2011-12-11T06:24:00.000-08:00</published><updated>2011-12-11T06:32:45.911-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Io c&apos;ero'/><title type='text'>Io c'ero. Festival ed eventi vari. 29 TORINO FILM FESTIVAL, 25/11-3/4/2011. A CONFESSION</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-np8khGDECmw/TuS-9PPn0kI/AAAAAAAAA0c/Hmi3QiUk7x0/s1600/ganjeung.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 267px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-np8khGDECmw/TuS-9PPn0kI/AAAAAAAAA0c/Hmi3QiUk7x0/s400/ganjeung.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5684878588921762370" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large; "&gt;Tit.or.:&lt;/span&gt;&lt;i style="font-size: large; "&gt; Ganjeung&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large; "&gt;. Corea del Sud, 2010.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Presentato in concorso ed accolto in maniera piuttosto tiepida, questo &lt;i&gt;A Confession&lt;/i&gt; è una pellicola particolare, che colpisce e lascia uno strascico tangibile dopo la visione. Opera prima del giovane Park Su-min, classe 1981, il film si distingue per il rigore stilistico, la freddezza e la lucidità del racconto, la solennità dell’ intero impianto narrativo. Si parla, ancora una volta, (anche) di vendetta, tema assai caro alla cinematografia coreana, ma in modo diverso rispetto a film a noi noti, come la splendida trilogia di Park Chan-wook o il bellissimo &lt;i&gt;I Saw The Devil&lt;/i&gt; di Jee-woon Kim. Qui abbiamo un ritmo molto lento, quasi pacato, per un concetto di nemesi che serpeggia sotto la pelle fragile di un cattolico perdono.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il film narra la storia di Park Duk-joon, anziano ex-poliziotto, e “specialista in interrogatori” (ossia, torturatore), che vive come per forza di inerzia, con lo sguardo perennemente basso; oppresso dalla solitudine, dall’insonnia e dal suo passato, l’uomo sopravvive ri-esercitando, occasionalmente, la sua attività per conto di un gruppo di malviventi. Si aggrappa disperatamente alla fede, in un conflitto interiore che lo annulla.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Qualcosa sembra cambiare, quando incontra la signora Lee, amica che potrebbe diventare un amore, anche lei profondamente cattolica. Lo invita ad un incontro in chiesa, durante il quale, in modo inaspettato, ritrova il suo superiore di tanti anni prima, quando entrambi estorcevano confessioni per mezzo della tortura, e sotto l’egida dell’ essere poliziotti. Determinante sarà anche l’ incontro col giovane nipote della donna, che farà riaffiorare in lui ciò che non si è mai realmente sopito.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ritratto di una disperazione, ma non solo: il personaggio di Park Duk-joon è sfaccettato, in bilico tra una fede ipocrita solo in parte e la propria, vera natura che tenta di soffocare. Il giovane regista conosce la storia del proprio Paese, e ne fa background dell’ intera pellicola; la polizia usava legalmente la tortura come metodo di interrogatorio ai tempi del conflitto con la Corea del Nord, dunque il concetto di poliziotto e torturatore si fonde, a simboleggiare il conflitto interiore del protagonista: chi in teoria dovrebbe rappresentare la giustizia ne praticava l’ esatto contrario. L’anziano ex-aguzzino è il frutto inaridito di quella prassi, l’ uso della violenza un tempo impostogli per mestiere, si è insediato come un seme avvelenato nella sua coscienza, con la quale fa quotidianamente i conti. Cerca salvezza nella fede cattolica (ampiamente diffusa nella Corea del Sud) in modo quasi compulsivo, fede che si rivela effimera, inutile; per buona parte del film la religione ci appare come monolitico pilastro, per poi crollare, completamente, nel finale, che rimette tutto in discussione, e fa cambiare l’ottica con la quale ci si è approcciati alla narrazione. La vendetta arriva in modo silenzioso, in sordina, ma è come se fosse stata pazientemente in agguato per tutto il tempo. Il protagonista è ingiudicabile, non ascrivibile alle manichee distinzioni tra “buoni e cattivi”, in perenne bilico tra un Male che lo divora e un Bene posticcio sul quale cerca, disperatamente, di arrampicarsi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il titolo internazionale è, in realtà, fuorviante: il regista stesso ha spiegato che la parola “ganjeung” ha il significato di “redenzione”, piuttosto che di “confessione”. In quest’ottica, il ribaltamento di messaggio del film è ancora più evidente, ed il reale significato del titolo suona tristemente ironico. La regia è sobria, rigorosissima nella forma, forse non ancor matura ma in ogni caso promettente. La fotografia è algida, a simboleggiare una costante assenza di emozioni, un vuoto interiore dal quale non c’è scampo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il protagonista tortura tramite l’acqua: bellissime le le sequenze alle terme, qui inusuali luoghi di violenza; acqua che non purifica, che non cura, che si fa limpida arma di una violenza prima meccanica, eseguita su commissione, poi viscerale, residente nell’ anima.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un film forse non perfetto, penalizzato anche dal ritmo eccessivamente lento ma che resta accanto allo spettatore anche dopo i titoli di coda, strisciante, come la vendetta che lo pervade.&lt;/div&gt;&lt;i&gt;C.P.&lt;/i&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-3977846521923802878?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/3977846521923802878/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=3977846521923802878' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/3977846521923802878'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/3977846521923802878'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2011/12/io-cero-festival-ed-eventi-vari-29_8196.html' title='Io c&apos;ero. Festival ed eventi vari. 29 TORINO FILM FESTIVAL, 25/11-3/4/2011. A CONFESSION'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-np8khGDECmw/TuS-9PPn0kI/AAAAAAAAA0c/Hmi3QiUk7x0/s72-c/ganjeung.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-4649799400406483070</id><published>2011-12-11T06:20:00.000-08:00</published><updated>2011-12-11T06:24:55.606-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Io c&apos;ero'/><title type='text'>Io c'ero. Festival ed eventi vari. 29 TORINO FILM FESTIVAL, 25/11-3/4/2011. THE RAID</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-w1UbvEERrXw/TuS9KjWt5tI/AAAAAAAAA0Q/d834-eW3TRk/s1600/the%2Braid.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 249px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-w1UbvEERrXw/TuS9KjWt5tI/AAAAAAAAA0Q/d834-eW3TRk/s400/the%2Braid.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5684876618635273938" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large; "&gt;Tit.or.: &lt;/span&gt;&lt;i style="font-size: large; "&gt;Serbuan maut&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large; "&gt;. Indonesia 2011.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una squadra d'assalto deve affrontare un compito delicatissimo: assaltare ed espugnare un palazzo della delinquenza, sede di un potente boss e abitato dai suoi complici e aiutanti. Per i primi piani il blitz sembra filare quasi bene, poi la situazione sfugge di mano perchè viene dato l'allarme e la feccia si scatena contro gli agenti. Piovono morti e il muoversi tra i corridoi e tra i piani sarà un'impresa per i pochi “buoni” sopravvissuti, tra cui l'agente Rama -quel che più si avvicina ad essere un protagonista-, che capiranno come il loro capo li abbia spinti a questa missione suicida per sporchi affari personali.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La premiata ditta composta dal regista (anche sceneggiatore e montatore) irlandese trapiantato in Indonesia Gareth Huw Evans e l'atleta-attore Iko Uwais torna, dopo &lt;i&gt;Merantau&lt;/i&gt;, con questo pazzesco film “di menare” basato sull'arte marziale locale Silat, la visione più esplosiva del festival, che con scelta coraggiosa e sorprendente è stato inserito in concorso, rivelandosene non indegno o comunque non meno di altre pellicole meno sopra le righe e di genere. Velocità e violenza danno i brividi, l'ambientazione funziona alla grande, la suspance è persino esasperante (un esempio: la sequenza in cui l'agente, nascosto da un inquilino non delinquente, viene ferito alla guancia ma non deve farsi sentire) e, nota di merito, non ha cali nelle sequenze di dialogo, il che dice di un regista attento e dotato, che si applica a quanto sta narrando e che fa del “cinema”. Ci si sente fessi a pensare che il film pecca per eccesso, trattandosi di un action violentissimo e colmo di mazzate, ma chiariamo: il suo limite è l'essere talmente intenso da fare quasi il giro al punto che qualche volta, durante le mosse inevitabilmente alla lunga ripetitive (perché si inizia sparando, ma poi hanno la meglio le mani nude), ci si ritrova a pensare ai fatti propri per qualche istante.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Truce sì e non privo di accenti seri relativi ai personaggi e a quel po' di storia che c'è, ma anche ludico, come rivela la sequenza in cui lo sgherro più cattivo potrebbe sparare ad un agente ed invece lo invita a lottare con lui, oppure come il lungo combattimento due contro uno, climax del film che alla fine fa applaudire il pubblico, in cui si continua a picchiare anche mezzi morti o con braccia che dovrebbero essere già fuori uso, mentre in colonna sonora si ode una lunga sirena. Un passo avanti rispetto al pur dignitoso &lt;i&gt;Merantau&lt;/i&gt;, anche se, leggendo che dovrebbe essere il primo capitolo di una trilogia con lo stesso protagonista, ci si chiede cosa diamine vedremo la prossima volta.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;A.V.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-4649799400406483070?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/4649799400406483070/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=4649799400406483070' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/4649799400406483070'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/4649799400406483070'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2011/12/io-cero-festival-ed-eventi-vari-29_6179.html' title='Io c&apos;ero. Festival ed eventi vari. 29 TORINO FILM FESTIVAL, 25/11-3/4/2011. THE RAID'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-w1UbvEERrXw/TuS9KjWt5tI/AAAAAAAAA0Q/d834-eW3TRk/s72-c/the%2Braid.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-6015208871083333874</id><published>2011-12-11T06:15:00.000-08:00</published><updated>2011-12-11T06:20:16.463-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Io c&apos;ero'/><title type='text'>Io c'ero. Festival ed eventi vari. 29 TORINO FILM FESTIVAL, 25/11-3/4/2011. THE DESCENDANTS</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-H5SyGr0MY_Q/TuS728nelEI/AAAAAAAAA0E/DhyJ0a6d63U/s1600/descendants.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 267px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-H5SyGr0MY_Q/TuS728nelEI/AAAAAAAAA0E/DhyJ0a6d63U/s400/descendants.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5684875182307447874" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large; "&gt;Usa 2011. In sala dal 24/2/2012.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Matt è un avvocato che risiede alle Hawaii e la cui famiglia discende dai reali dell'isola. Da un pezzo in rotta con la moglie, quando questa finisce in coma dopo un incidente in barca (la vediamo in forze solo nell'inquadratura che apre il film), deve recuperare il rapporto con la figlia più piccola e quella un po' più grande. Insieme ad un amico di questa, stupido e inopportuno, la rinnovata famiglia gira per le Hawaii per comunicare la notizia ai parenti e a una persona di cui Matt non sospettava l'esistenza: l'altro uomo con cui sua moglie aveva una relazione. In secondo piano, deve occuparsi, insieme al parentado, della vendita di un pezzo di terra vergine dell'isola, su cui si vuole costruire.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Era da &lt;i&gt;Sideways&lt;/i&gt; (2004) che Alexander Payne non firmava un lungometraggio e questo suo ritorno è il miglior film tra i nuovi visti al festival. Ben scritto, misurato, delicato e divertente, ma soprattutto commovente. Chi si aspetti una commedia media (pardon) sarà colpito dalla pregnanza del tema del lutto, che è in primo piano. Il film è la storia della controversa elaborazione di un lutto in arrivo, della sgangherata composizione di un “nuovo” gruppo familiare e, in dirittura d'arrivo, della voglia di un riscatto che si traduce nel non subire soltanto gli eventi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Evita banalità e momenti dolciastri piegandoli, nel caso, a un sorriso e non commette sbagli in sequenze "cruciali" tipo quella della "famiglia" davanti al letto d'ospedale, nelle quali si ha la piacevole sensazione di stare vedendo un film riuscito, la cui creazione in sede di sceneggiatura non va a scapito della qualità delle emozioni che si provano.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In colonna sonora, numerosi momenti di canzoncelle in stile hawaiiano, la cui forte presenza non urta perché sottolinea le cose senza un effetto artificioso. Si possono, poi, fare tutte le ironie che si vuole su George Clooney e le sue fidanzate vere o finte, ma resta il fatto che in film come questo risulta perfetto, ha charme ed è simpatico. Ma se il terzetto familiare funziona vuol dire che non sono neanche male le due fanciulle.&lt;/div&gt;&lt;i&gt;A.V.&lt;/i&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-6015208871083333874?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/6015208871083333874/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=6015208871083333874' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/6015208871083333874'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/6015208871083333874'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2011/12/io-cero-festival-ed-eventi-vari-29_8210.html' title='Io c&apos;ero. Festival ed eventi vari. 29 TORINO FILM FESTIVAL, 25/11-3/4/2011. THE DESCENDANTS'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-H5SyGr0MY_Q/TuS728nelEI/AAAAAAAAA0E/DhyJ0a6d63U/s72-c/descendants.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-9151464092527461229</id><published>2011-12-11T06:09:00.000-08:00</published><updated>2011-12-11T06:15:34.489-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Io c&apos;ero'/><title type='text'>Io c'ero. Festival ed eventi vari. 29 TORINO FILM FESTIVAL, 25/11-3/4/2011. L'ERA LEGALE</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-80gLU2N8xg8/TuS64Yp0b1I/AAAAAAAAAz4/l7tm9ThdusM/s1600/era%2Blegale.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 266px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-80gLU2N8xg8/TuS64Yp0b1I/AAAAAAAAAz4/l7tm9ThdusM/s400/era%2Blegale.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5684874107501702994" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large; "&gt;Italia 2011. In sala dal 13/1/2012.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Come Amore ha battuto Camorra”, recita la tagline di questo mockumentary diretto dal regista di &lt;i&gt;&lt;a href="http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2010/10/incompresi-comici-allo-sbaraglio-blek.html"&gt;Blek giek&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;. Amore è il cognome di Nicolino, outsider assoluto della politica che, si racconta, è riuscito entro il 2020 a cambiare profondamente Napoli. Il film ripercorre la storia personale e pubblica di questo personaggio immaginario, interpretato dal Patrizio Rispo notissimo per &lt;i&gt;Un posto al sole&lt;/i&gt;, che con la sua franchezza riesce a diventare sindaco della città e a rinnovarla e ripulirla, combattendo i traffici della camorra e facendo ritrovare ai cittadini il senso civico. Certo non senza battute d'arresto, tra l'opposizione che incontra in consiglio, un misterioso rapimento e la contestata decisione di legalizzare le droghe. E' soprattutto su questo tema che il film si diffonde, quasi come fosse un dibattito, allargando per forza di cose il discorso oltre Napoli e includendo pure qualche accento serio. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma è anche ciò su cui cade maggiormente, diventando troppo didascalico e didattico. Spesso sembra una lezione su quanto si dovrebbe o potrebbe fare per Napoli, servita in salsa umoristica e questo è più di un sospetto, come dimostra il cartello finale del tipo “Ora tocca a noi”. Si comprende come il film esprima una volontà di risalita della città campana (alla prima era presente anche Luigi de Magistris), ma più che al grande schermo &lt;i&gt;L'era legale&lt;/i&gt; pare adatto ad una proiezione televisiva oppure all'interno di una convention o riunione pubblica.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il ritmo è buono, il livello di divertimento accettabile (i nuovi comportamenti dei napoletani...) ma l'aspetto più impressionante è la quantità e qualità delle persone coinvolte come finti testimoni od opinionisti intervistati: Isabella Rossellini, Renzo Arbore, Carlo Lucarelli, Giancarlo de Cataldo, il deputato di Fli Granata, qualche giornalista straniero, procuratori e magistrati antimafia, un direttore di carcere. Mai visto un product placement così sfacciato (“messaggio promozionale”!) come quello della pasta Garofalo in una sequenza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;A.V.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-9151464092527461229?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/9151464092527461229/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=9151464092527461229' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/9151464092527461229'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/9151464092527461229'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2011/12/io-cero-festival-ed-eventi-vari-29_9676.html' title='Io c&apos;ero. Festival ed eventi vari. 29 TORINO FILM FESTIVAL, 25/11-3/4/2011. L&apos;ERA LEGALE'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-80gLU2N8xg8/TuS64Yp0b1I/AAAAAAAAAz4/l7tm9ThdusM/s72-c/era%2Blegale.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-8137033213942541227</id><published>2011-12-11T06:05:00.001-08:00</published><updated>2011-12-12T02:04:45.708-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Io c&apos;ero'/><title type='text'>Io c'ero. Festival ed eventi vari. 29 TORINO FILM FESTIVAL, 25/11-3/4/2011. INTRO</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-iMJjux5Flq4/TuS5WbBy0CI/AAAAAAAAAzs/DUwOB9izKMQ/s1600/intro.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 225px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-iMJjux5Flq4/TuS5WbBy0CI/AAAAAAAAAzs/DUwOB9izKMQ/s400/intro.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5684872424511950882" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;Usa 2011.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nella sezione “Onde” si è visto questo documentario-road movie asciugato che segue vita, spostamenti e performance del cantautore David Williams, qualche volta accompagnato dalla incantevole Jeremi Hanson. Williams sistema gli strumenti, si fa il caffé, programma e prova a casa, ronfa, guida, si esibisce nei locali, cammina in cornici naturali. Quest'ultimo aspetto starebbe a significare il legame della musica Usa col paesaggio, secondo alcuni, ma certe pose “artistiche” che Williams assume fra le rocce sembrano ricercare occasionalmente la bella immagine.&lt;/div&gt; &lt;span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci sono i silenzi, ci sono le sue canzoni e poche parole oltre a quelle dei loro testi: l'artista dice di sè attraverso quel che fa e quel che canta. A Cahoon non interessa assolutamente cercare di illustrare le canzoni del suo musicista, ma, afferma, il film è il tentativo di comprendere l'uomo, la sua musica e l'effetto che gli fa. E la musica di Williams, voce e chitarra, è buona, “vera”, toccante, malinconica. Bene così, perché bisogna ammettere che fosse stata mediocre, la noia avrebbe fatto più che capolino.&lt;/div&gt;&lt;span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sicuramente la visione più rilassante del festival (pure troppo, per alcuni che hanno abbandonato la sala). Cahoon spesso punta la mdp su gesti e oggetti invece che sul volto dell'artista e nelle performances nei locali fa pochi controcampi sul pubblico. Lascia perplessi il fatto che nell'ultima parte, volontariamente?, il tutto diventi un po' più tradizionale: lui e lei sul palco che cantano, in primo piano, poi in campo lungo all'interno di una stanza.&lt;/div&gt;&lt;i&gt;A.V.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-8137033213942541227?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/8137033213942541227/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=8137033213942541227' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/8137033213942541227'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/8137033213942541227'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2011/12/io-cero-festival-ed-eventi-vari-29_18.html' title='Io c&apos;ero. Festival ed eventi vari. 29 TORINO FILM FESTIVAL, 25/11-3/4/2011. INTRO'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-iMJjux5Flq4/TuS5WbBy0CI/AAAAAAAAAzs/DUwOB9izKMQ/s72-c/intro.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-2995032724892344864</id><published>2011-12-11T05:57:00.000-08:00</published><updated>2011-12-11T06:04:57.577-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Io c&apos;ero'/><title type='text'>Io c'ero. Festival ed eventi vari. 29 TORINO FILM FESTIVAL, 25/11-3/4/2011. TWIXT</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-Fg_0Cvp0T2U/TuS4MM_ZrFI/AAAAAAAAAzg/RkluWXJzBNM/s1600/twixt.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-Fg_0Cvp0T2U/TuS4MM_ZrFI/AAAAAAAAAzg/RkluWXJzBNM/s400/twixt.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5684871149433498706" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;Usa 2011.&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Annunciato poco prima della partenza del festival, il nuovo film di Francis Ford Coppola conferma di un regista che nonostante la fama e l'età è tutto fuorché adagiato su allori o sulla maniera ed in grado di stupire progetto dopo progetto; stavolta, però, maggiormente sulla carta e con risultati poco soddisfacenti.&lt;/div&gt;&lt;span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Uno scrittore horror in difficoltà con mestiere, moglie e che non ha ancora ben assimilato la morte della figlia, capita in una cittadina che conserva nel suo passato il massacro di un gruppo di bambini e -ine ad opera di un ministro del culto. Nel suo presente, c'è una ragazzina uccisa come si usa fare coi vampiri e uno sceriffo che vuole fortemente co-firmare con il protagonista un romanzo sui fatti. In sogno, lo scrittore conosce una giovanissima vampira (Elle Fanning) ed Edgar Allan Poe che lo conducono ad assistere al massacro pretesco, fornendogli così utile ispirazione. Sogno e vita lo metteranno in pericolo ma anche in condizione di scrivere il libro necessario per la sua carriera.&lt;/div&gt;&lt;span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ispirato ad un sogno del regista, che l'ha anche scritto, &lt;i&gt;Twixt&lt;/i&gt; è un lavoro minore nella sua filmografia ed appena partono i titoli di coda è inevitabile e immediato il pensiero: beh, ma tutto qua? Peccato. Il 3D è limitato a due sequenze, introdotte, in modo ludico-vintage, da occhialoni che passano sullo schermo: una cerca di creare vertigine, con una salita su scala, l'altra è la più gore e baracconesca che però non funziona granchè, anche solo visivamente. “Vintage”, per così dire, sono anche gli split screen a cui più volte Coppola fa ricorso. Se le immagini del sogno sono curatissime, in bianco e nero con singoli elementi colorati (i limoni, il sangue dell'estetizzato massacro), quelle del piano del presente sono piuttosto, un po' troppo, medie. Se, comunque, ci sono delle scelte di linguaggio che contribuiscono a non rendere il film piatto, sul piano della vicenda e della suspance va ancora meno bene. La storia è in definitiva poco interessante e scopre alcune sue carte senza sorprendere - il responsabile del vecchio fatto di sangue è presto dichiarato - , almeno fino ad alcuni veloci colpi di scena finali e il ritratto della comunità di darkettoni è goffo e fa pensare ad una persona di una certa età che non riesca ad acchiappare il presente. In tutto ciò, Val Kilmer, che fuori dallo schermo si sente sfottere per il suo essere ingrassato rispetto al periodo di successo, fa il suo, risultando anche simpatico, anzi in una delle scene dai toni leggeri del film – quando il personaggio è al pc sforzandosi nell'ispirazione creativa – , Coppola gli dà un'occasione di fare praticamente il commediante.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Del “nuovo corso” di Coppola (dal ritorno del 2007 in qua), era più interessante &lt;i&gt;Un'altra giovinezza&lt;/i&gt;, che aveva un contenuto maggiormente esistenzialista. Non si dubita, comunque, che critici intellettuali o intellettualoidi potranno prenderlo per un capolavoro d'autore di grande portata teorica, perchè di ciccia a riguardo il film ne offre: è un film sulla creazione artistica, con un protagonista che viene consigliato, guidato da un nume e poi lasciato per la propria strada ad affrontare il proprio dramma interiore e trasferirlo in creazione artistica. Ed è anche lo stesso Coppola che, nella sequenza della rievocazione dell'incidente, allude con coraggio alla morte di uno dei suoi figli, Gian-Carlo. Non male la scena in cui, in sogno, lo scrittore mette in bocca al personaggio che ha di fronte le proprie parole.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;A.V.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-2995032724892344864?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/2995032724892344864/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=2995032724892344864' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/2995032724892344864'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/2995032724892344864'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2011/12/io-cero-festival-ed-eventi-vari-29_11.html' title='Io c&apos;ero. Festival ed eventi vari. 29 TORINO FILM FESTIVAL, 25/11-3/4/2011. TWIXT'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-Fg_0Cvp0T2U/TuS4MM_ZrFI/AAAAAAAAAzg/RkluWXJzBNM/s72-c/twixt.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-3172169898045655099</id><published>2011-12-11T05:51:00.001-08:00</published><updated>2011-12-11T05:57:22.061-08:00</updated><title type='text'>Io c'ero. Festival ed eventi vari. 29 TORINO FILM FESTIVAL, 25/11-3/4/2011. EITHER WAY</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-h59XQyncCoE/TuS2ndN_67I/AAAAAAAAAzU/8Fd1jLDpmPU/s1600/A%2Bannan%2Bveg.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 168px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-h59XQyncCoE/TuS2ndN_67I/AAAAAAAAAzU/8Fd1jLDpmPU/s400/A%2Bannan%2Bveg.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5684869418622905266" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large; "&gt;Tit. or.: &lt;/span&gt;&lt;i style="font-size: large; "&gt;Á annan veg&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large; "&gt;. Islanda 2011.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: georgia; font-size: small; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: georgia; "&gt;Finnbogi e Alfred sono due addetti alla manutenzione stradale, che lavorano insieme rifacendo la segnaletica orizzontale e sistemando paletti in strade sperdute. La loro situazione quanto a donne è la seguente: il primo è fidanzato con la sorella del secondo che, arrapato cronico, non vede l'ora di andarsene via nei giorni liberi per potersi fare alcune che ha in mente, anche se non sempre gli va bene. Finchè nelle loro vite private non si annuncia una rivoluzione, perchè  uno viene lasciato a distanza e l'altro si scopre in procinto di diventare padre. Dopo una furiosa lite, tra i due si delinea una nuova amicizia ed alleanza.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: georgia; "&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Ha vinto il festival di quest'anno, questo film scritto e diretto dall'esordiente Hafsteinn Gunnar Sigur&lt;/span&gt;&lt;span&gt;ð&lt;/span&gt;&lt;span&gt;sson, che firma anche il soggetto insieme all'interprete di Finnbogi. Chi scrive ha visto pochissimi film in concorso, ma pur non essendo un premio scandaloso, ci si chiede se nessun'altro film meritasse di più.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: georgia; "&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Film ad andamento lento, coi due protagonisti soli in scena per la gran parte del tempo, isolati nel loro mondo di lavoro e di chiacchiere dentro cui irrompono conseguenze di eventi esterni. Le altre presenze umane sono quelle di un camionista che compare un paio di volte, fermandosi, stappando bottiglie coi denti e offrendole e quella più misteriosa di una figura femminile immaginata e simbolica, miraggio della donna che nell'universo narrativo sullo schermo non c'è e monito: della donna, che lo si voglia o no, non si può fare a meno, l'altro sesso esiste, modula e cambia la vita. Alcune volte si ride -Alfred è personaggio simpatico, più loquace dell'altro-, ma è un film che si guarda attendendo vanamente di esserne conquistati, forse più piacevole a raccontarsi (e quindi a sunteggiarlo) e a rifletterci a bocce ferme che non a vedersi. Non è e non vuole essere esplosivo e ha quasi sempre un suo rigore.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Alcune inquadrature non sono male: le sagome scure dei due all'orizzonte che lavorano, il cielo che muta mentre sentiamo le poche canzoni pop che formano la colonna sonora e che si rivelano poi diegetiche - il film è ambientato negli anni Ottanta - . Il regista evita la macchina a mano e il formato è panoramico, il che permette di inserire le figure umane in un paesaggio di cui in questo modo si valorizza l'ampiezza, l'apparente mancanza di confini.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;A.V.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-3172169898045655099?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/3172169898045655099/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=3172169898045655099' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/3172169898045655099'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/3172169898045655099'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2011/12/io-cero-festival-ed-eventi-vari-29.html' title='Io c&apos;ero. Festival ed eventi vari. 29 TORINO FILM FESTIVAL, 25/11-3/4/2011. EITHER WAY'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-h59XQyncCoE/TuS2ndN_67I/AAAAAAAAAzU/8Fd1jLDpmPU/s72-c/A%2Bannan%2Bveg.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-5304522176568222293</id><published>2011-10-18T09:42:00.000-07:00</published><updated>2011-10-18T09:53:02.363-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comunicazioni di servizio'/><title type='text'>Comunicazioni di servizio. ANNUNCIO DI RESURREZIONE</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-89gC5SN58XI/Tp2uw8cu7DI/AAAAAAAAAys/xniSARfF4dA/s1600/tff%2Blogo.png" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 120px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-89gC5SN58XI/Tp2uw8cu7DI/AAAAAAAAAys/xniSARfF4dA/s200/tff%2Blogo.png" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5664876062185548850" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il blog che avete sotto gli occhi ha intenzione di risorgere in occasione del prossimo Torino Film Festival, di cui si darà conto con alcune recensioni. Dopo, si vedrà. Non dimenticatelo!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;A.V.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-5304522176568222293?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/5304522176568222293/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=5304522176568222293' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/5304522176568222293'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/5304522176568222293'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2011/10/comunicazioni-di-servizio-annuncio-di.html' title='Comunicazioni di servizio. ANNUNCIO DI RESURREZIONE'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-89gC5SN58XI/Tp2uw8cu7DI/AAAAAAAAAys/xniSARfF4dA/s72-c/tff%2Blogo.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-6626179919455886142</id><published>2011-01-09T14:07:00.000-08:00</published><updated>2011-01-09T14:22:53.013-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Incompresi'/><title type='text'>Incompresi. Comici allo sbaraglio. COME SE FOSSE AMORE</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TSoz2qB166I/AAAAAAAAAyA/jW_luUtkhTE/s1600/come%2Bse%2Bfosse.JPG"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 384px; height: 195px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TSoz2qB166I/AAAAAAAAAyA/jW_luUtkhTE/s400/come%2Bse%2Bfosse.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5560313704030268322" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;Italia 2002. Di Roberto Burchielli.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Chi scrive ha di recente scritto una Tesi sul cinema musicale italiano, dimenticandosi clamorosamente e colpevolmente di questo film. Rimediamo. Aurelio Milano inventa un dispositivo, il trasognatore, in grado di interferire con i sogni delle persone in modo da cambiare e correggere i loro pensieri. Con esso, prova ad istillare nell'amata Chiara, candidata a sindaco di Genova, che non lo considera proprio, di essere l'uomo giusto (con risultati grotteschi: sbaglia direzione del flusso di messaggio, che arriva ad una squadra di pompieri...). L'apparecchio viene però rubato da tre tassisti (tra i quali Claudio Nocera, scomparso nel 2004), i primi ad aver accettato di essere testati, che lo usano per arrivare al successo professionale - persuadendo chiunque a utilizzare i loro taxi - e "politico" - cercando di soffiare la poltrona a Chiara - . L'effetto del trasognatore, però, si può interrompere: tramite i baci.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nonostante la loro discreta notorietà anche televisiva, il primo e unico film con i Cavalli Marci, distribuito da Medusa, viene ingiustamente snobbato e rifiutato dal pubblico. Si tratta di un vero e proprio musical, quindi un oggetto raro per il cinema italiano e in effetti è proprio un film alieno, che sembra venire da un'altra dimensione. E, sorpresa, si tratta di un film riuscito. Benissimo orchestrato, fila come un treno senza far calare mai l'attenzione, con una perfetta tempistica di sceneggiatura e montaggio. Reinventa la realtà con fantasia, umorismo e professionalità. Le sequenze musicali dimostrano un buon uso delle comparse e degli spazi urbani, fiducia nei propri mezzi: non mancano spettacolari, colorate inquadrature dall'alto, alla Busby Berkeley per così dire, ma i momenti migliori sono un paio di serrati medley di canzoni che si incastrano l'una nell'altra a comporre una sorta di dialogo, operazione simile a quelle effettuate dal gruppo sul palcoscenico (v. youtube). Talora invece sembra di vedere balletti di uno show tv in acido. Si tratta di una favola, che si conclude con un lieto fine e i "cattivi" che vengono puniti, mentre viene consacrato l'amore. Ma prima, mette quasi i brividi la &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=LUY1d-4Mhys"&gt;sequenza&lt;/a&gt; al talk show politico, coi tre che spadroneggiano sicuri di vincere con la loro modesta proposta politica, spalleggiati da tutti coloro che han subito il lavaggio del cervello, trattando malissimo la rivale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un film pulito, sorridente, perfettamente conchiuso, non indegno di un musical della Hollywood d'epoca, in cui è evidente l'impegno di talenti al lavoro. Non per tutti i gusti forse, un po' stucchevole magari - nella maschera così solare di Michelangelo Pulci - , ma senz'altro da riscoprire. Troppo strano e fuori da qualunque moda per avere successo. A fare un po' da "padrino" all'operazione, Gino Paoli, che torna al cinema 40 anni dopo &lt;i&gt;Urlo contro melodia nel Cantagiro '63&lt;/i&gt; e fa varie brevi comparsate nei panni del fantasma del padre del protagonista.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Alessio Vacchi&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-6626179919455886142?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/6626179919455886142/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=6626179919455886142' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/6626179919455886142'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/6626179919455886142'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2011/01/incompresi-comici-allo-sbaraglio-come.html' title='Incompresi. Comici allo sbaraglio. COME SE FOSSE AMORE'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TSoz2qB166I/AAAAAAAAAyA/jW_luUtkhTE/s72-c/come%2Bse%2Bfosse.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-4684196123906125976</id><published>2011-01-09T13:48:00.000-08:00</published><updated>2011-01-09T14:07:14.054-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Memorabilia'/><title type='text'>Memorabilia. BUD, BUD E TERENCE</title><content type='html'>&lt;img src="http://1.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TSowPsjGabI/AAAAAAAAAxo/4eZpol8tZ5Q/s400/banana%2Bjoe.jpg" style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 165px; height: 400px;" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5560309736156850610" /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TSowZnoDZCI/AAAAAAAAAxw/yYR4R6pe69s/s1600/Miami.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 332px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TSowZnoDZCI/AAAAAAAAAxw/yYR4R6pe69s/s400/Miami.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5560309906634138658" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Tre flani per due successi. Bud da solo è "il ciclone", insieme a Terence sono esplosivi e ovviamente, "super".&lt;div&gt;&lt;i&gt;A.V.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-4684196123906125976?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/4684196123906125976/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=4684196123906125976' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/4684196123906125976'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/4684196123906125976'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2011/01/memorabilia-bud-bud-e-terence.html' title='Memorabilia. BUD, BUD E TERENCE'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TSowPsjGabI/AAAAAAAAAxo/4eZpol8tZ5Q/s72-c/banana%2Bjoe.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-2664651877692935415</id><published>2011-01-09T12:32:00.000-08:00</published><updated>2011-01-09T13:48:05.153-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Memorabilia'/><title type='text'>Memorabilia. BLADE RUNNER</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TSor8Z8vHHI/AAAAAAAAAxg/O0e2GwzvGVs/s1600/Blade%2Brun.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 373px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TSor8Z8vHHI/AAAAAAAAAxg/O0e2GwzvGVs/s400/Blade%2Brun.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5560305006700076146" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il film di Ridley Scott ha conosciuto diverse riedizioni. Prima di quella del 2007, c'è stata quella del 1992, la director's cut a cui si riferisce il secondo flano, mentre il primo risale al 1988.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;A.V.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-2664651877692935415?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/2664651877692935415/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=2664651877692935415' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/2664651877692935415'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/2664651877692935415'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2011/01/memorabilia-blade-runner.html' title='Memorabilia. BLADE RUNNER'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TSor8Z8vHHI/AAAAAAAAAxg/O0e2GwzvGVs/s72-c/Blade%2Brun.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-2044628142322838043</id><published>2011-01-02T14:34:00.000-08:00</published><updated>2011-01-02T14:49:57.204-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comunicazioni di servizio'/><title type='text'>Comunicazioni di servizio. RIPOSO</title><content type='html'>Domenica prossima il blog sarà aggiornato con:&lt;div&gt;-Due Incompresi&lt;/div&gt;&lt;div&gt;-Due Memorabilia&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Abbiate fede!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;A.V.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-2044628142322838043?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/2044628142322838043/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=2044628142322838043' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/2044628142322838043'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/2044628142322838043'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2011/01/comunicazioni-di-servizio-riposo.html' title='Comunicazioni di servizio. RIPOSO'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-1825175630089038414</id><published>2010-12-12T14:12:00.000-08:00</published><updated>2010-12-12T14:30:04.528-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Memorabilia'/><title type='text'>Memorabilia. LA TRISTEZZA E LA BELLEZZA</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TQVL9dsPKqI/AAAAAAAAAxU/uaSt9eCb0Gg/s1600/Tristezza%2Be%2Bbellezza.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 159px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TQVL9dsPKqI/AAAAAAAAAxU/uaSt9eCb0Gg/s400/Tristezza%2Be%2Bbellezza.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5549925635118279330" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In effetti, in questo film del 1985 tratto da un romanzo di un giapponese, c'è un intrigo seduttivo che coinvolge quattro persone, però fa un po' sorridere la frase di questo flano, che sembra così perentoria riguardo i presunti costumi sessuali moderni: è così, aggiornatevi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;A.V.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-1825175630089038414?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/1825175630089038414/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=1825175630089038414' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/1825175630089038414'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/1825175630089038414'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2010/12/memorabilia-la-tristezza-e-la-bellezza.html' title='Memorabilia. LA TRISTEZZA E LA BELLEZZA'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TQVL9dsPKqI/AAAAAAAAAxU/uaSt9eCb0Gg/s72-c/Tristezza%2Be%2Bbellezza.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-7310216779226295714</id><published>2010-12-05T14:48:00.000-08:00</published><updated>2010-12-05T14:53:35.378-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Io c&apos;ero'/><title type='text'>Io c'ero. Festival ed eventi vari. 28 TORINO FILM FESTIVAL, 26/11-4/12/2010. KABOOM</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TPwXZgnyesI/AAAAAAAAAxM/vfH9wT0i3KU/s1600/kaboom.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TPwXZgnyesI/AAAAAAAAAxM/vfH9wT0i3KU/s320/kaboom.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5547334568034597570" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;Usa/Francia 2010. In sala dal 25.3.2011.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'ultimo film di Gregg Araki è uno di quelli importati da Cannes a Torino. &lt;i&gt;Kaboom&lt;/i&gt;, a giudicare dalle opinioni in rete e raccolte al festival, ai più è piaciuto, ma a chi scrive è parso veramente una inutile sciocchezza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Smith è uno studente bisessuale che vive al campus universitario. Desidera il suo compagno di stanza, surfista fustacchione e si interroga sulla di lui sessualità, apparentemente molto etero. Ha una migliore amica, Stella, lesbica, cinica e pungente. Smith intraprende una relazione di sesso con la bionda London, Stella con Lorelei, una sorta di ninfomane che non ama affatto essere mollata. Smith però è preoccupato: una delle ragazze che ha visto in un suo criptico sogno pare essere morta,  sembra che lui sia il prescelto ma non capisce per cosa e si sente braccato da gente vestita con maschere animali. Forse c'è una setta dietro.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Araki è "cool" in un modo personale e non gli si nega certo tanto stile, esibito. Parte subito in quarta, con ritmo, colori, humour. In un film all'insegna della confusione e libertà sessuali, dove si ciula e si parla di sesso a random, si bea del bel faccino di Thomas Dekker, tra le immagini di gaytudine spudorata -muscolari nudi maschili da fantasie omosessuali-, ma c'è anche qualche pezzo di nudo femminile. Commedia sboccata, godereccia e sopra le righe su cui è innestato del thriller complottistico, la cui ispirazione, nelle parole di Araki, è addirittura il David Lynch di &lt;i&gt;Twin Peaks&lt;/i&gt;. Nell'ultima parte, il film sembra quasi prendersi sul serio a riguardo, per poi rovesciare sullo spettatore un'enormità di colpi di scena ed aprirsi definitivamente ad una "libertà" che sembra voler dire permettersi qualunque cosa passi in mente, qualunque ideuzza. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Cosa vuole dirci il film? Probabilmente nulla. E' un divertissment consapevolmente esagerato; anche la faccenda del "19" sulla porta nel sogno di Smith può corrispondere ai timori se non prorio dell'ingresso nella maggiore età, comunque del crescere e diventare adulti, ma anche fosse, gli sviluppi non dicono nulla a riguardo. Nel mucchio di chiacchiere, qualche battuta va a segno e non si nega al film un'audacia anche verbale, ma al contempo la volgarità di certe uscite (alcune battute di Stella) è sgradevolmente forzata e il tutto è paragonabile a un amico senza freni che ti tira per il braccio dentro una festa chiedendoti di divertirti. Se si è iperattivi sessuali, se si ama vedere i film dopo le canne, o se si è omosessuali in vena di divertimento eccentrico forse si apprezzerà &lt;i&gt;Kaboom&lt;/i&gt;, ma altrimenti è un po' respingente. E alla fine si pensa una cosa da uomo della strada: non era il caso di spendere quattrini per produrlo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Alessio Vacchi&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-7310216779226295714?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/7310216779226295714/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=7310216779226295714' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/7310216779226295714'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/7310216779226295714'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2010/12/io-cero-festival-ed-eventi-vari-28_9926.html' title='Io c&apos;ero. Festival ed eventi vari. 28 TORINO FILM FESTIVAL, 26/11-4/12/2010. KABOOM'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TPwXZgnyesI/AAAAAAAAAxM/vfH9wT0i3KU/s72-c/kaboom.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-2074704309858242280</id><published>2010-12-05T14:40:00.000-08:00</published><updated>2010-12-05T14:48:01.453-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Io c&apos;ero'/><title type='text'>Io c'ero. Festival ed eventi vari. 28 TORINO FILM FESTIVAL. 127 HOURS</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TPwWfmTh6yI/AAAAAAAAAxE/yXo4Imu0MC4/s1600/127%2Bhours.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 219px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TPwWfmTh6yI/AAAAAAAAAxE/yXo4Imu0MC4/s320/127%2Bhours.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5547333573127826210" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;div&gt;Usa/UK 2010. In sala dall'11.2.2011.&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Con i telefonini imbustati come Fox vuole per le sue anteprime, è passato al festival il nuovo film di Danny Boyle, su un soggetto-bomba, da brividi e ispirato a una storia vera. Quella di Aron Ralston, l'arrampicatore rimasto vari giorni intrappolato in un profondo canyon a causa di un masso caduto tra il suo braccio e la parete rocciosa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'inizio del film è all'insegna di uno sfrenato vitalismo che riflette quello del personaggio, come se Boyle e il suo co-sceneggiatore Simon Beaufoy ce la mettessero tutta per farci familiarizzare in fretta con questo simpatico estroverso. In apertura c'è persino qualcosa di apparentemente demodè, lo split screen, su immagini di folle che fanno sport, che si muovono, pregano: il movimento e la presenza umana, tra le cose che poi verranno meno. Infatti, improvvisa, giunge la costrizione a star fermo per Aron, che raduna gli oggetti che ha nel suo zaino, centellina la sua acqua, si filma con la videocamera covinto di registrare l'ultimo saluto, fa modesti tentativi con un coltellino.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Boyle affronta la sua materia in un modo, in un certo senso, radicale e di petto, ma non imprevedibile per uno che aveva diretto &lt;i&gt;Trainspotting&lt;/i&gt;: a fronte di un soggetto quantomai claustrofobico, mette in campo tutte le sue possibilità per animare un film che in teoria vedrebbe un solo attore recitare in un solo luogo per la maggior parte del tempo. Flashback, visioni, soggettive vere o simulate, lunghe, spericolate (ad esempio, quella che parte da lui per arrivare all'irraggiungibile vettura del protagonista, nel cui cofano sta qualcosa da bere). L'inquadratura più singolare è forse quella dentro il braccio di Aron. Si insiste sul liquido, con inquadrature da dentro la borraccia, prima piena d'acqua, poi di urina. Tra le idee che funzionano meglio, ci sono quelle che esprimono un'amara ironia: un estemporaneo montaggio di spot di bibite e il far sentire &lt;i&gt;Lovely Day&lt;/i&gt; di Bill Withers, tra le canzoni pop che il film propone soprattutto nella prima parte.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Uno dei temi che più emergono è quello della solitudine: il protagonista si pente amaramente dell'abitudine di non dire a nessuno dove va e si trova ad avere una compagna fittizia, mentale di persone care: il ricordo di una ex, la propria famiglia riunita. Nonostante gli ovvi momenti di scoramento, il film pare anche un elogio alla forza di volontà e allo spirito di resistenza, dato che Aron non perde il suo senso dell'umorismo e infine decide il gesto estremo, in una scena molto sensoriale e impressionante, di amputarsi il braccio. James Franco è discreto, senza esaltare. Il film è convincente, anche se, pur mantenendo molto abilmente l'attenzione spettatoriale, non trasmette tutta la tensione o l'emozione di una vicenda così estrema e se ne esce pressochè indenni. Toccante, alla fine, vedere il vero Ralston.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;A.V.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-2074704309858242280?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/2074704309858242280/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=2074704309858242280' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/2074704309858242280'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/2074704309858242280'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2010/12/io-cero-festival-ed-eventi-vari-28_05.html' title='Io c&apos;ero. Festival ed eventi vari. 28 TORINO FILM FESTIVAL. 127 HOURS'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TPwWfmTh6yI/AAAAAAAAAxE/yXo4Imu0MC4/s72-c/127%2Bhours.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-5265777892250261263</id><published>2010-12-05T14:31:00.000-08:00</published><updated>2010-12-05T14:55:24.888-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Io c&apos;ero'/><title type='text'>Io c'ero. Festival ed eventi vari. 28 TORINO FILM FESTIVAL. CODICE D'AMORE ORIENTALE</title><content type='html'>&lt;object width="480" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/6dxttCayt-M?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/6dxttCayt-M?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;Italia 1974.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Il festival quest'anno ha omaggiato due freschi defunti, due cineasti molto diversi: Chabrol e Piero Vivarelli. Per il quale è stato proiettato questo film, fortemente voluto da Amelio che lo ritiene il suo migliore, nelle parole di Emanuela Martini. &lt;div style="text-align: justify;"&gt;In realtà l'unico motivo per vedere questo film, quel che fa restare sulla sedia, è la sua difficile reperibilità. La trama di base è presto detta: due promessi sposi dalle rispettive famiglie, che non si amano ancora, fuggono insieme per evitare il volere genitoriale ed entrano nella comune di un saggio barbuto che si porta appresso una serie di coppiette a cui insegna pillole di saggezza sull'importanza del libero amore e racconta amene storielle, dalle quali non si capisce bene che insegnamento dovrebbero trarre. Ecco: da un certo punto in poi il soggetto iniziale è nullo (nessuno viene a cercare i due) e sulla stasi si innestano questi racconti visualizzati. Alcuni per mezzo di animazione bidimensionale, con personaggi che si muovono come marionette, hard. Altri "live-action", tra cui una incredibile situazione da barzelletta, con un tizio che si vede applicare dall'amante un'improbabile pasta per l'amore ed è costretto a gettarsi in acqua al grido di "Mi brucia!!". Sciocchissimo quello della cortigiana alle prese con arrapati di cui riesce sempre ad ottenere favori materiali, con i personaggi che si rivestono dal bagno colmi di schiuma. Il più trucido è quello del principe che rinuncia ai suoi privilegi per l'amore di una serva, con lui che viene marchiato a fuoco e lei che rischia di finire con la vagina bruciata; ma pure negli episodi animati abbiamo due amanti che si accoppiano tra le due metà del rivale di lui ucciso e un infante a cui viene impiantata una testa di elefante.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Siamo quindi tra due sottogeneri del cinema italiano dell'epoca: l'erotico-esotico, per ambientazioni e razza dei personaggi, e il decamerotico per il gusto aneddotico.  I personaggi, asiatici, sono superdoppiati, con un effetto grottesco, finto, che indispone. Il tono generale, tra gli insegnamenti del saggio e le linee di dialogo stile antico, è serioso come un cavallo, però ci sono delle uscite di cui non ci si capacita e che fanno esplodere la sala. Vivarelli non doveva essere uno stupido, quindi l'umorismo talora è volontario (v. sopra), talora c'è il beneficio del dubbio o il dubbio dell'ingenuità (come nell'inaspettata, breve lezione di kamasutra ad illustrare quanto bene si volevano il principe e la serva), ma più che divertiti si resta basiti. La noia è grande, l'erotismo inefficace a parte qualche nudo e non si vede l'ora di archiviare il film fra le proprie visioni. Vivarelli non ha il senso della misura, come dimostrano le banalmente micidiali scene d'amore, coi corpi che si strusciano al ralenti -ma vanno citati anche i bacetti e sospiri tra le coppie di scappati di casa appresso al saggio, che dovrebbero suggerire il loro amore-, o l'interminabile finale mistico, tra apparizioni divine a sorpresa e attori che si tolgono i loro veli. A riguardo viene in mente anche la sequenza tra le piume di &lt;i&gt;Provocazione&lt;/i&gt;. Comunque, è come sparare sulla croce rossa e a sentire l'introduzione di Alberto Crespi e Stefano Della Casa -oltre che a leggere l'intervista a Vivarelli su un recente &lt;i&gt;Nocturno&lt;/i&gt;-, è automatico pensare ad un personaggio migliore dei film che ha girato. Bene le lagne musicali di Baldan Bembo e le animazioni di plastilina dei titoli di testa, che insieme creano forse la cosa migliore del film.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;A.V.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-5265777892250261263?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/5265777892250261263/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=5265777892250261263' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/5265777892250261263'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/5265777892250261263'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2010/12/io-cero-festival-ed-eventi-vari-28.html' title='Io c&apos;ero. Festival ed eventi vari. 28 TORINO FILM FESTIVAL. CODICE D&apos;AMORE ORIENTALE'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-991502258504234578</id><published>2010-11-14T14:23:00.000-08:00</published><updated>2010-11-14T14:46:15.472-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='The freak show'/><title type='text'>The freak show. THE HOUSE OF THE DEVIL</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TOBmR36-crI/AAAAAAAAAw8/R7T4WQNnZ2s/s1600/House%2Bof%2Bdevil.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TOBmR36-crI/AAAAAAAAAw8/R7T4WQNnZ2s/s320/House%2Bof%2Bdevil.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5539539998920831666" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large; "&gt;Usa 2009. Di Ti West. Su dvd Dark Sky (regione 1).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;The House of the Devil&lt;/i&gt; è un film che fa paura. Un film atipico e fuori moda, che va controcorrente rispetto al moderno trend del new horror, fatto di torture e splatter. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La pellicola è ambientata alla fine degli anni Settanta, in una piccola cittadina universitaria, dove vive la giovane studentessa Samantha. In difficoltà con l’affitto, decide di accettare una proposta di lavoro apparentemente semplice e senza rischi: fare la baby sitter per una sera. Giunta nella casa in cui prestare servizio, scoprirà che la realtà è ben diversa; in quella antica e imponente dimora si cela il male più folle e crudele e la timida ragazza dovrà fare ricorso a tutta la sua grinta per aver salva la vita. La trama non è il punto di maggiore forza del film, con un intreccio essenziale e lineare. I dialoghi sono pochi ed ermetici e per tre quarti della pellicola non succede nulla di sconvolgente. Solo piccoli dettagli, segnali che presagiscono il pericolo imminente. &lt;i&gt;The House of the devil&lt;/i&gt; è infatti un’opera di atmosfera, incentrata interamente sulle dinamiche della messa in scena, con il solo fine di creare una tensione concreta e realistica. West utilizza con grande maestria la cinepresa, presentandoci gli eventi in maniera "oggettiva" e quasi documentaristica; incede in modo cauto, lento, con un ritmo trattenuto e mai frenetico, che però non annoia. Ogni scelta stilistica riesce ad avvicinarci empaticamente alla giovane protagonista e fa partecipare attivamente al suo turbinio di emozioni e di paure. Inoltre West (impegnato anche come sceneggiatore e montatore)  è abilissimo a ricreare l’atmosfera tipicamente seventies, grazie a un accorto uso della scenografia e della fotografia, senza però cadere nella trappola dello sterile revival (cosa peraltro dimostrata dai tanti remake dei capolavori horror anni ’70). L’aspetto quasi hitchcockiano della prima parte del film viene poi sovvertito negli ultimi venti minuti, in cui la violenza deflagra in modo improvviso e brutale. I placidi vecchietti che la ragazza dovrebbe accudire si rivelano degli spietati satanisti, pronti a officiare una messa nera in piena regola, in cui non mancano pentacoli, animali sacrificati e coltelli affilati pronti a lacerare la carne virginale di Samantha. West mette il piede sull’acceleratore e aumenta in modo vertiginoso il ritmo di regia, con un montaggio più frammentato e frenetico. Il delirio della ragazza e la dilagante follia degli adoratori del demonio ci catturano e ci trasportano in un incubo apparentemente senza fine. L’ultimo frammento della pellicola è un pezzo di cinema di gran classe, che fa raggelare il sangue per il realismo della lucida follia di cui può essere capace qualsiasi essere umano. Anche degli anziani apparentemente innocui. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il cast è funzionale e ben assortito. La protagonista Jocelin Donahue, pressoché sconosciuta e quasi all’esordio, è perfetta e rende in modo esemplare le insicurezze della giovane e sola studentessa, dando prova di una elevata capacità interpretativa. I veterani del cinema bis Tom Noonan (&lt;i&gt;Manhunter&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;Last Action Hero&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;Scuola di mostri&lt;/i&gt;) e Mary Woronov (&lt;i&gt;Death Race 2000&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;Cannonball&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;The Devil’s Rejects&lt;/i&gt;) sono crudeli ed enigmatici al punto giusto grazie ai loro volti segnati e spiritati e fa sempre piacere rivedere Dee Wallace, vera icona dell’horror indipendente (&lt;i&gt;Le colline hanno gli occhi&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;L’ululato&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;Cujo&lt;/i&gt;). &lt;i&gt;The House of the Devil&lt;/i&gt; è quindi un’opera degna di un’attenta visione, ben realizzata e di forte impatto emotivo, che riesce a catturare anche gli spettatori più smaliziati senza far ricorso a futili effetti speciali, dimostrando che un’accurata e intelligente messa in scena può ancora essere la giusta strada per una nuova gloriosa stagione del cinema del terrore.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Edoardo Favaron&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=6SOur3WwZvM"&gt;Il trailer&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-991502258504234578?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/991502258504234578/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=991502258504234578' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/991502258504234578'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/991502258504234578'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2010/11/freak-show-house-of-devil.html' title='The freak show. THE HOUSE OF THE DEVIL'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TOBmR36-crI/AAAAAAAAAw8/R7T4WQNnZ2s/s72-c/House%2Bof%2Bdevil.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-7819101420116403090</id><published>2010-11-07T09:47:00.000-08:00</published><updated>2010-11-07T10:05:13.321-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Io c&apos;ero'/><title type='text'>Io c'ero. Festival ed eventi vari. ToHorror Film Fest 2010, Torino, 20-23/10. OCCHI</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TNbp6DhrFZI/AAAAAAAAAw0/UftJ2pD9lMI/s1600/Occhi.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TNbp6DhrFZI/AAAAAAAAAw0/UftJ2pD9lMI/s320/Occhi.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5536869975486829970" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;div&gt;Italia 2010. Di Lorenzo Bianchini.&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;Ritorno di Bianchini all’horror, dopo &lt;i&gt;Radice quadrata di tre&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;Custodes bestiae&lt;/i&gt;. L’elemento perturbante di questa sua nuova fatica cinematografica è rappresentato dal tempo: qualcosa che è legato a tragici eventi del passato è pronto a fare irruzione nel presente per portare con sé orrore e morte, in una cornice che mescola arte figurativa ed esoterismo. Il plot guarda principalmente ai gotici nostrani di una volta: al centro di tutto un pittore convocato presso una sinistra dimora per il restauro di alcuni affreschi, fra funesti presagi e visioni notturne da incubo. Non mancano ovviamente gli affettuosi omaggi al genere e una certa ironia (la figura del custode della villa, testimone di strani fenomeni che non viene creduto poiché la sua mente è minata dalla follia); e fra i modelli ispiratori della sceneggiatura possiamo senz’altro annoverare M. R. James per la capacità sottile di evocare presenze spettrali e impalpabili e H. P. Lovecraft per le atmosfere putride e malsane. Fantasmi, allucinazioni, rumori notturni; e il protagonista che scivola sempre di più nella pazzia, mentre le barriere del tempo vengono infrante. Una terribile malattia che mina il corpo e la psiche avrà ragione di lui, com’era già avvenuto per i precedenti ospiti della villa; e naturalmente non può non tornare in mente quel classico letterario che è &lt;i&gt;La maschera della morte rossa&lt;/i&gt; di E. A. Poe. Anche stavolta la pestilenza ha origini probabilmente naturali ma diventa strumento di un’imperscrutabile volontà superiore, sorta di flagello biblico destinato ad affrettare l’avvento dell’Apocalisse. Malattia del fisico e dell’anima, marciume interiore da cui nessuno è immune che affiora esternamente sotto forma di infezione; estinzione della materia e della speranza.  Abilissimo nel costruire plot efficaci coi pochi mezzi a sua disposizione, Bianchini confeziona una ghost story inquietante e lontana dagli effettacci, il cui punto debole risiede forse in uno svolgimento un po’ statico anche se, dati gli intenti, contribuisce comunque a creare l’atmosfera giusta.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Corrado Artale&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-7819101420116403090?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/7819101420116403090/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=7819101420116403090' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/7819101420116403090'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/7819101420116403090'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2010/11/io-cero-festival-ed-eventi-vari.html' title='Io c&apos;ero. Festival ed eventi vari. ToHorror Film Fest 2010, Torino, 20-23/10. OCCHI'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TNbp6DhrFZI/AAAAAAAAAw0/UftJ2pD9lMI/s72-c/Occhi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-3568958117541344671</id><published>2010-11-07T09:22:00.000-08:00</published><updated>2010-11-07T10:08:11.543-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Focus on'/><title type='text'>Focus on. Steven Seagal: PROGRAMMATO PER UCCIDERE</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TNblbhi4gPI/AAAAAAAAAws/PNL38evXikE/s1600/programmeto.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 217px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TNblbhi4gPI/AAAAAAAAAws/PNL38evXikE/s320/programmeto.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5536865052922511602" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large; "&gt;Tit. or.: &lt;i&gt;Marked for Death&lt;/i&gt;. Usa 1990. Su dvd e blu-ray Fox.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;C’era un tempo in cui il nostro Steven realizzava pellicole tostissime e pregevoli come &lt;i&gt;Programmato per uccidere&lt;/i&gt;, in cui è in grandissima forma, duro e implacabile, una macchina di morte mossa soltanto dall’istinto della vendetta. Il film è un’originale miscela di poliziesco e thriller, con un’ambientazione innovativa e perfettamente funzionale (il mondo della mafia giamaicana), in cui si inseriscono alcuni elementi horror e soprannaturali (il voodoo e la santeria). Seagal è John Hatcher, detective della narcotici con un passato nelle forze speciali, che si trova a fronteggiare il dilagante traffico di stupefacenti gestito dalla rampante malavita africana. Quando gli spacciatori sparano alla sua nipotina, decide di intraprendere una personale e brutale crociata finalizzata alla distruzione del cartello giamaicano, guidato dal sanguinario Screwface. Lo aiutano Max, amico ed ex marine e una antropologa esperta di magia nera. La pellicola è suddivisa in due tronconi: la prima parte si svolge tra le strade di una metropoli statunitense e ha toni tipicamente hard boiled, densa di sparatorie e con una propensione per l’aspetto investigativo. La seconda parte è ambientata nella terra di Bob Marley, con l’eroe intento a estirpare il male alla radice. Anche questo segmento è un turbinio di sparatorie e combattimenti, potenziati da un’atmosfera esotica e al contempo opprimente.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Programmato per uccidere&lt;/i&gt; è ricco di momenti esaltanti: l’intrusione dei cattivoni in casa della sorella del poliziotto, l’irruzione nel covo dei trafficanti, lo scontro all’arma bianca con Screwface, i combattimenti con gli spacciatori che finiscono immancabilmente con ossa sonoramente spezzate e la fuga dalla villa di proprietà dei narcos, vero tripudio di proiettili e di corpi dilaniati. Ma il momento migliore è il prologo, ambientato in un bordello messicano che odora di corpi e sudore. Seagal si appresta a effettuare uno scambio di droga sotto copertura, ma viene scoperto. Le parole lasciano il posto ai fucili a pompa e non c’è pietà per nessuno, rimane solo istinto di sopravvivenza. I fatiscenti corridoi del lupanare diventano un letale tunnel dell’orrore, da cui è possibile uscire solo grazie ai proiettili. Un incipit perfetto che anticipa le qualità altamente adrenaliniche del film. La regia di Dwight H. Little è sorprendentemente accurata, in grado di esaltare i momenti action e di costruire una forte tensione nelle scene thriller. Il background horror dell’autore (aveva diretto &lt;i&gt;Halloween 4&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;Il fantasma dell’opera&lt;/i&gt; con Robert Englund) viene fuori nei toni dark e semihorror dati dal mondo della magia nera e si esplicita nella scena in cui sono contrapposti a distanza una santera e il malefico Screwface.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Da notare anche l’accorto utilizzo del montaggio, che raggiunge picchi degni di Michael Mann, come nella sequenza in cui i nostri eroi costruiscono e preparano le armi da usare nell’attacco alla fortezza nemica, costruita a ritmo della partitura rock composta da James Newton Howard. Un gran bel pezzo di cinema, che esalterà ogni amante dell'action. Seagal è spietato, credibilissimo sia quando impugna la sua Smith &amp;amp; Wesson che quando si esibisce in brutali mosse di aikido e, come suo solito, non smarrisce mai l’innata eleganza nei movimenti marziali. L’attore ancora una volta incarna un eroe "buono", puro nel cuore e portatore dei classici valori morali americani. Il detective John Hatcher è infatti l’incarnazione dei principi conservatori-patriottici tipici dell’era Bush (senior, ovviamente). Gli fa da spalla Keith David, grande caratterista con al suo attivo una sterminata filmografia nel campo del cinema di genere. Completano il cast Joanna Pacula, Tom Wright e Basil Wallace, il cui sguardo raggelante rende al meglio l’enigmaticità e la crudeltà di Screwface. &lt;i&gt;Programmato per uccidere&lt;/i&gt; è un’opera di pregio, che gioca intelligentemente con vari generi, regalando un’ora e mezza di ottimo cinema. Da notare che in apertura fa una comparsata Danny Trejo, ex galeotto e volto tra i  più veri e vissuti del cinema americano; lui e Seagal si ritroveranno vent’anni più tardi sul set di &lt;i&gt;Machete&lt;/i&gt; di Robert Rodriguez, ma la star sarà Trejo e Seagal solo un comprimario di lusso. Impietose ironie del cinema.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Edoardo Favaron&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=ImRsNaVq2NU"&gt;Il trailer&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-3568958117541344671?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/3568958117541344671/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=3568958117541344671' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/3568958117541344671'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/3568958117541344671'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2010/11/focus-on-steven-seagal-programmato-per.html' title='Focus on. Steven Seagal: PROGRAMMATO PER UCCIDERE'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TNblbhi4gPI/AAAAAAAAAws/PNL38evXikE/s72-c/programmeto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-1903161562061927702</id><published>2010-11-07T09:16:00.000-08:00</published><updated>2010-11-07T09:22:56.491-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Memorabilia'/><title type='text'>Memorabilia. TEMPO DI GUERRA TEMPO D'AMORE</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TNbfcKWxTHI/AAAAAAAAAwk/RAqr41UOKFw/s1600/Per+tiz+per+cay.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 179px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TNbfcKWxTHI/AAAAAAAAAwk/RAqr41UOKFw/s400/Per+tiz+per+cay.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5536858466807794802" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Flano del 1965 per questa commedia bellico-romatica. Cinque punti a favore e cinque contro la visione del film, per far capire cosa il pubblico debba aspettarsi da un film "sovversivo" e inadatto a spettatori tutti d'un pezzo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;A.V.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-1903161562061927702?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/1903161562061927702/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=1903161562061927702' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/1903161562061927702'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/1903161562061927702'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2010/11/memorabilia-tempo-di-guerra-tempo.html' title='Memorabilia. TEMPO DI GUERRA TEMPO D&apos;AMORE'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TNbfcKWxTHI/AAAAAAAAAwk/RAqr41UOKFw/s72-c/Per+tiz+per+cay.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-8670714865005095014</id><published>2010-10-31T15:21:00.000-07:00</published><updated>2010-10-31T15:33:30.997-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Incompresi'/><title type='text'>Incompresi. IL CIELO E' SEMPRE PIU' BLU</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TM3uSrFRQPI/AAAAAAAAAwc/4HFabbvrA4w/s1600/cielo+blu.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 219px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TM3uSrFRQPI/AAAAAAAAAwc/4HFabbvrA4w/s320/cielo+blu.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5534341521678090482" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large; "&gt;Italia 1996.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Cominciando con un'ovvietà, il titolo di questo film rievoca in modo diretto la famosa canzone di Rino Gaetano, a cui Grimaldi (ma sceneggiano altri due) si ricollega idealmente, come se il brano fosse lo spunto per trasporre qualcosa di simile su grande schermo. Nel senso che, come nella canzone di Gaetano l'artista elenca una serie di figure e di opzioni di vita, questo film dipinge un affresco sotto il cielo di Roma popolato da una miriade di personaggi. Il che significa un cast molto popoloso, con attori che stanno in scena poco, talora pochissimo. Viene in mente &lt;i&gt;Il giorno più corto&lt;/i&gt;, film Titanus del 1963 che assemblava una caterva di nomi noti in apparizioni "speciali" (ma lì c'erano anche star straniere). La canzone di Rino Gaetano, tuttavia, si sente soltanto sui titoli di coda, mentre su quelli di testa c'è &lt;i&gt;Una notte in Italia&lt;/i&gt; di Ivano Fossati, mentre un camera car notturno gira per Roma e in un ristorante si svolge una rapina. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non è esattamente un film a episodi, piuttosto composto da situazioni, o microstorie, i cui fili vengono ripresi quando magari non ce lo si aspetta più, che possono risolversi in un paio di sequenze e che non hanno una conclusione quadrata. Spesso tranches de vie, anche se interpretate da attori consumati, altre volte eventi più straordinari. Qualche volta si sorride, per esempio con Bisio e Rocco Tanica, rispettivamente piazzista di musica e negoziante, che si distinguono con la loro personalità comica. Un Barbareschi ricettatore volutamente antipaticissimo è protagonista di un segmento per così dire "noir", ma il suo è uno di quei personaggi che si perdono nel nulla, abbandonato dal tassista Sergio Rubini. Margherita Buy è una vigilessa inflessibile, quasi sadica nell'appioppare multe. Qua e là, la presenza della morte: un ragazzino che uccide la mamma col martello, Alessandro Haber, stile "lucida follia", che fredda quelli che sembrano essere i suoi datori di lavoro. Sensuale Asia Argento, 17enne che ne ha già visti un sacco a colloquio con il cugino intimidito Roberto Citran. Enrico Lo Verso, postino che ama scrivere, gioca la carta della tenerezza. Monica Bellucci e Alessandro Baricco hanno una sola scena, in cui, come rileva il Mereghetti, lui le tira malamente una pizza. Carlo Croccolo, con occhialoni e capelli rossi ben pettinati, sembra Leone di Lernia. Ivano Marescotti si aggira, muto, inquietante, aprendo e chiudendo il film. Per citare qualche altro nome: Gigio Alberti, Antonio Catania, Iaia Forte, Lorenza Indovina, Lucrezia Lante della Rovere, Silvio Orlando (meccanico), Piero Natoli (muratore), Monica Scattini (barista), Giulio Scarpati, Francesca Neri. Compaiono anche i registi Giuseppe Piccioni, Daniele Luchetti e Salvatores. Andando a rileggere il cast su Imdb, chi scrive ha esclamato "ah sì" a certi nomi, "chi è?" ad altri e "ma dov'era?" ad altri ancora.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se già ascoltando la pur bella canzone di Gaetano si può esclamare "sì, ma quindi?", cavare un senso dal film di Antonello Grimaldi che non sia il "succede questo ed anche quest'altro" e il divertimento di vedere chi comparirà sullo schermo, è dura, anche se gli va dato atto di non essere un grande quadro accomodante. La visione è liscia, ma lascia poco e sembra superfluo notare che con tutti questi bocconi di personaggi non si crea un'empatia, o un interesse vero per quel che viene raccontato, e per chi non è interessato al cinema italiano solitamente trattato in questa rubrica e/o è abituato a pietanze di cinema più forti può essere un film letale. C'è anche, per una manciata di secondi, Dario Argento, che seduto su una panchina dice ad un altro che in passato aveva timore all'idea che gli apparisse la Madonna. Incasso sui 690 milioni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Alessio Vacchi&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-8670714865005095014?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/8670714865005095014/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=8670714865005095014' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/8670714865005095014'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/8670714865005095014'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2010/10/incompresi-il-cielo-e-sempre-piu-blu.html' title='Incompresi. IL CIELO E&apos; SEMPRE PIU&apos; BLU'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TM3uSrFRQPI/AAAAAAAAAwc/4HFabbvrA4w/s72-c/cielo+blu.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-7586607776493307848</id><published>2010-10-31T14:57:00.000-07:00</published><updated>2010-10-31T15:21:46.051-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='A domanda rispondo'/><title type='text'>A domanda rispondo. BO SVENSON</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TM3q_IysyyI/AAAAAAAAAwU/5oZ6HSEsdpc/s1600/Walking+tall.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 233px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TM3q_IysyyI/AAAAAAAAAwU/5oZ6HSEsdpc/s320/Walking+tall.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5534337887521000226" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Nel 1975 hai interpretato un ruolo di primo piano ne &lt;i&gt;Il temerario&lt;/i&gt; di Gorge Roy HIll, film con due celebrità: Robert Redford e Susan Sarandon...&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sì, ero all’inizio della mia carriera e lavorare con attori di quel livello è stato importante per me…&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0.08cm; "&gt;&lt;b&gt;Con &lt;i&gt;I giorni roventi del poliziotto Buford&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;Punto di rottura&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;Rapina... mittente sconosciuto&lt;/i&gt; diventi definitivamente un protagonista del cinema action. Che ricordo hai di questi film?          &lt;/b&gt;Mi sono divertito a girarli, ma rivedendoli ora, a distanza di anni, non li considero tra i miei favoriti.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0.08cm; "&gt;&lt;b&gt;Il tuo primo film italiano è stato &lt;i&gt;Il figlio dello sceicco&lt;/i&gt; di Bruno Corbucci. Come sei stato contattato per la prima volta dai produttori italiani?              &lt;/b&gt;Il mio arrivo in Italia è stato possibile grazie a Helen e Robbie Little, due amici che lavoravano spesso in coproduzioni con l’Italia. Mi hanno segnalato alla produzione e sono stato preso.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0.08cm; "&gt;&lt;b&gt;Che differenze c’erano tra l’Italia e gli Stati Uniti?               &lt;/b&gt;Lavorare in Italia è molto più divertente. I rapporti con la troupe erano molto buoni e il lavoro diventava spesso divertimento.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0.08cm; "&gt;&lt;b&gt;Parlaci di Tomas Milian, protagonista del film…             &lt;/b&gt;Tomas era una persona piacevolissima. Mi avevano parlato di lui come un uomo molto scontroso ma conoscendolo ho scoperto una brava persona. Inoltre Tomas è un ottimo attore, anche in questi ruoli più leggeri...&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0.08cm; "&gt;&lt;b&gt;Che ricordi hai di Bruno Corrucci?&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;Bruno era un brav’uomo, sempre sorridente e cordiale. Inoltre era anche un bravo regista, dotato di talento e di grande ironia.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0.08cm; "&gt;&lt;b&gt;In &lt;i&gt;Ritratto di un killer&lt;/i&gt; hai lavorato con Jack Palance… &lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;Con Jack ho sempre avuto un buon rapporto. Mi sono trovato molto bene a lavorare con lui in questo thriller.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0.08cm; "&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Quel maledetto treno blindato&lt;/i&gt; è uno dei tuoi film più celebri. Che ricordi hai di questo film? &lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;All’epoca non avrei mai creduto che sarebbe diventato un simile cult. Se avessi saputo che il film avrebbe avuto così tanto successo avrei preparato con più serietà il mio personaggio e avrei bevuto meno vino durante le riprese…&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0.08cm; "&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;b&gt;Parlaci di Enzo G. Castellari. Che rapporto hai avuto con questo maestro del cinema di genere? &lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Enzo è una persona fantastica, siamo rimasti molto amici. Ed è anche un grande regista, uno dei migliori con cui io abbia mai lavorato, dotato di un grande talento per le scene d’azione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0.08cm; "&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;b&gt;Aveva&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;b&gt; un notevole senso del ritmo…&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt; &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-weight: normal"&gt;Sì, Enzo ha fatto un ottimo lavoro. Ricordo che costruiva con grande cura tutte le scene d’azione, anche le più complesse. Lo considero un vero specialista del cinema d’azione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0.08cm; "&gt;&lt;b&gt;E cosa ci racconti di Fred Williamson, tuo partner nel film? &lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;Non abbiamo legato molto. Devo dire che il nostro rapporto non è mai stato buono.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0.08cm; "&gt;&lt;b&gt;Che ricordi hai di Donald Pleasance, con cui hai lavorato in &lt;i&gt;Le 7 città d’oro&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;Double Target&lt;/i&gt;? &lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;Era una persona molto educata e riservata. Ricordo che preparava i suoi ruoli in modo molto scrupoloso, definendo anche i minimi dettagli. Donald era un vero professionista, ma lo ricordo anche come un uomo turbato, molto spesso triste e insicuro di sé e della sua vita.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;b&gt;Parlaci della tua esperienza in &lt;i&gt;Thunder&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;Thunder 2&lt;/i&gt; e del regista e produttore Fabrizio De Angelis… &lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;Fabrizio era soprattutto un imprenditore molto intelligente, oltre ad essere una persona molto interessante. Come regista riusciva a dare un buon livello ai suoi film e come produttore si dimostrava sempre molto abile, con un’ottima conoscenza del mercato internazionale.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0.08cm; "&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;b&gt;Che tipo era Mark Gregory, il protagonista del film? &lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Mark Gregory era un bravo ragazzo, molto timido.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0.08cm; "&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;b&gt;Hai anche preso parte a &lt;i&gt;La sporca insegna del coraggio&lt;/i&gt;, war movie di Tonino Valerii… &lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Che esperienza paradossale! Sembrava di essere al circo! Sul set regnava una totale confusione e le riprese venivano interrotte per giorni interi. È stata una lavorazione lunga e difficile. Mi sentivo profondamente a disagio per il povero Tonino, che doveva fronteggiare tantissime difficoltà e terribili circostanze.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;b&gt;Raccontaci qualcosa di &lt;i&gt;Tides of War&lt;/i&gt;, film di guerra di Nello Rossati… &lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Nello era un buon regista, dotato e umile, ma anche questo film era un circo. I produttori erano molto invadenti e volevano sempre comandare prevaricando il regista. Troppi capi e troppe opinioni differenti hanno rovinato l’atmosfera sul set. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;b&gt;Che cosa ti ricordi di &lt;i&gt;Double Action&lt;/i&gt; e del regista Bruno Mattei? &lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;Bruno ha fatto un buon lavoro. Aveva un budget molto ridotto, pochi soldi a disposizione e abbiamo dovuto girare in condizioni difficili. Considerando i pochi mezzi, Mattei ha realizzato un buon film, divertente e con molto ritmo.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;b&gt;In che posti hai girato tutti questi film di guerra ambientati durante la guerra del Vietnam? &lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;Erano film girati in luoghi esotici simili al Vietnam. In particolare il film di Mattei è stato girato nelle Filippine e gli altri film nella Repubblica Dominicana.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;b&gt;Con &lt;i&gt;Maniac Killer&lt;/i&gt; affronti un genere nuovo nella tua carriera, l’horror. Questo film tra l’altro era una curiosa produzione targata Eurociné, società francese specializzata in film a basso budget per il mercato dell’homevideo… &lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;Sì esatto. Ricordo che era una produzione un po’ improvvisata. C’era un'atmosfera troppo rilassata e anche l’impegno generale era scarso…&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;b&gt;Quentin Tarantino è un grande fan dei tuoi film, in particolare quelli di produzione italiana. Infatti ti ha riservato un ruolo in &lt;i&gt;Kill Bill&lt;/i&gt; e in &lt;i&gt;Bastardi senza gloria&lt;/i&gt;. Come valuti questa riscoperta dei tuoi film? &lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;Io sono molto grato a Quentin. Lui è uno dei più grandi talenti del cinema contemporaneo e uno dei più grandi registi viventi. Ma è soprattutto una favolosa persona, un ragazzo pieno di entusiasmo e di intelligenza. Inoltre è anche un grande conoscitore di cinema e il fatto che apprezzi cosi tanto il mio lavoro è un motivo di grande onore. Così come vedere quanti fans in tutto il mondo considerino queste pellicole dei veri capolavori di culto.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;b&gt;Un'ultima domanda. Nel 2009 hai recitato in &lt;i&gt;Icarus&lt;/i&gt;, l’ultimo film di e con Dolph Lundgren. Come ti sei trovato a lavorare con lui?&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;Molto bene. Dolph è un professionista molto preparato: come attore ha grande carisma e come regista ha un grande talento.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm; "&gt;Intervista realizzata da Edoardo Favaron, ottobre 2010. Immagine: cover del dvd regione 1 della serie tv &lt;i&gt;Walking Tall &lt;/i&gt;aka &lt;i&gt;Uno sceriffo contro tutti&lt;/i&gt;.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-7586607776493307848?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/7586607776493307848/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=7586607776493307848' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/7586607776493307848'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/7586607776493307848'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2010/10/domanda-rispondo-bo-svenson.html' title='A domanda rispondo. BO SVENSON'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TM3q_IysyyI/AAAAAAAAAwU/5oZ6HSEsdpc/s72-c/Walking+tall.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-7174608614142685139</id><published>2010-10-31T14:51:00.001-07:00</published><updated>2010-10-31T14:57:22.936-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Memorabilia'/><title type='text'>Memorabilia. LA CITTA' DEI MOSTRI e IL MARCHIO DI DRACULA</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TM3lC4TpogI/AAAAAAAAAwE/1oJoHRaiIRE/s1600/Citt%C3%A0+mostri.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 226px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TM3lC4TpogI/AAAAAAAAAwE/1oJoHRaiIRE/s400/Citt%C3%A0+mostri.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5534331354745512450" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;img src="http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TM3lQccTfyI/AAAAAAAAAwM/faxtLhsB0-U/s400/marchio+dracula+001.jpg" style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 370px; height: 400px;" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5534331587783786274" /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come pegno a questa giornata di Halloween, aggiornamento con flani horror di qualche decennio fa. Uno dei classici dei 60s diretti da Corman-ispirati a Poe-con Vincent Price, definito senza falsa modestia "il più perfetto film dell'orrore", e il quinto film vampiresco della Hammer, con l'altro signore del genere Cristopher Lee nella parte del vampiro con molta sete.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;A.V.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-7174608614142685139?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/7174608614142685139/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=7174608614142685139' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/7174608614142685139'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/7174608614142685139'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2010/10/memorabilia-la-citta-dei-mostri-e-il.html' title='Memorabilia. LA CITTA&apos; DEI MOSTRI e IL MARCHIO DI DRACULA'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TM3lC4TpogI/AAAAAAAAAwE/1oJoHRaiIRE/s72-c/Citt%C3%A0+mostri.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-1429000878983234918</id><published>2010-10-24T14:28:00.000-07:00</published><updated>2010-10-24T14:42:14.214-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Incompresi'/><title type='text'>Incompresi. Comici allo sbaraglio. BLEK GIEK</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TMSn9d0Mh-I/AAAAAAAAAv8/5EjXjTuqiwA/s1600/vlcsnap-2010-10-24-23h41m25s104.png"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 168px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TMSn9d0Mh-I/AAAAAAAAAv8/5EjXjTuqiwA/s320/vlcsnap-2010-10-24-23h41m25s104.png" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5531730916735223778" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large; "&gt;Su dvd Eagle (fuori catalogo).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Warning: &lt;/span&gt;il seguente pezzo contiene anticipazioni sulla trama e sul finale che possono compromettere la visione a chi non conosce il film ed intende vederlo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Scellone (Biagio Izzo) è un boss della droga, di cui traffica un tipo particolarissimo: il "blek giek", sostanza nera che ha la capacità di rendere chi la assume morto apparente. Bisognoso di un ricambio di valvole cardiache, si affida al suo dottore di fiducia (Greg), ma l'operazione non verrà effettuata: prima il dottore fa fuori il chirurgo designato perchè è il nuovo amante della sua ex fiamma, poi, nel tentativo di uccidere con un complice l'odiato malavitoso, provoca una piccola strage che lascia vivo, ma assai ferito, il solo Scellone. A Gigino (Lillo), che si risveglia finalmente dalla sua morte apparente, Scellone chiede di andare a cercare aiuto, e questi nel suo peregrinaggio si imbatte in Ragno, ragazzo in crisi d'astinenza, amico del boss e smanioso di provare il blek giek al punto da provocare casini che susciteranno l'ira di Walter, padre di famiglia-spacciatore. Ragno, l'amico Albino e Gigino riusciranno infine a spararsi nel naso la bramata droga.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ambientato nel napoletano, prodotto da Cattleya, &lt;i&gt;Blek giek&lt;/i&gt; è una commedia sopra le righe, un po' surreale e abbastanza pulp, dalla breve durata (circa 75'). E' l'unica apparizione su grande schermo, insieme, di Lillo e Greg, al secolo Pasquale Petrolo e Claudio Gregori, comici, musicisti, teatranti, mattatori della trasmissione di Radio 2 &lt;i&gt;610 (Sei uno zero)&lt;/i&gt;: anche se i due condividono alcune scene, di fatto non interagiscono mai, grazie allo stato di morte apparente del personaggio di Lillo, che si risveglia quando il personaggio del collega ha lasciato le penne. Nel 2001, anno del film, Biagio Izzo è un emergente: è già stato nel cast dei primi due film di Vincenzo Salemme ed interpreta il suo secondo cinepanettone, &lt;i&gt;Merry Christmas&lt;/i&gt;, nelle sale gli stessi giorni di &lt;i&gt;Blek giek&lt;/i&gt;, anch'esso proposto poco prima di Natale e che ne esce prevedibilmente con le ossa rotte (302mila euro di incasso*). Qualche passaggio tv notturno difficilmente avrà reso noto questo film anche ai fan di Izzo, che qui mostra da subito, anche stando fermo, il suo stile comico spudoratamente estroverso un po' antipatico, ma che tutto sommato è quasi bravino e il fatto che sia un film corale, anche se costellato di morti, aiuta. La violenza pulp fumettistica è concentrata soprattutto nelle sequenze ambientate nello studio medico, dalla grottesca sparatoria (in cui le armi emettono dei suoni strani) in poi, passando per morti che tornano o sembrano tornare, per concludere con la ridicola fine che per disattenzione fa Scellone.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il film si lascia vedere divertendo moderatamente. Qualche colpo, a riguardo, lo mette a segno soprattutto Lillo, che stordito dalla droga cammina, comunica e si stupisce di ciò che vede e sente in modo attutito, ad una velocità tutta sua. Anche i siparietti-flash in coda sui risultati del blek giek assunto dai pesci dell'oceano e l'apertura con il tossico Albino che risorge al suo funerale chiedendo ai presenti i soldi per la "roba". Si coglie un'ironia sulla presunta bellezza del drogarsi, a vedere questi personaggi che non vedono l'ora di restare in morte apparente per giorni e ne fanno il motore del loro agire, come fosse uno sballo. Enrico Caria - regista tra l'altro di un altro incompreso ideale, &lt;i&gt;Carogne&lt;/i&gt; con Alessandro Haber e più recentemente del documentario &lt;i&gt;Vedi Napoli e poi muori&lt;/i&gt; - il film se lo è, oltre che diretto, pure scritto e già che c'era, ha sentito anche il bisogno di esprimersi intepretando una canzone in napoletano, sui titoli di coda. Nel ruolo transitorio della ragazza "contesa" nella prima parte, la bella brasiliana Zuleika dos Santos, già vista ne &lt;i&gt;Il barbiere di Rio&lt;/i&gt; con Abatantuono.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Alessio Vacchi&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;* fonte: http://www.cinemotoreonline.net.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-1429000878983234918?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/1429000878983234918/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=1429000878983234918' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/1429000878983234918'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/1429000878983234918'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2010/10/incompresi-comici-allo-sbaraglio-blek.html' title='Incompresi. Comici allo sbaraglio. BLEK GIEK'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TMSn9d0Mh-I/AAAAAAAAAv8/5EjXjTuqiwA/s72-c/vlcsnap-2010-10-24-23h41m25s104.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-2671506664405909350</id><published>2010-10-24T14:13:00.000-07:00</published><updated>2010-10-24T14:28:01.077-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Incompresi'/><title type='text'>Incompresi. DENTRO LA CITTA'</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TMSkfmkRvNI/AAAAAAAAAv0/rN4vSzSjcX8/s1600/dentro+ciry.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 218px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TMSkfmkRvNI/AAAAAAAAAv0/rN4vSzSjcX8/s320/dentro+ciry.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5531727105153416402" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large; "&gt;Italia 2004. Su dvd 01.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il cinema italiano di genere non è morto. Nonostante lo strapotere autoriale e televisivo, anche nel nostro paese vengono ancora prodotti (molto sporadicamente, purtroppo) dei film meritevoli di attenzione che sanno divertire e al contempo offrire uno spaccato realistico della società. Uno di questi è &lt;i&gt;Dentro la città&lt;/i&gt;, riuscito poliziesco ambientato in un commissariato della periferia romana. La pellicola, diretta da Andrea Costantini, mostra uno spaccato impietoso della ingrata vita quotidiana di un gruppo di poliziotti, costretti a confrontarsi con la piccola criminalità, le problematiche legate alla crescente immigrazione, l’indifferenza dei superiori e dei vertici istituzionali e la difficile integrazione nel mondo esterno al commissariato. Questi poliziotti sono infatti asociali, vincolati e limitati a relazionarsi con i loro simili, senza avere spazio per una famiglia e una vita normale. Il carattere quasi episodico del film è dovuto alla scelta degli autori di seguire diverse operazioni: l’arresto di due scippatori, la caccia ai pusher, lo smantellamento di un traffico di auto rubate. L’azione e il coté investigativo sono legati quindi a episodi di microcriminalità, vicini a noi e alla realtà lavorativa delle forze dell’ordine, lontani dalle mastodontiche operazioni interforze tipiche di Hollywood. I personaggi sono caratterizzati da una insolita profondità caratteriale e risultano credibili, con le loro tante insicurezze, con una cronica carenza di sentimenti e di rapporti sinceri, condannati a una solitudine interiore che riflette la desolazione della periferia metropolitana. Il film non sacrifica però l’intento spettacolare e descrive dettagliatamente le procedure investigative, le dinamiche interne a un commissariato (il Tiburtino), i rapporti di potere e i legami con i media. C’è anche spazio per una storia d’amore, con l’unica poliziotta del gruppo (Elisabetta Cavallotti) divisa tra la totale dedizione al lavoro e la tenerezza trovata tra le braccia del collega più giovane (Edoardo Leo).&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Dentro la città&lt;/i&gt; è girato con uno stile quasi documentaristico, lontano dalla piattezza televisiva tipica delle tante fiction su carabinieri, finanzieri e simili. La steadycam si muove frenetica, attaccata ai corpi e ai volti dei protagonisti, la fotografia di Daniele Massaccesi (figlio di Aristide) illumina con discrezione il paesaggio e gli scorci romani e la colonna sonora concorre ad aumentare il ritmo di un montaggio frenetico e funzionale a rendere credibili agli eventi narrati. Non mancano inseguimenti, appostamenti e scontri a fuoco. Tra questi è notevole la sequenza di irruzione nel covo di una banda di spacciatori: qui Costantini riesce a creare una forte tensione, creando un’atmosfera thriller argentiana carica di suspense, terminando la sequenza con uno scontro a fuoco brutale e ben coreografato. Anche gli interpreti sono credibili e ben calati nei rispettivi ruoli. Giorgio Colangeli  è il commissario capo Chessari, poliziotto della vecchia scuola, duro e arrivista, ma stanco di essere vincolato nelle proprie decisioni da superiori troppo lontani dalla realtà della strada. Barba sfatta, viso sciupato dal poco sonno e dalle troppe responsabilità, Colangeli si rivela perfetto in questo ruolo introspettivo. Luca Ward si conferma una delle facce più cinematografiche del panorama italiano, con un viso perfetto per i personaggi che richiedono una preponderante fisicità. Il suo poliziotto è la pecora nera del gruppo, cocainomane e testa calda, sempre in cerca della rissa e di guai. Un epigono moderno del Monnezza (nello stile trucido e coatto) e di Luc Merenda (nel dinamismo con cui affronta le situazioni d’azione). Convincente, Ward è un ottimo contraltare al giovane e pulito Edoardo Leo, qui al suo primo ruolo da protagonista. Anche Rolando Ravello, attore ingiustamente sottostimato (memorabile la sua performance da serial killer in &lt;i&gt;Almost Blue &lt;/i&gt;di Infascelli), conferma le sue qualità e riesce a dare spessore e credibilità a un personaggio altrimenti troppo stereotipato. &lt;i&gt;Dentro la città&lt;/i&gt; porta una ventata di freschezza nell’arido panorama cinematografico italiano e riesce, nonostante i limiti di budget e la ridottissima distribuzione, a intrattenere rivaleggiando con tanti prodotti medi hollywoodiani. Peccato la ridottissima distribuzione, ma ci auguriamo quindi che possa aprire la strada (insieme a opere di genere come &lt;i&gt;Sbirri&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;Il solitario&lt;/i&gt;...) a un nuovo trend produttivo, mirato a un entertainment intelligente e di qualità. Il cinema di italiano genere non è morto. Forse.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Edoardo Favaron&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-2671506664405909350?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/2671506664405909350/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=2671506664405909350' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/2671506664405909350'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/2671506664405909350'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2010/10/incompresi-dentro-la-citta.html' title='Incompresi. DENTRO LA CITTA&apos;'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TMSkfmkRvNI/AAAAAAAAAv0/rN4vSzSjcX8/s72-c/dentro+ciry.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-5397249756686170207</id><published>2010-10-24T13:50:00.001-07:00</published><updated>2010-10-24T14:13:14.821-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Memorabilia'/><title type='text'>Memorabilia. 11.12.1980</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TMScaZTvdqI/AAAAAAAAAvs/gLTVxiYpcCc/s1600/1980.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 180px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TMScaZTvdqI/AAAAAAAAAvs/gLTVxiYpcCc/s400/1980.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5531718219602032290" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Da &lt;i&gt;La stampa&lt;/i&gt;, la programmazione di un giorno di trent'anni fa nei cinema torinesi. Superfluo notare come la maggior parte dei cinema non esista più, ma il punto è che non esisterà più di lì a pochi anni. Ma qui il numero di sale è ancora tale da giustificare la divisione in zone. E quelle che propongono proseguimenti e seconde visioni sono ancora più numerose delle sale di prima visione. Anche tra queste ultime, sono incluse e non ancora raggruppate a parte le sale che propongono film spinti o proprio hard, qui spesso denominati "commedia erotica": siamo nei primi anni di sdoganamento in sala di questo tipo di cinema e nei titoli ricorre più volte la parola "porno". C'è però anche &lt;i&gt;The World of Joanna &lt;/i&gt;del maestro del genere Gerard Damiano. Il cinema italiano propone quasi soltanto commedie, alcune delle quali diventate dei classici dei passaggi tv: c'è &lt;i&gt;Fantozzi contro tutti&lt;/i&gt;, fa specie vedere Banfi e Vitali in una sala che oggi è quasi d'essai, ma c'è anche Nichetti. Tra i film tricolori che fanno eccezione, &lt;i&gt;Vacanze per un massacro &lt;/i&gt;di Di Leo e &lt;i&gt;Poliziotto solitudine e rabbia&lt;/i&gt;. Due sale di seconda visione propongono &lt;i&gt;Urban Cowboy&lt;/i&gt;, film con Travolta oggi dimenticato e "a grande richiesta", a dieci anni di distanza, &lt;i&gt;Soldato blu&lt;/i&gt;. Si fa notare l'America di via Frejus, poi convertitosi in discoteca dal target maturo, che propone film in edizione orginale "con preascolto su cassetta", iniziativa quantomeno curiosa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;A.V.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-5397249756686170207?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/5397249756686170207/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=5397249756686170207' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/5397249756686170207'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/5397249756686170207'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2010/10/memorabilia-11121980.html' title='Memorabilia. 11.12.1980'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TMScaZTvdqI/AAAAAAAAAvs/gLTVxiYpcCc/s72-c/1980.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-3094594624998520503</id><published>2010-10-17T14:24:00.000-07:00</published><updated>2010-10-17T14:30:52.385-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='The book runner'/><title type='text'>The book runner. LA PICCOLA CINETECA DEGLI ORRORI</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TLtqm-dDShI/AAAAAAAAAvk/Nhnni-5Dv2w/s1600/cineteca+orrori.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 227px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TLtqm-dDShI/AAAAAAAAAvk/Nhnni-5Dv2w/s320/cineteca+orrori.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5529130185359837714" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large; "&gt;€ 24,50.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come chi legge questo blog dovrebbe sapere, la storia del cinema è fatta anche da e costellata di operine minori, oscure, non belle magari, ma non per questo non degne di considerazione. Il cinema dei generi e sottogeneri, quello exploitativo, quello che fa dell'eccesso la propria forza, almeno nelle intenzioni. Lo sanno sicuramente anche i lettori di &lt;i&gt;Nocturno&lt;/i&gt;, rivista che, da fanzine, si è fatta strada fino alle edicole diventando punto di riferimento per chi segue il cinema di genere e tra le responsabili della sua rivalutazione. Manlio Gomarasca e Davide Pulici, le capocce principali che stanno dietro il mensile, pubblicano per la Bur questo tomo che scheda centinaia di film appartenenti all'universo cinematografico che si diceva e che gli autori definiscono "cinema bis". Non è un dizionario, perchè sarebbe operazione impossibile, piuttosto un'antologia. Ci si tornerà a breve, ora un po' di pars costruens.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In un libro di cinema deve avere la sua parte anche quel che si vede, oltre che quel che si legge, sostengono gli autori. E l'apparato iconografico è uno degli aspetti migliori dell'operazione. Oltre alle foto (spesso con nudità femminili), ci si riferisce alle riproduzioni di manifesti da varie parti del mondo (che &lt;i&gt;Nocturno&lt;/i&gt; da qualche mese propone in schede staccabili), le quali proseguono fin durante l'indice. A sorpresa giungono graditissime, ad un certo punto del libro, quattro pagine riempite di piccoli flani, deliziosi reperti cartacei del tempo che fu, con le loro ingenuità, frasi roboanti e talora persino errate.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non si chiede la completezza ad un libro che non vuole averla ed è noioso stare a cavillare su cosa c'è e non c'è. Ma in questo ensemble di titoli eterogenei, accomunati dalla loro appartenenza al "bis", la scelta dei titoli qua e là lascia perplessi. Sfugge, ad esempio, il motivo dell'inserimento di alcuni film americani (&lt;i&gt;Basic Instinct 2&lt;/i&gt;, qualche horror recente), di fronte ai quali si pensa che forse ci sarebbe stato altro di più idoneo. Sembra che gli autori abbiano cercato di ficcarci dentro il più possibile, in modo non sempre centratissimo; va detto comunque che il "caos" è consapevole e dichiarato. I lettori abituali di &lt;i&gt;Nocturno&lt;/i&gt; trovano nel libro tante cose che già sanno, ad esempio nei piccoli box riguardo curiosità o spiegazioni di termini e nelle pagine dedicate a decamerotico, slasher, "torture porn", o che hanno già letto nei dossier della rivista, come quello sulla Troma o la fantascienza erotica, per citarne due. Per loro,  per chi già suole leggere di cinema "bis" e ne ha almeno un'infarinatura, non è un libro irrinunciabile, soprattutto per il suo riutilizzo di materiali: il fatto che provengano da altrove si intuisce durante la lettura, il confluire nel libro di pezzi eterogenei. In un certo senso è un'antologia sì, ma di anni di &lt;i&gt;Nocturno&lt;/i&gt;, un condensato della rivista. Il target più adatto per questo libro sembra essere quello di un curioso di cinema giovane e non schizzinoso riguardo il suo campo di visioni e di scoperte, disposto a lasciarsi trascinare nel fascino perverso della serie B. &lt;i&gt;La piccola cineteca degli orrori&lt;/i&gt; è, in definitiva, un tentativo piacevole da sfogliare, stampato su carta di qualità (e non economico), di divulgazione, di introduzione, di sirena allettante verso un "altro" cinema.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Alessio Vacchi&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-3094594624998520503?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/3094594624998520503/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=3094594624998520503' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/3094594624998520503'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/3094594624998520503'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2010/10/book-runner-la-piccola-cineteca-degli.html' title='The book runner. LA PICCOLA CINETECA DEGLI ORRORI'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TLtqm-dDShI/AAAAAAAAAvk/Nhnni-5Dv2w/s72-c/cineteca+orrori.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-2022989436320114284</id><published>2010-10-10T14:14:00.000-07:00</published><updated>2010-10-10T14:33:16.082-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Focus on'/><title type='text'>Focus on. Steven Seagal: DURO DA UCCIDERE</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TLIwLwAwYbI/AAAAAAAAAvc/NyRDqSunWOU/s1600/hardtokill.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 220px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TLIwLwAwYbI/AAAAAAAAAvc/NyRDqSunWOU/s320/hardtokill.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5526532671161786802" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large; "&gt;Usa 1990. Su dvd Warner.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;All’inizio della sua carriera, Steven Seagal non sbagliava un colpo, interpretando delle pellicole ben realizzate, curate nei dettagli e ricche di sequenze d’azione. &lt;i&gt;Duro da uccidere&lt;/i&gt;, girato lo stesso anno di &lt;i&gt;Programmato per uccidere&lt;/i&gt;, conferma questo trend inaugurato l’anno precedente con &lt;i&gt;Nico&lt;/i&gt;. L’intreccio è molto basico e ci presenta il detective Mason Storm, tra i pochi poliziotti puliti in un dipartimento corrotto e al soldo della malavita. Venuto in possesso di prove scottanti in grado di incastrare un potente senatore, Storm è vittima di alcuni sicari, che gli sterminano la famiglia e lo riducono in coma irreversibile. Ma Seagal è indistruttibile e dopo sette lunghi anni torna cosciente. Il passato però non tarda a ritornare e i poliziotti corrotti tenteranno in tutti i modi di uccidere Storm, costringendolo a perpetrare una sanguinosa vendetta.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Duro da uccidere&lt;/i&gt; è un poliziesco teso ed essenziale, tutto focalizzato sull’azione, vero fulcro della vicenda. Seagal è come sempre monoespressivo, ma nelle sequenze di combattimento si conferma brutale e preciso, anche grazie alle tecniche dell’aikido. Ossa  e colli dei nemici si spezzano per i colpi dell’eroe, in un tripudio di sangue e fratture scomposte. Sono numerose le sequenze memorabili, con l’attore impegnato a sgominare bande di teppisti  e decine di agenti corrotti a mani nude o con l’aiuto di stecche da biliardo. La scena ambientata in ospedale, in cui un sicario tenta di eliminare Storm costretto su una barella e impossibilitato a deambulare è un concentrato doc di medical thriller e di adrenalina action di alto livello e la resa dei conti finale, con Seagal intento a sterminare i suoi nemici è impreziosita da grandiosi scontri a fuoco e da una sottile ironia (si veda la falsa evirazione dell’impaurito senatore). Sono anche percepibili echi del nostro poliziottesco, nella disillusione con cui è presentata la corruzione delle istituzioni e nella sequenza in cui quattro killer entrano in casa di Storm giustiziando a sangue freddo la moglie e lo stesso poliziotto. Queste figure senza volto, con fucili a pompa e passamontagna, sembrano infatti appena usciti da un film di Umberto Lenzi o di Enzo G. Castellari e a livello iconografico sono molto somiglianti ai malviventi de &lt;i&gt;Il cittadino si ribella&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;È anche curioso notare che per la prima volta un eroe seagaliano si innamora, mostrando un lato sentimentale inaspettato. La love story con l’infermierina interpretata da Kelly Le Brock (all’epoca moglie dell’attore) è eccessivamente mielosa e poco credibile, ma fa sorridere vedere l’impassibile campione di aikido lasciarsi andare in effusioni e smancerie degne di un imberbe adolescente. Nel complesso il film risulta comunque pregevole e divertente, anche grazie al regista Bruce Malmuth, che serve al meglio la sua star, regalandogli tanti primi piani e uno stile di ripresa dinamico e coinvolgente. Inoltre è d’obbligo una menzione speciale per la colonna sonora di David Michael Frank, con una partitura rock orientaleggiante tipicamente anni Ottanta, perfetta per dare all’atmosfera un tocco in più. Tra i comprimari si può riconoscere un giovane Branscombe Richmond, nativo americano diventato celebre come compare di Lorenzo Lamas in &lt;i&gt;Renegade&lt;/i&gt;. Al centro di &lt;i&gt;Duro da uccidere&lt;/i&gt; c’è la vendetta, di cui Seagal diventa simbolo imprescindibile. Molti altri suoi film saranno centrati sul desiderio di vendetta dell’eroe, spinto a combattere contro il male per ripulire le strade dalla peggior feccia. Da questo momento il crimine è avvertito: Steven Seagal è arrivato in città...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Edoardo Favaron&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=-s6mMfJvSw8"&gt;Il trailer&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-2022989436320114284?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/2022989436320114284/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=2022989436320114284' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/2022989436320114284'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/2022989436320114284'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2010/10/focus-on-steven-seagal-duro-da-uccidere.html' title='Focus on. Steven Seagal: DURO DA UCCIDERE'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TLIwLwAwYbI/AAAAAAAAAvc/NyRDqSunWOU/s72-c/hardtokill.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-4846818059324202259</id><published>2010-10-03T14:08:00.000-07:00</published><updated>2010-10-03T14:23:23.973-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Focus on'/><title type='text'>Focus on. Steven Seagal: NICO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TKjz47d0jWI/AAAAAAAAAvU/mRDkg7hiV14/s1600/nico.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 250px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TKjz47d0jWI/AAAAAAAAAvU/mRDkg7hiV14/s320/nico.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5523933102330908002" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large; "&gt;Usa 1988. Su dvd Warner.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Foto in bianconero che scorrono in sequenza su sfondo scuro. Un neonato, un bimbo, un ragazzo in età adolescenziale. Capelli neri, volto ovale, occhi grandi e sguardo profondo. Sono foto di famiglia, che testimoniano attimi di vita vera e vissuta.  Una voce fuori campo le accompagna narrando di un ragazzo di origini siciliane, cresciuto nell’ambiente degli immigrati italoamericani e folgorato dalle arti marziali. Le foto diventano immagini in movimento, i colori si sostituiscono al grigiore dei vecchi ricordi. Il giovane picciotto si è trasformato in moderno sensei, primo istruttore occidentale di aikido nel chiuso Giappone. L’inizio di &lt;i&gt;Nico&lt;/i&gt; è l’inizio di una carriera. Un incipit che crea una leggenda. La storia di Nico Toscani è la storia del suo interprete, Steven Seagal. Finzione e realtà si intrecciano e concorrono a definire il background biografico di un personaggio che è proiezione narrativa dell’attore, qui impegnato anche in veste di produttore e sceneggiatore. A parte una breve parentesi durante la "sporca guerra" vietnamita, la pellicola è ambientata nelle strade di Los Angeles, tra quartieri etnici, ghetti e grattacieli.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Nico&lt;/i&gt; è un poliziesco vero, che vive della strada e nella strada. Un film perfetto per esaltare la fisicità imponente (1,93 m di altezza) e la grinta aggraziata ma animalesca di Seagal. Il tenente Nicola Toscani è infatti un idealista, un detective senza macchia sempre pronto all’azione e a proteggere i più deboli e le minoranze. Conducendo un’indagine su alcuni narcos colombiani, scopre che la corruzione dilaga anche nelle alte sfere governative e che i servizi segreti appoggiano illegalmente l’importazione della polvere bianca in territorio americano. Nonostante l’ostruzionismo di capi e colleghi individua un’unica strada per la giustizia: agire da solo, facendo ricorso alla sua abilità nelle arti marziali e a un profondo coraggio. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Diretto da Andrew Davis, il film ha un punto di forza e d’innovazione nello stile marziale presentato: l’aikido. Seagal, prima di diventare attore, era infatti stato maestro di questa particolare disciplina (anche come istruttore personale di Sean Connery) e porta sullo schermo tecniche e movenze tipiche di quest’arte giapponese. I colpi inferti ai nemici risultano brutali ma al contempo aggraziati e riescono a unire agilità e forza devastante. I combattimenti corpo a corpo sono numerosi, il vero fulcro della pellicola: l’abilità di Seagal viene esaltata e non ne fa rimpiangere la recitazione monoespressiva e limitata. Oltre all’aikido, &lt;i&gt;Nico&lt;/i&gt; assicura anche una massiccia dose di sparatorie e inseguimenti, egregiamente diretti e coreografati. Tra questi sono notevoli lo scontro tra Seagal e cinque malavitosi che culmina con la distruzione di un piccolo supermercato indiano e la scena di tortura finale, in cui il detective Toscani mostra tutta la sua resistenza al dolore e la sua brutalità, frantumando ossa e distribuendo proiettili a grosso calibro. La regia di Davis è funzionale all’azione e riesce a dare il giusto dinamismo agli stunt, senza tralasciare i momenti di introspezione (non moltissimi in verità). La colonna sonora dà ritmo alle vicende, mixando strumenti sintetici a sonorità tipicamente orientali. L’unico difetto è la sceneggiatura, troppo schematica, ma questa carenza viene ampiamente compensata dalla forte dose di adrenalina. È inoltre da notare l’audacia dell’inquadratura finale, un piano fisso sul Campidoglio, mostrato come simbolo di corruzione e ingiustizia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tra gli interpreti principali fa piacere ritrovare Henry Silva e Pam Grier, due volti caratteristici del cinema di serie b, rispettivamente nei ruoli del perfido Zagon e della poliziotta Jackson. Silva, ad anni di distanza dai fasti del poliziottesco, presta il suo viso marmoreo a un personaggio stereotipato, rivelandosi però una credibile nemesi del protagonista. Nel ruolo della moglie del detective Toscani, una Sharon Stone intenta a muovere i primi passi nel cinema degli studios. Seagal e Davis torneranno a lavorare insieme nel 1992 con &lt;i&gt;Trappola in alto mare&lt;/i&gt;, altro grande successo al box office. &lt;i&gt;Nico&lt;/i&gt; è un’opera compiuta, un action urbano di quelli a base di arti marziali e super poliziotti e lancia la carriera di Steven Seagal, promuovendolo subito al rango di action star. Un eroe atipico, non bellissimo né particolarmente atletico, ma dotato di grande cuore e capace di sconfiggere il male con la dirompente forza della violenza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Edoardo Favaron&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;object width="640" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/NuP0SE5h1do?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/NuP0SE5h1do?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="640" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-4846818059324202259?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/4846818059324202259/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=4846818059324202259' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/4846818059324202259'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/4846818059324202259'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2010/10/focus-on-steven-seagal-nico.html' title='Focus on. Steven Seagal: NICO'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TKjz47d0jWI/AAAAAAAAAvU/mRDkg7hiV14/s72-c/nico.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-3802185195105555353</id><published>2010-10-03T13:56:00.000-07:00</published><updated>2010-10-03T14:08:36.572-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Memorabilia'/><title type='text'>Memorabilia. HEIDI TORNA TRA I MONTI</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TKjvCsNuiPI/AAAAAAAAAvM/HwVshrxGm0Y/s1600/Heidi.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 394px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TKjvCsNuiPI/AAAAAAAAAvM/HwVshrxGm0Y/s400/Heidi.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5523927772477425906" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Bei tempi per i bambini, gli anni 70: nelle sale, più numerose di oggi, potevano fruire di una programmazione che comprendeva lungometraggi Disney riproposti, altri con i personaggi Warner Bros, o giapponesi. Come questo film, il cui titolo ambiguo può suonare come un invito, con la beniamina montanara. Il flano, fra virgolette che si aprono e non si chiudono, ci spiega come il film sia un sequel (il regista è lo stesso) ed è preciso nel comunicare cosa vedremo, anche se il leggerlo fa sorgere spontaneo uno "e stica...?".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;A.V.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-3802185195105555353?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/3802185195105555353/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=3802185195105555353' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/3802185195105555353'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/3802185195105555353'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2010/10/memorabilia-heidi-torna-tra-i-monti.html' title='Memorabilia. HEIDI TORNA TRA I MONTI'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TKjvCsNuiPI/AAAAAAAAAvM/HwVshrxGm0Y/s72-c/Heidi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-4719336713684751476</id><published>2010-09-26T14:19:00.000-07:00</published><updated>2010-09-26T14:32:42.069-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Focus on'/><title type='text'>Focus on. Chuck Norris: THE CUTTER</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TJ-77aqGrUI/AAAAAAAAAvE/5cxPBIkO-DQ/s1600/cutter.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 221px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TJ-77aqGrUI/AAAAAAAAAvE/5cxPBIkO-DQ/s320/cutter.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5521338297622113602" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large; "&gt;&lt;div&gt;Usa 2005. Su dvd Mondo.&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una cospirazione che coinvolge diamanti rubati, un rapimento, un investigatore privato e un implacabile assassino. Con questi elementi Chuck Norris torna al cinema action puro, lontano dalla mielosità dei film per famiglie, pronto a fare ciò per cui è nato: regalare ai suoi fans sequenze adrenaliniche e brutali combattimenti. La pellicola mette in scena l’indagine del detective John Shepherd, un loser disilluso dalla vita, che viene coinvolto in un complesso intrigo internazionale e si troverà costretto a ricorrere alla sua esperienza e alle abilità di esperto combattente per salvare delle vite innocenti. &lt;i&gt;The Cutter&lt;/i&gt; è un’opera dignitosa, un b-movie teso e denso di azione, che riesce a esaltare le qualità di Norris, che nonostante i 65 anni è ancora credibile quando si tratta di effettuare coreografie marziali elaborate. Il ruolo del detective consumato dal peso degli anni e dai rimorsi gli calza perfettamente e l’attore riesce persino a dare una discreta caratterizzazione al personaggio. La sua entrata in scena è in pieno “Chuck style”, con la decimazione di uno stuolo di nemici che diventano semplice carne da macello. Tra le sequenze migliori sono da segnalare un combattimento all’interno di un bus in corsa, un inseguimento nei sobborghi di Washington, un paio di sparatorie dalla notevole potenza di fuoco e la resa dei conti finale, in cui il protagonista fronteggia il malvagio killer artefice della cospirazione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il ritmo è abbastanza elevato fin dalla prima scena, grazie alla regia funzionale di William Tannen, veterano del cinema action (&lt;i&gt;Flashpoint&lt;/i&gt; con Kris Kristofferson, &lt;i&gt;Hero and the Terror&lt;/i&gt; sempre con Norris). La sceneggiatura risulta però a tratti confusa e sconclusionata, peccando di eccessiva complessità e il montaggio abusa di alcuni espedienti come le immagini accelerate, togliendo realismo ai combattimenti. La produzione è targata Nu Image, che negli ultimi anni ha finanziato i film con Van Damme, Lundgren e Seagal e assicura una confezione di medio livello, consona agli standard dei direct to video. Uno dei punti di interesse della pellicola è il cast che comprende, oltre a Norris, alcune vecchie glorie del cinema di genere. Daniel Bernhardt, che qui riveste i multiformi panni (è un esperto di travestimenti) dello spietato sicario Dirk, è stato il protagonista dei numerosi seguiti di &lt;i&gt;Senza esclusione di colpi&lt;/i&gt; e anche in &lt;i&gt;The Cutter&lt;/i&gt; dà prova di indiscusse abilità nelle arti marziali, regalandoci uno scontro con Chuck Norris crudo, realistico e ben coreografato. Fa inoltre piacere rivedere, sebbene in un ruolo marginale, Joanna Pacula, protagonista di decine di film di genere tra gli anni ’80 e ’90, tra cui &lt;i&gt;Giustizia a tutti i costi&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;Tombstone&lt;/i&gt;,  &lt;i&gt;Il silenzio dei prosciutti &lt;/i&gt;del nostro Ezio Greggio e &lt;i&gt;Body Puzzle&lt;/i&gt; di Bava jr. Completano il cast Bernie Koppel (il Doc di &lt;i&gt;Love Boat&lt;/i&gt;) e Tracy Scoggins (&lt;i&gt;Babylon 5&lt;/i&gt;), volti noti agli appassionati di serie tv. In un ruolo cameo compare anche Aaron Norris.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel complesso &lt;i&gt;The Cutter&lt;/i&gt; è un discreto prodotto di intrattenimento, con la giusta dose di azione e che permette a Norris di tornare un’ultima volta a sferrare calci e menare le mani, con il suo stile agile e veloce, dal forte impatto coreografico. Ad oggi questo film chiude la gloriosa carriera della star, ultimo assolo di un attore che ormai è diventato icona e mito della moderna pop culture. Ma non è mai detta l’ultima parola. Forse la parola fine non è ancora stata del tutto scritta e prima o poi il vecchio leone del Texas tornerà a ruggire.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Edoardo Favaron&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="480" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/cHK2YAN_Xlk?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/cHK2YAN_Xlk?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-4719336713684751476?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/4719336713684751476/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=4719336713684751476' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/4719336713684751476'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/4719336713684751476'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2010/09/focus-on-chuck-norris-cutter.html' title='Focus on. Chuck Norris: THE CUTTER'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TJ-77aqGrUI/AAAAAAAAAvE/5cxPBIkO-DQ/s72-c/cutter.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-8693143642664243943</id><published>2010-09-26T14:04:00.000-07:00</published><updated>2010-09-26T14:19:20.471-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Focus on'/><title type='text'>Focus on. Chuck Norris: BELLS OF INNOCENCE</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TJ-4JSNmVaI/AAAAAAAAAu0/EiRKNjFelGc/s1600/Bells+innocence.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 224px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TJ-4JSNmVaI/AAAAAAAAAu0/EiRKNjFelGc/s320/Bells+innocence.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5521334137826727330" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large; "&gt;Su dvd Good Times Video (regione 1).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ceres, Texas, 1932. Due nativi americani vestiti con abiti tipici degni di una festa di carnevale dell’oratorio (e con parrucche visibilmente finte) siedono attorno a un fuoco. D’un tratto giunge un uomo vestito da boscaiolo del nuovo millennio (jeans, polo e camicia!), terrorizzato e sull’orlo della follia. In lontananza una decina di fiaccole e di loschi individui incappucciati si avvicinano “minacciosi”. Gli indiani scappano ma non troveranno salvezza. Il male si è ormai impadronito del villaggio. Per sempre. La narrazione si sposta poi ai giorni nostri, in una comunità protestante che professa l’evangelizzazione nel terzo mondo. Tre giovani predicatori decidono di andare in Messico per diffondere il sacro verbo ma, in seguito a un guasto aereo, si ritroveranno nel paese maledetto. In breve tempo le forze malefiche si scatenano, tra bambini indemoniati, predicatori dediti al culto di Satana, folle assassine dedite al linciaggio ed entità arcane. I tre giovani saranno costretti a far ricorso alla propria fede e a una vecchia radio a onde corte per tentare di sopravvivere e di sconfiggere i mostri infernali. In questo bizzarro e sconclusionato delirio narrativo, Chuck Norris interpreta il ruolo di Matthew, un ranchero che vive ai confini del villaggio, in una capanna nel deserto, che si rivela una sorta di guida per i tre sventurati protagonisti. Norris sfoggia il suo tipico look western, riutilizzando probabilmente parte del guardaroba di &lt;i&gt;Walker Texas Ranger&lt;/i&gt;, va a cavallo e snocciola alcuni dialoghi insensati e insignificanti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;È desolante vederlo in questo disastro di celluloide, spaesato e fuori parte, lui stesso incredulo di essere caduto così in basso. La pellicola, diretta dallo sconosciuto Alin Bijan, è un vero esempio di film brutto. Anzi, bruttissimo. Nulla è salvabile in quest’opera insulsa e kitsch. La trama è debole e stereotipata, quasi plagiata da opere ben superiori quali &lt;i&gt;Il villaggio dei dannati &lt;/i&gt;o &lt;i&gt;Dal tramonto all’alba&lt;/i&gt;, con dialoghi poco credibili e priva di qualsiasi colpo di scena, funestata anche da un arido sottotesto cristiano-evangelico. Gli effetti speciali sono ridicoli e amatoriali, impensabili per un film del 2003: esemplari i teschi che compaiono in sovrimpressione sui volti degli antagonisti, realizzati in una CG finta e imprecisa e gli occhi fosforescenti degli indemoniati, davvero inguardabili. La regia di Bijan è piatta e statica, interamente strutturata su piani fissi e larghi, incapace di creare la giusta tensione e concorre a enfatizzare il carattere semiamatoriale della pellicola. La musica è esageratamente lirica e stona con l’ambientazione country e texana. Ma la vera pecca del film è il cast. Il protagonista è Mike Norris, figlio di cotanto padre, qui impegnato anche come sceneggiatore e gli altri interpreti sono sconosciuti e incapaci di calarsi in personaggi già bidimensionali e stereotipati. Il povero Chuck si limita a regalarci qualche smorfia e qualche sorriso bonario, costretto in un ruolo che non prevede neanche un calcio, un combattimento o uno scontro a fuoco. &lt;i&gt;Bells of Innocence&lt;/i&gt; è indiscutibilmente il punto più basso dell’intera carriera della star, che per la prima volta è relegata in un ruolo secondario. Il film non è stato distribuito nel mercato italiano: per una volta i nostri distributori hanno visto giusto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;E.F.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;object width="480" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/wr0lx7OGbbo?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/wr0lx7OGbbo?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-8693143642664243943?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/8693143642664243943/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=8693143642664243943' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/8693143642664243943'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/8693143642664243943'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2010/09/focus-on-chuck-norris-bells-of.html' title='Focus on. Chuck Norris: BELLS OF INNOCENCE'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TJ-4JSNmVaI/AAAAAAAAAu0/EiRKNjFelGc/s72-c/Bells+innocence.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-2031637456243687843</id><published>2010-09-19T14:22:00.000-07:00</published><updated>2010-09-19T14:32:37.417-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Focus on'/><title type='text'>Focus on. Chuck Norris: L'ULTIMO GUERRIERO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TJaBHTHsUGI/AAAAAAAAAus/gtPR_Pxgnoo/s1600/forest+warrior.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 242px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TJaBHTHsUGI/AAAAAAAAAus/gtPR_Pxgnoo/s320/forest+warrior.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5518740355780726882" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large; "&gt;Tit. or.: &lt;i&gt;Forest Warrior&lt;/i&gt;. Su dvd 01.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Capelli lunghi e schermigliati, abito in camoscio da nativo americano, stivaletti in pelle con frange ballerine e viso incorniciato da una barba più lunga del solito. Questo è il pittoresco look che Chuck Norris sfoggia in questa favoletta ecologista realizzata dal solito Aaron Norris nel 1996. L’attore interpreta il bizzarro personaggio di John McKenna, incarnazione dell’antico spirito della foresta di Tanglewood. Questa rigogliosa area boschiva è minacciata da avidi speculatori edilizi, che vogliono mettere le mani sulla vasta area verde per edificare e far spazio al grigiore del cemento. La foresta è il luogo preferito di un agguerrito gruppo di ragazzini, autodefinitosi I signori di Tanglewood che, spaventati dall’avanzare delle scavatrici, si appellano al sacro spirito della foresta (Norris in persona). Chuck entra in scena al ralenti, come un’apparizione salvifica di una antica divinità olimpica, peccato che sia una visione desolante e deprimente. È difficile capire come un attore che ha fatto del cinema d’azione la sua vita si riduca a girare una pellicola insulsa come questa, circondato da mocciosi irritanti che scimmiottano &lt;i&gt;I Goonies&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;Mamma ho perso l’aereo&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;L’ultimo guerriero&lt;/i&gt; è un seguito ideale alla mielosa atmosfera del precedente &lt;i&gt;Il cane e il poliziotto&lt;/i&gt;, ma è ancora più scarso narrativamente e qualitativamente. Il sottotesto ecologista è più stucchevole che nei film di Seagal (in particolare &lt;i&gt;The patriot&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;Fire Down Below&lt;/i&gt;) e l’intento pedagogico sul rispetto ambientale è degno di un giornalino parrocchiale. La regia del fratellino della star è più moscia del solito, il montaggio è degno di un film amatoriale e il doppiaggio italiano concorre alla demolizione della pellicola. Si rimane increduli a vedere questo spirito della foresta che lotta contro dei boscaioli bifolchi, spazzandoli via a suon di calci, pugni e giravolte. Gli scontri a fuoco sono banditi, forse perché diseducativi considerato il target di undicenni a cui il film è rivolto. Gli unici momenti degni di attenzione sono una sequenza di lotta tra Norris e sette boscaioli, in una nube di polvere, tra ralenti e mascelle serrate e il confronto finale, risolto però troppo in fretta con il solito turbinio di calci rotanti. Il film si conclude come una fiaba della buonanotte, al chiarore della luna piena, con Chuck che offre ai ragazzini un pistolotto morale su madre natura, sotto lo “sguardo” imperioso (e impietoso) della montagna e delle alte querce secolari. Non poteva esserci conclusione peggiore. Uno dei pochi motivi di curiosità è rivedere Michael Beck, protagonista de &lt;i&gt;I guerrieri della notte&lt;/i&gt;, ormai ridotto a lavorare in operazioni di basso livello come questa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Talvolta i vecchi guerrieri dovrebbero avere il coraggio di compiere una scelta tanto difficile quanto necessaria: ritirarsi. Questo film dimostra che forse anche per il leggendario Chuck era giunta l’ora di andare in pensione. In Italia il film ha beneficiato di un ampio numero di passaggi su Rai e tv satellitari.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Edoardo Favaron. &lt;/i&gt;Immagine da voyagetothebottom100.blogspot.com.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;object width="480" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/beluXTPeNgI?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/beluXTPeNgI?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-2031637456243687843?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/2031637456243687843/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=2031637456243687843' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/2031637456243687843'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/2031637456243687843'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2010/09/focus-on-chuck-norris-lultimo-guerriero.html' title='Focus on. Chuck Norris: L&apos;ULTIMO GUERRIERO'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TJaBHTHsUGI/AAAAAAAAAus/gtPR_Pxgnoo/s72-c/forest+warrior.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-8255366312575475790</id><published>2010-09-19T14:08:00.000-07:00</published><updated>2010-09-19T14:17:16.294-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Focus on'/><title type='text'>Focus on. Chuck Norris: IL CANE E IL POLIZIOTTO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TJZ9pnnxRKI/AAAAAAAAAuk/arL8kt0h3K0/s1600/cane+poliz.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 222px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TJZ9pnnxRKI/AAAAAAAAAuk/arL8kt0h3K0/s320/cane+poliz.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5518736547353019554" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large; "&gt;Tit. or.: &lt;i&gt;Top Dog&lt;/i&gt;. Su dvd 01.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Immaginate un film che unisce i “capolavori” televisivi &lt;i&gt;Tequila e Bonetti&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;Il commissario Rex&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;La signora in giallo&lt;/i&gt;, il tutto miscelato con una spruzzata di &lt;i&gt;Walker Texas Ranger&lt;/i&gt; e, ciliegina sulla torta, il pathos familiare di &lt;i&gt;Fermati o mamma spara&lt;/i&gt;. Questo cocktail (agitato, non mescolato) è ciò che offre &lt;i&gt;Il cane e il poliziotto&lt;/i&gt;, film del 1995 diretto da Aaron Norris. Chuck Norris, rilanciato dal successo planetario di &lt;i&gt;Walker Texas Ranger&lt;/i&gt;, produce una pellicola rivolta ai grandi e (soprattutto) ai piccini, direttamente destinata al mercato dell’homevideo. Ma il film per famiglie non si sposa con la violenza tipica delle precedenti pellicole della star. Norris, volenteroso nel dispensare buoni sentimenti a piene mani, sceglie come coprotagonista un cagnone peloso di nome Reno, indigesto e irritante da vedere e da sopportare, una bestiola talmente poco aggressiva da far sembrare Lassie e Rin Tin Tin dei Pitbull da guardia!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’attore veste i panni del detective di San Diego Jack Wilder, impegnato a salvare la comunità locale da alcuni terroristi membri di un gruppo paramilitare che predica la supremazia della razza ariana, una sorta di moderno Ku Klux Klan nazistoide senza svastiche e senza cappucci bianchi. Norris, in serie difficoltà nella risoluzione del caso, decide quindi di chiedere aiuto al suddetto cagnolino e…all’amata madre, un’arzilla vecchietta in fase geriatrica. Unendo forze e intuito l’allegra compagnia riuscirà a fermare i terroristi prima che si compia una strage. Il film, nonostante l’inutilità e la risibilità della trama, offre alcuni sprazzi di vero Chuck style. Il nostro beniamino regala un buon numero di calci volanti, alcuni dei quali capaci di distruggere vetrate e tettoie, gli scontri a fuoco sono credibili e il ritmo è sufficiente per evitare di cedere al sonno (anche grazie alla breve durata di 80minuti). Anche il climax, che vede un vescovo, un rabbino e un santone segregati in una limousine e minacciati da un ordigno pronto ad esplodere è simpaticamente trash e ben costruito su un funzionale montaggio alternato. Ma Chuck da solo non basta. La fotografia e la regia di Aaron Norris (già autore di &lt;i&gt;Missing in action 3&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;Delta Force 2,&lt;/i&gt; &lt;i&gt;Hellbound&lt;/i&gt;...) sono disarmanti nella loro piattezza televisiva e l’intera operazione risulta inutile e stucchevole, inferiore a tanti episodi del serial sul ranger più famoso del Texas. Anche i fanatici cattivoni sono insulsi e privi di carisma e si prestano come semplice bersaglio per le acrobazie del protagonista e per i morsetti del pulcioso cagnolino. Tra gli interpreti si riconoscono il veterano Timothy Bottoms e il figlio d’arte Francesco Quinn; gli altri membri del cast sono attori televisivi senza particolare talento.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Il cane e il poliziotto&lt;/i&gt; è quindi un film che regala qualche sporadico momento tipicamente “norrisiano” (le sequenze migliori) che farà gongolare i fan della star, ma complessivamente è più un film per bambini che per gli amanti dell’action e la sua collocazione ideale è quella televisiva. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Edoardo Favaron&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="480" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/jzKT4P_MmbA?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/jzKT4P_MmbA?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-8255366312575475790?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/8255366312575475790/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=8255366312575475790' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/8255366312575475790'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/8255366312575475790'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2010/09/focus-on-chuck-norris-il-cane-e-il.html' title='Focus on. Chuck Norris: IL CANE E IL POLIZIOTTO'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TJZ9pnnxRKI/AAAAAAAAAuk/arL8kt0h3K0/s72-c/cane+poliz.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-3242114373686025506</id><published>2010-09-19T13:54:00.000-07:00</published><updated>2010-09-19T14:07:58.001-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='The freak show'/><title type='text'>The freak show. AMITYVILLE DOLLHOUSE</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TJZ7TEfjVHI/AAAAAAAAAuc/d5ByszTd4OI/s1600/amityville+dollhouse.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 217px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TJZ7TEfjVHI/AAAAAAAAAuc/d5ByszTd4OI/s320/amityville+dollhouse.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5518733960942933106" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large; "&gt;Usa 1996. Su dvd Stormovie.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Amityville Horror&lt;/i&gt;, film del 1979 diretto da Stuart Rosenberg, ebbe un grande successo di pubblico, originando, come ogni trionfo commerciale, una lunga serie di seguiti. Tra questi &lt;i&gt;Amityville Dollhouse&lt;/i&gt;, realizzato per il mercato homevideo da Steve White, produttore televisivo qui alla sua prima e unica esperienza dietro la macchina da presa. Il film narra le vicende di una tipica famigliola americana, appena trasferitasi in una inquietante magione rurale. Nel capanno degli attrezzi, il pater familias trova una casa delle bambole che, da buon padre tirchio e disattento, non esita a regalare alla sua figliola di dieci anni. Come già anticipato dal titolo, è questa casa delle bambole a rivelarsi un vaso di Pandora pronto a liberare forze arcane e demoniache. Queste sataniche presenze non tardano a impossessarsi dei componenti della famiglia, facendo prevalere il lato oscuro di ognuno di loro. Il padre diventa brutale e aggressivo (sono espliciti i riferimenti al Jack Torrance di &lt;i&gt;Shining&lt;/i&gt;), la madre ha fantasie erotiche sul figliastro e la bimba rischia la morte per l’eccessiva vicinanza con i giocattoli diabolici. Solo il fuoco potrà purificare quest’ambiente imputridito dal male.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una trama esile e scontata che conferma la prima impressione, chiara fin dai titoli di testa: &lt;i&gt;Amityville Dollhouse&lt;/i&gt; è un prodotto similtelevisivo, girato male. White si dimostra incapace di gestire la tensione, utilizzando piani fissi, statici, che paralizzano il ritmo dell’intera pellicola e persino i semplici campi-controcampi nelle sequenze di dialogo appaiono finti e stucchevoli. Gli interpreti sono anch’essi insufficienti, volti senza personalità e senza qualità e il doppiaggio italiano non aiuta a migliorarne la credibilità recitativa. Persino le bamboline malefiche sono ridicole, con un aspetto più simile a strumenti voodoo che al Chucky de &lt;i&gt;La bambola assassina&lt;/i&gt;) e in generale il film ha carenza di ritmo, tensione e ironia. Siamo quindi lontani dal valido capostipite della serie come dal discreto seguito diretto da Damiano Damiani (&lt;i&gt;Amityville Possession&lt;/i&gt;, 1982). L’unico aspetto degno di nota è il lato melodrammatico, forse involontario, derivato dalle contrastate e burrascose dinamiche familiari, che disgregano il nucleo abitativo più delle presenze sataniche. Volendo forzare le intenzioni di mero intrattenimento dell’operazione, si può infatti ravvisare una critica di fondo all’ipocrisia americana, alla classica famiglia “da Mulino Bianco” presente in tanti film, che sotto la fatua superficie di felicità, nasconde scheletri e fantasmi pronti a venir fuori, magari sospinti da qualche bizzarra forza soprannaturale. Ma nonostante questa possibile lettura sociologica, &lt;i&gt;Amityville Dollhouse&lt;/i&gt; rimane un prodotto di scarsa qualità, inconcludente e talvolta ridicolo, buono solo per una serata masochistica all’insegna della totale noia cinematografica.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;E.F.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;object width="480" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/nhL4FCW4e3Q?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/nhL4FCW4e3Q?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-3242114373686025506?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/3242114373686025506/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=3242114373686025506' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/3242114373686025506'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/3242114373686025506'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2010/09/freak-show-amityville-dollhouse.html' title='The freak show. AMITYVILLE DOLLHOUSE'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TJZ7TEfjVHI/AAAAAAAAAuc/d5ByszTd4OI/s72-c/amityville+dollhouse.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-8835855578977029630</id><published>2010-09-12T14:11:00.000-07:00</published><updated>2010-09-19T14:33:50.231-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Focus on'/><title type='text'>Focus on. Chuck Norris: HELLBOUND</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TI1EdfDPHsI/AAAAAAAAAuU/SnSRGtm4skM/s1600/hellbound.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 219px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TI1EdfDPHsI/AAAAAAAAAuU/SnSRGtm4skM/s320/hellbound.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5516140391940693698" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;div&gt;Usa 1994. Su dvd Stormovie.&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dopo aver decimato cinesi, vietnamiti, russi, terroristi palestinesi e narcos sudamericani, Chuck Norris si trova orfano di antiamericani da sterminare e così decide che è finalmente arrivato il momento di affrontare nientemeno che… un emissario di Satana! &lt;i&gt;Hellbound-All'inferno e ritorno&lt;/i&gt; è un film tanto bizzarro da diventare trash e cult. L’improbabile trama, che vede un poliziotto americano affrontare un demone fino in Palestina per salvare l’intera umanità, ne è la prima conferma. L’intreccio è un coraggioso frullato di &lt;i&gt;Indiana Jones&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;L’esorcista&lt;/i&gt; e dei numerosi thriller millenaristici prodotti a inizio anni ’90. Norris cerca di rilanciare una carriera ormai alla deriva, tentando di allargare il proprio target di aficionados agli amanti dei film horror, ma l’effetto è opposto. Pochi spettatori e carriera ancora più in discesa libera: il film viene distribuito solo in vhs (almeno in Usa) e risulta essere una delle opere meno note dell’attore. La dose minima di sparatorie, calci rotanti e inseguimenti anche in questo caso è assicurata, ma non basta a elevare la qualità di quest’opera che non riesce a beneficiare neanche dell’ambientazione esotica (Gerusalemme). E’ però interessante notare come il film anticipi alcuni elementi dell’imminente &lt;i&gt;Walker Texas Ranger&lt;/i&gt;: la coprotagonista femminile è Sheree J. Wilson, futura compagna del ranger più famoso di Dallas e per la prima volta l’attore ha un partner di colore (Calvin Levels, attore dal backgorund teatrale mai esploso sul grande o piccolo schermo), contraltare ironico e dissacrante, peraltro anche fisicamente simile al ranger Trivette. Ed è proprio con questo Trivette ante litteram che si aprono dei siparietti da buddy movie che intervallano le scene thriller, frantumando ulteriormente il ritmo già blando e monotono. Norris è granitico e serioso come suo solito ma, in questo contesto simil fantasy, si dimostra eccessivamente rigido e impacciato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il regista Aaron Norris, fratello della star, non riesce a dare vigore alle rare coreografie marziali e non dà ampiezza al respiro della messa in scena, conferendo all’intero film un aspetto televisivo simile a un episodio della serie &lt;i&gt;Relic Hunter&lt;/i&gt;. Inoltre sono evidenti i limiti di budget, impietosamente mostrati negli scarni effetti speciali e nel prologo ambientato durante le crociate, in cui le poche comparse sono agghindate con costumi degni di una recita scolastica. Anche l’aspetto del demone è esilarante, nonostante il volto e lo sguardo di Christopher Neame risultino naturalmente inquietanti. In questo quadro di globale desolazione qualitativa, bisogna evidenziare un elemento riscontrabile solo a posteriori, che riesce però a limitare la negatività della visione: l’effetto nostalgia, per cui anche un film involontariamente demenziale come &lt;i&gt;Hellbound&lt;/i&gt; può essere visto fino alla fine senza spegnere il videoregistratore. Proprio in questa ottica di recupero, &lt;i&gt;Hellbound&lt;/i&gt; si rivela un film da guardare con un sorriso smaliziato, apprezzando la sincerità con cui è stata realizzata un'opera come questa che fa dell’intrattenimento, per quanto improbabile, la sua unica ragion d’essere.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Edoardo Favaron&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;object width="480" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/pyLaBQLuON4?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/pyLaBQLuON4?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-8835855578977029630?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/8835855578977029630/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=8835855578977029630' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/8835855578977029630'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/8835855578977029630'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2010/09/focus-on-chuck-norris-hellbound.html' title='Focus on. Chuck Norris: HELLBOUND'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TI1EdfDPHsI/AAAAAAAAAuU/SnSRGtm4skM/s72-c/hellbound.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-861814854000831554</id><published>2010-09-12T13:55:00.000-07:00</published><updated>2010-09-12T14:10:57.319-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Incompresi'/><title type='text'>Incompresi. Comici allo sbaraglio. BIBO PER SEMPRE</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TI1ADcf_XRI/AAAAAAAAAuM/ZWiyZDQJIec/s1600/Bibo.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 227px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TI1ADcf_XRI/AAAAAAAAAuM/ZWiyZDQJIec/s320/Bibo.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5516135546532879634" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large; "&gt;Italia 2000. Di Enrico Coletti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Già verso la fine del 2000, quando &lt;i&gt;Bibo per sempre&lt;/i&gt; si avvia ad uscire incassando ben poco, Teocoli lascia trapelare di esserne poco soddisfatto. Anni dopo, senza più remore, dirà riguardo la sua carriera nel cinema: "Ho fatto un film che ha visto solo mia madre e da allora non c’è stato più nulla da fare"*.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Teocoli è Bibo Cedrelli, un attore comico, sposato con figlie, che attraversa un momento di crisi esistenzial-lavorativa. Come non si sentisse realizzato, apprezzato, come non sapesse bene chi è e cosa voglia fare. Complice la conoscenza del ruvido senza tetto interpretato nientepopodimeno che dallo scrittore Luis Sepúlveda e dello strambo personaggio di Marco Della Noce, manda in crisi i rapporti coi dirigenti tv e con la moglie (Anna Galiena), fino a trascorrere una giornata fuori casa da barbone. Al termine, come prevedibile, torna alla dimora familiare e ottiene un ridimensionamento più umano del suo impegno lavorativo nei panni di altri.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' chiaro il parallelo tra cinema e vita, tra Bibo e l'attore-imitatore Teocoli. "Qual'è il vero volto di Bibo Cedrelli?", si legge su un giornale. Il problema non è l'eventuale banalità della "crisi" del protagonista, ma (tra gli altri) che il film sui problemi del mestiere d'attore dice ben poco e balbettando. Bibo sembra un autodistruttivo che fa cavolate improbabili e poi cerca di essere compatito. Ma i toni dolceamari e le note musicali tenere non impediscono allo spettatore di ritenerlo un po' coglione. All'inizio incuriosisce il vedere la preparazione e la messinscena degli sketch, che si formano sotto i nostri occhi (e che coinvolgono la soubrette rumena Ramona Badescu) e che vanno a ramengo. Ma la cosa non risulta credibile e non funziona. Per esempio, quando Bibo registra una televendita per una bevanda energetica, questa è contenuta in grossi flaconi che paiono di detersivo, la scenografia non è realistica, poi arriva Della Noce truccato-sfigurato e dopo aver bevuto distrugge tutto. I manager giacca-cravattati si arrabbiano, ma se sanno che il lavoro di Cedrelli è creare queste buffonerie, perchè lo chiamano e perchè ogni volta se la prendono? E' un aspetto male impostato, al punto che si arriva a chiedersi che lavoro faccia di preciso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Comunque, Teocoli ha così modo di prodursi in diversi personaggi: Bill Clinton, Hulk Hogan... Inaspettata, giunge addirittura, in un sogno del protagonista che imita il cinema muto (bianco e nero, segni, didascalie, fotogrammi a minore velocità), l'imitazione dell'Harold Lloyd in bilico di &lt;i&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=bP5FYKDij18&amp;amp;feature=related"&gt;Preferisco l'ascensore&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;. E' una cosa che lascia il tempo che trova, ma i critici seri direbbero che è un sacrilegio. Altrove, è come se Teocoli volesse strizzare l'occhio al pubblico, di provenienza televisiva, proponendogli qualcosa di riconoscibile, come l'infilata di imitazioni che chiude il film -Galliani, Maldini tra gli altri - , o proprio guardando in macchina nelle sue performances: sia nell'imitazione di Celentano fatta a favore di camera** che nel bacio finale con la moglie, lei guarda in camera e sorride, chiamando il sorriso spettatoriale, come dire: "Che simpatico quest'uomo!".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Spesso il film sembra un'infilata di situazioni comiche loffie e purtroppo, al posto delle risate, si ha l'imbarazzo. Il peggio sono le due sequenze consecutive in cui Teocoli prima mostra il sedere - ballando nudo nel tentativo di stuzzicare la moglie - , poi sedere e pacco da dietro i vetri della doccia e la scenetta di Nosfy (Nosferatu), col vampiro che perde la dentiera, una di quelle cose che si visionano guardandosi attorno e sperando che non ci sia nessuno. Si aspettano i momenti in cui è in scena la Galiena per sbirciarne il seno materno, ma non è un buon segno. Va meglio con Della Noce: la sua maschera, con quella voce, è un po' stucchevole ma non è male come freak urbano drogacciato, ad esempio quando alla fine fa irruzione al mercato del pesce per fermare l'invasione del mondo delle sardine (sic): Teocoli è narciso ma il film gli concede i suoi momenti. Cameo di Ale e Franz nella parte di due camerieri di ristorante che litigano di fronte ai clienti. In una gag è protagonista una ronda padana.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;A.V.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;*http://www.davidemaggio.it/archives/11470/teo-teocoli-va-in-pensione-e-tuona-la-mori-e-celentano-strani-e-un-po-egoisti, **http://archiviostorico.corriere.it/2000/novembre/11/Teocoli_mai_piu_amico_Celentano_co_0_0011117237.shtml&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-861814854000831554?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/861814854000831554/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=861814854000831554' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/861814854000831554'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/861814854000831554'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2010/09/incompresi-comici-allo-sbaraglio-bibo.html' title='Incompresi. Comici allo sbaraglio. BIBO PER SEMPRE'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TI1ADcf_XRI/AAAAAAAAAuM/ZWiyZDQJIec/s72-c/Bibo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-7270563016884001345</id><published>2010-09-12T13:40:00.000-07:00</published><updated>2010-09-12T13:54:58.504-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='A domanda rispondo'/><title type='text'>A domanda rispondo. BEATRICE RING</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TI0-ALWscoI/AAAAAAAAAuE/PNMvNAd13S0/s1600/Beatrice+Ring.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 248px; height: 307px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TI0-ALWscoI/AAAAAAAAAuE/PNMvNAd13S0/s320/Beatrice+Ring.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5516133291367625346" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;In &lt;i&gt;Una notte al cimitero&lt;/i&gt; hai lavorato con Lamberto Bava...&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lamberto Bava è un regista magnifico. Ha talento ed è professionale. Con lui è stata una splendida esperienza. Mi ha dato spazio per esprimermi e sapeva dirigermi quando ero tesa. Lo rispetto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal; "&gt;&lt;b&gt;Cosa ricordi di questo periodo, più in generale?&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/b&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nei tardi anni 80, il cinema italiano era ad uno stop e tutti i miei amici attori facevano la fame. Ho lavorato in &lt;i&gt;Zombi 3&lt;/i&gt; perchè avevo disperato bisogno di pagare affitto e gas. Deran ed io eravamo molto innamorati e gli davo tutto il supporto che chiedeva. Ho sempre immaginato che sarebbe diventato un grande regista. Ha fatto grandi cose con il film a basso budget con il quale ha esordito dietro la mdp [&lt;i&gt;Interzone&lt;/i&gt;, prodotto da Joe D'Amato, ndt]. Ero divisa fra il vivere in Italia, dove stava la mia famiglia e trasferirmi negli Usa dove avrebbe dovuto esserci il mio futuro. Ho viaggiato avanti e indietro per quattro anni prima di decidere che avevo bisogno di stare in Usa per migliorare il mio inglese e lavorare in un contesto più stimolante e professionale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal; "&gt;&lt;b&gt;Film come quelli, comunque, hanno avuto grande successo non solo in Italia... &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/b&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Beh, dipende cosa si intende per successo. Anche la malaria e la peste hanno avuto molto successo. Se si amano i film low budget e gore allora sì, è un successo. Quando &lt;i&gt;Zombi 3&lt;/i&gt; fu proiettato in anteprima al Fantafest di Roma, la mia cara amica Marina Loy ed io dovemmo andarcene dopo dieci minuti, perchè il pubblico faceva "boo" e rideva ad ogni cosa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal; "&gt;&lt;b&gt;Cosa ne pensi della produzione horror italiana degli anni Ottanta?&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/b&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non ne ero particolarmente fan e non capisco questa moda. Ho avuto sfortuna per anni dopo &lt;i&gt;Zombi 3&lt;/i&gt; ed è mia ferma convinzione che i film horror siano uno strumento che trasporta paura ed energie negative nelle stanze dove la gente vive e nelle loro anime, in altre parole sono molto insalubri. Non guardo mai horror. La gente lavora negli horror e nel porno per fare soldi in fretta e anche questo è segnale di un compromesso che finisce col costare. Non credo nelle scorciatoie, o sono illegali o alla fine si pagano.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal; "&gt;&lt;b&gt;Anche in &lt;i&gt;Interzone&lt;/i&gt; hai lavorato con Deran Serafian, come in &lt;i&gt;Zombi 3&lt;/i&gt;.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/b&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Deran e io ci frequentammo da lì ed eravamo stati scelti insieme perchè eravamo amici di Claudio Fragasso. Lui è un caro amico di Deran.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal; "&gt;&lt;b&gt;Veniamo allora alla sceneggiatrice Rossella Drudi e a suo marito Claudio Fragasso...&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/b&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Rossella è un'ottima scrittrice e non penso che abbia mai ricevuto il credito dovuto per il suo lavoro. Era solita affittare una stanza in un hotel sul litorale di Bracciano, provincia di Roma e scrivere una sceneggiatura lungo una settimana o due. Deran ed io amavamo stare con lei e Claudio, erano una coppia amabile e talentuosa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;In &lt;/b&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Sicilian Connection&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;b&gt; hai lavorato con Tonino Valerii.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tonino Valerii è un grande regista. Mi è piaciuto lavorare in &lt;i&gt;Sicilian Connection&lt;/i&gt;, la location, il cast e la troupe erano fantastici. E' stato come crescere insieme per settimane e poi, quando torni a casa, sapere di aver fatto qualcosa di fantastico. Valerii ha un grande occhio per l'azione ed il dramma e ha molto rispetto per gli attori. Sedevamo per ore a cena in Sicilia parlando della storia di giganti italiani come De Sica e Gassman. Tonino è intellettuale e di buon senso. Ci reincontrammo sei mesi dopo a Tokyo per la promozione del film e facemmo il tour di molti canali tv e feste. Sono stata molto fortunata ad essere scelta per andare in Giappone, c'erano altre attrici italiane più importanti di me in ballo come Dalila Di Lazzaro e Marina Suma ma hanno voluto me. Ho potuto alloggiare per tre settimane all'Imperial Hotel, di lusso, insieme a Deran, con un traduttore e un autista. In hotel abbiamo incontrato il nostro amico Gary Busey che ci ha presentato a Mel Gibson, che stava promozionando un suo film. C'erano enormi cartelloni con la mia foto e scritte giapponesi e la gente voleva stringermi la mano e chiedermi il nome. Avevo 23 anni ma ho avuto una delle più incredibili esperienze della mia vita. Lo devo a Valerii e a Deran che mi hanno aiutato quando sono stata scelta.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal; "&gt;&lt;b&gt;E di Aldo Lado, con cui hai girato &lt;i&gt;Rito d'amore&lt;/i&gt;, cosa puoi dirci?&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/b&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anche Aldo Lado è un intellettuale e un grande regista. E' un uomo che scava profondamente nella psicologia dei personaggi. Nonostante il film in cui abbiamo lavorato era finanziato in parte da un fondo governativo ed era a basso budget, il direttore della fotografia aveva avuto una nomination agli Oscar due decenni prima, quindi sapevo che sarei apparsa benissimo nel film. Lado usava un direttore di casting veramente abile, loro due mi fecero uno scherzetto... Preciso che quando sono tornata dagli Usa, Deran ed io abbiamo rotto perchè ero divisa tra la vita a Roma, la mia carriera da attrice e un futuro con lui, ma era troppo presto per fare dei piani. Quindi ero una persona arrabbiata, dal cuore spezzato e molto motivata. L'ufficio dove Lado curava il casting era in una via centrale e trafficata di Roma e ho dovuto parcheggiare in doppia fila la mia macchina, rischiando una multa. Mentre leggevo, quest'ometto dagli occhiali rotondi di fronte a me  ha fatto dei commenti stupidi sul mio accento francese e mi ha fatto subito innvervosire. Così ho iniziato a urlargli che era un idiota e che odiavo aver perso il mio tempo e intanto un altro ometto con una barba bianchissima è spuntato da una porta e mi è corso incontro a braccia aperte chiamandomi: "La mia Natalie!": questo era Aldo Lado. Anche il direttore del casting a questo punto sorrideva e i due erano soddisfatti. Ho capito che il provino era stato un provino di vita reale! Ero confusa e felice e iniziammo le riprese qualche settimana dopo. Un giorno Lado venne da me in panico totale alle 7 del mattino mentre mi truccavo. Ci siamo seduti su un teatro alla De Paolis, su due grandi cuscini e con aria molto seria mi disse "Abbiamo un problema": aveva guardato i giornalieri mi voleva diversa da come apparivo. In realtà non mi aveva mai dato alcuna indicazione, era una parte molto interessante, la mia prima davvero importante, ma non ero stata diretta dall'inizio alla fine. Il film uscì in Giappone ma là non ero stata invitata. Era pauroso pensare che l'uomo che mi incarcerava per mangiarmi, nel film, ora fosse invitato alla premiere col resto della stampa. Ero inseguita dall'idea che sarebbe venuto a cercarmi quando sarebbe stato di nuovo affamato di carne... Lado ha anche coprodotto &lt;i&gt;Farinelli&lt;/i&gt;, una coproduzione europea di cui sono appassionata, mi sarebbe piaciuto lavorarci.&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Veniamo a &lt;/b&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Dimenticare Palermo&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;span&gt;&lt;b&gt;.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;i&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; "&gt;&lt;i&gt;Dimenticare Palermo&lt;/i&gt;&lt;span&gt;, come &lt;/span&gt;&lt;i&gt;Sicilian Connection&lt;/i&gt;&lt;span&gt;, si incentra sulla mafia siciliana e non sono sicura che il pubblico Usa sia sensibile a riguardo come gli italiani. Ma nel film mi sembra evidente che la chimica tra Belushi e Mimi Rogers non ci sia. Ho solo poche battute nel film ma ho voluto farle molto bene, prendendo lezioni di ecitazione da una famosa insegnante a Roma e ho fatto estese ricerche su Francesco di Sveva, sulla cui tomba si svolge la scena. Ho anche letto di tutto su Rosi e scoperto che è noto per girare i suoi film nei posti esatti dove sono avvenuti i fatti che narra. Così, quando ho scoperto che la tomba in Sicilia dove stavano posizionano la macchina da presa e le luci era quella di qualcun'altro, a molta distanza da quella vera, sono andata da Rosi a chiedergli perchè non stesse girando sul posto "reale", come faceva di solito. Ricordo che mi diede un'occhiataccia e chiese al suo assistente chi fossi e se potessi levarmi di torno. Molti anni dopo a Losa Angeles, lavoravo al Getty Center come segretaria esecutiva e gli impiegati con cui lavoravo mi chiesero se avessi lavorato in un film con Belushi: l'avevano trasmesso in tv la sera prima e questo mi fece contenta.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal; "&gt;&lt;b&gt;Quali sono i tuoi registi italiani preferiti?&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/b&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Purtroppo molti registi con cui mi sarebbe piaciuto lavorare non ci sono più, come Antonioni, Rossellini, De Sica, Visconti, Truffaut e Sergio Leone, che ho incontrato e con cui ho bevuto champagne nel suo ufficio al mio quindicesimo compleanno! Seguo Pupi Avati, Salvatores, Lizzani e registe donne di grande talento come Cristina Comencini, Byambasuren Davaa (&lt;/span&gt;&lt;i&gt;La storia del cammello che piange&lt;/i&gt;&lt;span&gt;) e sicuramente anche Lina Wertmuller. Altri famosi registi italiani che non sto nominando hanno usato il loro talento per il guadagno e non per esprimere le loro idee, quindi non possono conquistarmi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Intervista di Edoardo Favaron, 2008. Seconda parte. Foto da www.pauraprod.com.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-7270563016884001345?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/7270563016884001345/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=7270563016884001345' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/7270563016884001345'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/7270563016884001345'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2010/09/domanda-rispondo-beatrice-ring_12.html' title='A domanda rispondo. BEATRICE RING'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TI0-ALWscoI/AAAAAAAAAuE/PNMvNAd13S0/s72-c/Beatrice+Ring.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-1747293165065451708</id><published>2010-09-05T14:26:00.000-07:00</published><updated>2010-09-05T14:38:17.981-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Io c&apos;ero'/><title type='text'>Io c'ero. Festival ed eventi vari. CANNES 2010, 12-23/5. THE EAGLE PATH</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TIQNs63OJ5I/AAAAAAAAAt0/3jWlyYJPgdI/s1600/The_Eagle_Path.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 224px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TIQNs63OJ5I/AAAAAAAAAt0/3jWlyYJPgdI/s320/The_Eagle_Path.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5513546909174605714" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Thailandia/Hong Kong/Usa 2010.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Jean Claude Van Damme è un &lt;i&gt;habitué &lt;/i&gt;del Festival di Cannes. Ogni anno, con la sua casa di produzione Rodin Entertainment, presenta le sue ultime fatiche produttive e interpretative nella sale del Mercato del cinema. Quest’anno le attenzioni degli appassionati (tanti) e degli addetti ai lavori (pochi) si sono rivolte verso &lt;i&gt;The Eagle Path&lt;/i&gt;, diretto, interpretato, sceneggiato e prodotto dall’attore belga. La &lt;i&gt;premiere&lt;/i&gt; si è tenuta in una sala cittadina, lontana dai &lt;i&gt;flash&lt;/i&gt; dei paparazzi e dal tappeto rosso. Una cornice insolita ma adatta all’anticonformismo dell’attore e consona alle atmosfere del film. Ma la pellicola, nonostante l’entusiasmo con cui è stata introdotta al pubblico dal suo creatore, si è rivelata una cocente delusione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;The Eagle Path&lt;/i&gt; narra le vicende di Frenchy, un tassista francese che lavora a Hong Kong (!), che viene coinvolto da una misteriosa femme fatale in un confuso intrigo che coinvolge le triadi, la mafia russa, un bordello di lusso e i traumi del protagonista che tornano prepotentemente da un passato traumatico. In questo film la trama è secondaria, un pretesto per enfatizzare la psicologia ambigua e contorta del protagonista, attanagliato dal complesso di edipo e quasi autistico nella sua costante attonicità. Van Damme realizza una pellicola indefinibile e indecifrabile, che ambisce a essere opera d’arte quasi wharoliana ma si rivela miseramente povera sia di contenuto che di qualità realizzative. Come regista aveva dato prova di buone capacità di messa in scena nel più che dignitoso &lt;i&gt;La prova&lt;/i&gt;, ma con &lt;i&gt;The Eagle Path&lt;/i&gt; si perde in sentieri impervi e tortuosi (come il “sentiero dell’aquila” che dà il titolo al film), abbondando in ralenti ingiustificati e in innumerevoli primi piani che dovrebbero enfatizzare i tormenti del personaggio ma finiscono per frantumare la tensione narrativa. I &lt;i&gt;flashback&lt;/i&gt; sull’infanzia tormentata del tassista si susseguono senza dare elementi utili a decifrare l’enigmatica trama e risultano stucchevoli e melodrammatici. Anche i coprotagonisti Claudia Bassols e Adam Karst sono poco credibili e sembrano usciti dalle pagine patinate di una rivista di moda. Si rimpiangono le facce patibolari di tanti comprimari che hanno affiancato l’attore nelle sue pregevoli pellicole passate e anche le sequenze d’azione, nonostante dovrebbe trattarsi di un film action, sono poche. Tra queste è unicamente degna di nota un’omerica sparatoria tra l’eroe e alcuni malavitosi ambientata tra i vicoli putridi e fangosi della piovosa colonia cinese, in cui Van Damme dà prova di una efficacia tecnica rimpianta nel resto della pellicola. La musica è a tratti mielosa e non concorre a migliorare il film, mentre la fotografia si inserisce senza infamia e senza lode negli standard dei &lt;i&gt;direct to video&lt;/i&gt;. A livello interpretativo Jean Claude ritenta la carta dell’introspezione, cercando di ripetere (senza grande risultati) i picchi recitativi raggiunti nell’ottimo &lt;i&gt;JCVD&lt;/i&gt; e nel tostissimo &lt;i&gt;Universal Soldier Regeneration &lt;/i&gt;(vera sorpresa dell’&lt;i&gt;action&lt;/i&gt; recente), ma il suo volto stanco e il suo sguardo disilluso non bastano a dare spessore a un personaggio irrisolto e poco definito.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Van Damme ha voluto andare oltre le proprie effettive capacità autoriali, perdendo il controllo del narrato. Ne è dimostrazione il finale, che si rifà alle vette simbolico-metaforiche di &lt;i&gt;2001 Odissea nello spazio&lt;/i&gt; (qui al posto dei primati ci sono immagini del moderno degrado consumistico come hamburger, alberi abbattuti, la bomba atomica) ma non è altro che la peggiore chiusura possibile del peggior film di un attore che, nonostante questo scivolone, continua a essere marchio di qualità nell’arido panorama dell’action contemporaneo. Ci auguriamo che, dopo questa parentesi arty e naif, Van Damme torni a fare il suo sporco lavoro, salvando il mondo altre decine di volte e regalandoci piccole grandi perle capaci di soddisfare i nostalgici amatori del "vero" cinema d’azione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Edoardo Favaron&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-1747293165065451708?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/1747293165065451708/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=1747293165065451708' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/1747293165065451708'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/1747293165065451708'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2010/09/io-cero-festival-ed-eventi-vari-cannes.html' title='Io c&apos;ero. Festival ed eventi vari. CANNES 2010, 12-23/5. THE EAGLE PATH'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TIQNs63OJ5I/AAAAAAAAAt0/3jWlyYJPgdI/s72-c/The_Eagle_Path.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-7257530202310164033</id><published>2010-09-05T14:19:00.000-07:00</published><updated>2010-09-05T14:26:24.893-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='In sala'/><title type='text'>In sala. I MERCENARI</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TIQK4WnkH3I/AAAAAAAAAts/JiSzZM92wgc/s1600/expendables.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 241px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TIQK4WnkH3I/AAAAAAAAAts/JiSzZM92wgc/s320/expendables.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5513543807068807026" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Chi scrive va pazzo per i film d'azione, sin da bambino quando passava le lunghe estati  davanti alla tv, a dilettarsi con le peripezie di Van Damme &amp;amp; co. E spesso fantasticava di un film che unisse sullo schermo tutti i più grandi interpreti di quel cinema. Ora il sogno degli amanti dell'action si è concretizzato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;The Expendables&lt;/i&gt; (da noi semplicisticamente &lt;i&gt;I mercenari&lt;/i&gt;) è arrivato ed è prima di tutto un film di attori, muscoli, sangue e sudore. Stallone riesce a creare uno dei cast più incredibili dell’ultimo ventennio, unendo grandi star del genere e vecchie glorie, dando vita a un film imprescindibile e imperfetto, che non si può fare a meno di amare. Già dal prologo Sly trascina gli spettatori in un mondo che odora di cadaveri e cordite: una nave al largo della Somalia, ostaggi e pirati, presagi di morte. I mercenari entrano in scena con proiettili, granate e coltelli. E’ solo l’inizio ma in questi primi minuti sta il "senso" del film. Azione, sangue e ironia, una somma tipica dell’action anni 80-90, a cui Stallone dimostra apertamente di ispirarsi. I riferimenti e le citazioni si sprecano. La trama, molto povera e priva di veri colpi di scena, è il difetto principale del film e unisce elementi presenti in opere come &lt;i&gt;Lo specialista&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;Man of War-L’ultima missione&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;Danni collaterali&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;Rambo 2&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;Il ponte del dragone&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;Delta Force&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;Missing in action&lt;/i&gt;... : la sceneggiatura risulta un semplice canovaccio su cui innestare una miriade di sequenze d’azione. E il vero punto di forza della pellicola è questo. Stallone spinge il suo anfibio sull’acceleratore, in un tripudio di esplosioni, sparatorie e combattimenti corpo a corpo, superando quantitativamente anche &lt;i&gt;John Rambo&lt;/i&gt;, che rimane però un'opera più matura e compiuta. La regia è essenziale e funzionale, la mdp si muove frenetica durante l’azione e si immobilizza durante i momenti riflessivi e introspettivi (...sì, c’è spazio anche per lacrime e sentimenti). &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le scene d’azione sono pirotecniche, girate con gusto compiaciuto per il grand guignol, tra sangue in CG, corpi che letteralmente esplodono (gustosissimo Dolph Lundgren armato di lanciagranate nel prologo) e ossa che sonoramente si spezzano. Ogni elemento della messa in scena trasporta nel vivo del conflitto, in mezzo a questo team duro e scanzonato: Stallone esibisce i corpi, i muscoli scolpiti e tatuati dei suoi interpreti, icone di un certo cinema. Lui ripropone l’eroe impavido interpretato in numerose pellicole, ma non monopolizza la scena, lasciando abilmente spazio ai compagni. Jason Statham simboleggia il cinema action moderno, una sorta di figlio adottivo di Stallone, pronto a prendere il testimone lasciato dal "grande vecchio". Jet Li, poco valorizzato e penalizzato da un impietoso doppiaggio, è il simbolo del cinema hongkongese a base di arti marziali e velocità. Randy Couture e Terry Crewes sono stati scelti per la loro mole imponente e i loro trascorsi nel wrestling, come Steve Austin. Eric Roberts torna ad affrontare Stallone sedici anni dopo &lt;i&gt;Lo specialista&lt;/i&gt; e si conferma funzionale ai ruoli di villain, con un volto scavato e sornione, dando un leggero spessore a un personaggio bidimensionale e stereotipato. Al suo fianco fa piacere rivedere Gary Daniels, attore marziale mai esploso nel cinema mainstream, protagonista di una miriade di film direct to video (tra cui &lt;i&gt;Fist of the North Star&lt;/i&gt;, ispirato a Ken il Guerriero). Ma su tutti stanno Dolph Lundgren e Mickey Rourke: il gigante svedese presta il suo viso segnato a un personaggio complesso e forse irrisolto, il traditore del gruppo. Roccioso, ironico, convincente nella sua interpretazione, è sempre esaltante vederlo impugnare un’arma o sferrare colpi ai malcapitati avversari (esaltante lo scontro con Jet Li), dimostrandosi uno dei pochi attori della sua generazione ancora in grado di essere credibile come “duro a morire”. Mickey Rourke, guida morale del gruppo, è come sempre immenso; il suo corpo disfatto si inserisce perfettamente in questa galleria di patibolari e il monologo in primissimo piano, tra lacrime e denti d’oro è quasi shakespeariano. Parlando dei rimpianti ed errori di una vita sembra fare un’amara riflessione sulla sua esistenza di ribelle amato e rinnegato da Hollywood. Guest stars di rilievo, Bruce Willis e Arnold Schwarzenegger, presenti insieme a Stallone in una scena che diventa istantaneamente &lt;i&gt;cult&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Stallone riesce quindi a raggiungere il suo scopo, realizzando un film che è un revival e un rilancio di un cinema che rischia di diventare un mero reperto archeologico. Nonostante le carenze strutturali evidenziate (trama, personaggi poco definiti), &lt;i&gt;I mercenari&lt;/i&gt; è un puro &lt;i&gt;divertissement&lt;/i&gt;, un grande giocattolo mirabolante che per un’ora e mezza ci prende per mano e riporta indietro nel tempo, in quell’epoca in cui il cinema d’azione regalava piccoli capolavori destinati, come i loro interpreti forzuti, a diventare leggenda.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;E.F.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-7257530202310164033?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/7257530202310164033/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=7257530202310164033' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/7257530202310164033'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/7257530202310164033'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2010/09/in-sala-i-mercenari.html' title='In sala. I MERCENARI'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TIQK4WnkH3I/AAAAAAAAAts/JiSzZM92wgc/s72-c/expendables.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-7985363750734639032</id><published>2010-09-05T14:02:00.000-07:00</published><updated>2010-09-05T14:19:53.617-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='A domanda rispondo'/><title type='text'>A domanda rispondo. BEATRICE RING</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TIQIxQ4UxiI/AAAAAAAAAtk/8iEm82psR7w/s1600/b.+ring+1.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 192px; height: 250px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TIQIxQ4UxiI/AAAAAAAAAtk/8iEm82psR7w/s400/b.+ring+1.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5513541486246151714" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'attrice francese racconta la sua esperienza nel cinema italiano degli anni 80. Senza peli sulla lingua. Enjoy...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Partiamo da &lt;i&gt;Zombi 3&lt;/i&gt;... Dove è stato girato?&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A Los Banos, nelle Filippine, a due ore e mezza da Manila attraverso una strada molto accidentata. Los Banos è un luogo di villeggiatura famoso per i fanghi (e per le zanzare!).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal; "&gt;&lt;b&gt;Lucio Fulci... &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/b&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Fulci era un uomo anziano e scorbutico. Era molto malato sul set ed aveva una pancia enorme (come una donna incinta di 9 mesi), camminava tenendosi una mano su questo pancione. Una volta l'ho toccato, era molto duro, da "santone". Il poveretto si stancava facilmente sul set e lo abbandonava per farlo dirigere ad altri, come il direttore della fotografia o i responsabili degli stunt che hanno finito per aggiungere molte loro scene che non erano sullo script. Era veramente sboccato e imprecava senza soste, era volgare e cattivo con tutti eccetto sua figlia, che era tranquilla e non si faceva notare. Non gli prestavamo molta attenzione e viceversa. Ogni pochi giorni doveva andare a farsi estrarre l'acqua dalla pancia, facendo la strada dissestata che portava all'ospedale di Manila. Francamente, non lo rispettavo. Non avevo visto nessuno dei suoi film ma sapevo che non era interessato a lavorare seriamente sulle capacità degli attori e che i suoi interessi erano l'orrore e gli effettacci, ma volevo essere il più professionale e distaccata possibile. In due occasioni ci scontrammo. Aveva ideato una scena dove svenivo mentre correvo e sembava che morissi. Il cameraman era di fronte a me mentre giacevo a terra. Fulci si arrabbiava perchè continuavo a muovermi e non "morivo", quindi urlava "Muori puttana Eva, muori - ma questa non muore per la miseria, che ca**o!". Ero mortificata ma finchè la camera filmava potevo solo stare lì sulla schiena senza dire nulla.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In un'altra scena che abbiamo girato e rigirato, entravo in una stazione di servizio abbandonata e camminavo chiedendo se ci fosse qualcuno in giro. Fulci continuava a dire che avrei dovuto sembrare preoccupata ed agitata ma siccome non c'era nulla per cui intimorirsi non volevo andare in "overacting". Sapevo che tutti gli altri attori lo stavan facendo ed ero molto preoccupata che poi il film finisse coll'esser visto da un regista che mi avrebbe giudicata una cattiva attrice. Così ho continuato a rifare la scena, forse 20 volte. Quel che ricordo chiaramente è che Fulci era sempre più furioso e continuava ad imprecare e urlare, ma io continuavo a recitare la scena proprio come l'avrei fatta in una produzione americana. Devo dire che sono contenta di aver fatto così, perchè rivedendola la mia recitazione è dignitosa, anche senza l'aiuto di Fulci. Che poi ha fatto qualcosa di indecente, dopo quella scena. Ha detto ad uno stunt, alla quarta ripresa, di strizzare davvero il mio collo mentre mi attaccava, e ne ho riportato contusioni serie. Voleva una reazione forte e l'ha avuta, è una scena dove sto per essere strozzata a morte... perchè sto per essere strozzata a morte! Non potrò mai perdonargli le vessazioni cui mi ha sottoposto per questo stupido filmetto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Il film è stato finito da Bruno Mattei e Claudio Fragasso... &lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non c'ero quando ripresero a girare altre parti del film. Dopo che finirono di lavorare con noi, avevo sentito dire che il film era troppo corto e che avevan dovuto girare più scene, con un altro regista.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Che ne pensi del tuo personaggio, Patricia?&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi piaceva che guidasse una bella macchina e che si dimostrasse una donna indipendente e forte.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;E delle scene di azione? &lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Cosa intendi per "scene di azione"? In certe scene sembra un film di Ridolini...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Altri aneddoti sulla tua esperienza nel film? &lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quando sono giunta nelle Filippine, l'agente alla dogana ha lasciato passare tutti eccetto me perchè avevo un passaporto francese e la Francia è l'unico paese da cui richiedono un visto. Avevo passato 22 ore su un aereo ed ero veramente esausta. Per permettere di pagare la tariffa extra per il volo, parte dell'equipaggiamento della troupe era stato spedito a mio nome, quindi se io non potevo sbarcare, non poteva essere prelevato. Un agente è rimasto nella stanza accanto mentre stavo in un hotel in attesa di volare a Hong Kong il giorno dopo e ottenere un visto al consolato filippino. Deran [Serafian] ed io stavamo assieme, quindi è venuto con me. Ho ricevuto una lettera dalla Flora film che mi dichiarava come star di &lt;i&gt;Zombi 3&lt;/i&gt; e in quanto tale avevo bisogno del visto. All'ambasciata, i due addetti hanno letto la lettera e riso a crepapelle. Poi con un sorriso mi han detto che non potevano darmi un visto, perchè il mio passaporto sarebbe scaduto entro cinque mesi. Ero veramente stufa del tutto. L'ambasciata francese mi è venuta in aiuto e in due ore avevo un nuovo passaporto e sono tornata a Manila. Quando avevo fatto i miei bagagli a Roma, avevo pensato di stare andando ad una vacanza: ho messo via cappelli, pareo e costumi da bagno pensando che mi sarei goduta i fine settimana alla spiaggia. Ma una volta lì, eravamo nell'entroterra, quindi non c'era l'oceano. Era caldo ed umido ed eravamo circondati da acque fangose, che trasportavano milioni di insetti ovunque. E' stato un ritorno alla realtà abbastanza triste. Quando sono entrata nell'atrio dell'hotel dove alloggiavamo, ho visto su un tavolo piatti da cena con due enormi scarafaggi corazzati che mangiavano gli avanzi. Ho urlato, per far capire agli inservienti degli insetti: loro li han guardati e mi hanno riso in faccia. Ho capito di essere finita all'inferno. Questi scarafaggi  erano dovunque e la cosa peggiore era che erano impossibili da uccidere, anche se li calpestavi correvano via velocemente. Di notte ci dovevamo coprire con le lenzuola fino al collo. Dicevano che gli scarafaggi scalavano i muri e una volta in cima ricadevano sui letti  o sul pavimento rumorosamente.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dopo tre settimane di set, il mio corpo era coperto di punture di zanzara. Un giorno, uscita dalla doccia, sono rimasta nuda di fronte allo specchio con un evidenziatore e ho fatto un cerchio intorno ad ogni puntura sul mio corpo: ne ho contate 33. Una settimana dopo, ho avuto la febbre alta e non potevo lavorare. Ho chiesto di fare l'esame della malaria e un dottore locale è arrivato con un infermiera, ha preso un campione del mio sangue che è risultato negativo. Non c'era stato tempo di vaccinarsi per la malaria perchè siamo entrati nel cast meno di una settimana prima di prendere l'aereo. Ci sono voluti molti giorni per guarire dalla febbre, non so quanti, mi sentivo come drogata, stavo lì seduta sul mio balcone tutto il giorno a guardare la gente del posto, i cani e i bambini che giocavano nel fango. Pensavo che non avrei più rivisto la mia famiglia e la mia casa. Nel fine settimana, arrivavano le prostitute e cercavano i membri della troupe, sebbene molti fossero sposati, era triste. Deran ed io conservavamo i nostri spiccioli per la guardarobiera, faceva carità per la gente in prigione. Un fine settimana decidemmo di visitare Pax San Juan (famosa attrazione turistica con la sua cascata) e scoprimmo che era un posto noto anche per la prostituzione minorile, spesso bambini sotto i dodici anni e che i loro maggiori clienti venivano dall'Europa e dall'America. Ci dissero che le famiglie potevano vendere i loro figli per 1000 dollari e venivano raggruppati in questi bordelli. A tredici anni venivano scaricati perchè troppo vecchi per la clientela e finivano suicidi, criminali o in prigione. La povertà era ovunque e dopo aver visto i polli mangiare la spazzatura ai lati della strada, non ho più voluto ordinarli al ristorante.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tornando al set, il caldo era tremendo, i condizionatori lavoravano senza sosta ma di notte alcuni che erano rotti facevano un gran rumore ed era dura prendere sonno. Alle 5 di mattina qualche volta un gruppo di preghiera veniva a cantare nel cortile fino alle 7. Alle 9 il calore era così intenso che tutti volevano tornare a casa. Una delle attrici era famosa per le sue abilità sessuali ed alcuni uomini blateravano delle sue qualità. Ero nervosa al pensiero che lei cercasse il mio ragazzo e speravo che loro due non finissero insieme. Un'altra strana coppia si era formata durante la lavorazione, ma preferisco non parlarne... si facevano un sacco di battutacce su loro due. Bisogna capire che in sei settimane, la mente svaporava a causa del clima, della povertà e disperazione tutto attorno... Addirittura ho poi scoperto che due persone dall'Australia erano ricercati per criminalità e stavano nascondendosi nelle Filippine ed in Malesia!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il primo giorno di riprese, eravamo su una sponda di fiume che ho immediatamente riconosciuto come il posto in cui è stato girato &lt;i&gt;Apocalypse Now&lt;/i&gt;. Ho visto quel film forse otto volte, adoro Martin Sheen, Robert Duvall, la fotografia, la regia ecc. La gente sul set mi confermò quell'impressione e ne fui molto contenta. Il prezzo dell'acqua era così caro che la produzione decise di servire solo soda sul set, e così non potevamo mai dissetarci. Ad un tratto non ce la feci più e decisi di vuotarmi sulla testa una lattina di soda all'arancia: grave errore. Era appiccicosa e gli insetti mi vennero addosso. I filippini della crew vennero in mio soccorso e mi pulirono. Impossibile avere acqua, che incubo! Gli stuntmen venivano sostituiti settimana dopo settimana. Realizzai che dovevano aver lavorato per pochi dollari al giorno, erano assolutamente sfruttati. Nella scena doeve cadono da un tetto, non c'era nulla su cui atterrare se non sporcizia. Ad ogni ripresa li vedevo farsi male alle gambe, alle caviglie e andarsene via tenendosi l'un l'altro con facce sofferenti. Al che Fulci utilizzava un altro gruppo di stunt e così via, ad ogni ripresa la stessa storia. Nella scena in hotel dove gli zombie vengono sparati, dell'esplosivo era caricato sotto i vestiti e assicurato al torace degli attori. Dopo la scena, han tolto loro gli indumenti e i loro corpi eran feriti dove c'era l'esplosivo perchè non avevano adeguata protezione sulla pelle, finivano contusi e ustionati.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gli uccelli che si vedono in strada a muoversi lentamente erano stati iniettati di aria. Era terribile veder queste grosse siringhe infilate negli animali, la stessa siringa bestia dopo bestia. Il responsabile degli effetti diceva che non sarebbero morti, sarebbero solo stati semiincoscienti per mezz'ora. Non appena gli uccelli sembravano riprendersi e poter volare, lui accorreva e iniettava altra aria. Ero in lacrime, ma che potevo farci: a Fulci stava bene e nessun'altro protestava. Se fosse oggi, chiamerei l'associazione per la protezione degli animali dal cellulare, ma eravamo in mezzo al nulla. Dopo la venuta dell'uragano e aver abbandonato l'hotel, ho scoperto che gli uccelli, nelle loro gabbie, erano stati lasciati là dentro durante la tempesta ed alcuni erano morti. Due di essi mi commossero molto e li ho fotografati. Stavano vicini l'un l'altro, sembravano aver sofferto così tanto che non parevano neppure più uccelli. Forse ho ancora le loro foto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Cosa ne pensi degli effetti speciali e del gore di questo film? &lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ridicoli. A chi vuole vederlo, dico di comprare una confezione di pile per il telecomando, di modo da utilizzare il &lt;i&gt;fast forward&lt;/i&gt; durante il film.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Intervista di &lt;i&gt;Edoardo Favaron&lt;/i&gt;, 2008. Prima parte. Foto da &lt;i&gt;Zombi 3&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-7985363750734639032?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/7985363750734639032/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=7985363750734639032' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/7985363750734639032'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/7985363750734639032'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2010/09/domanda-rispondo-beatrice-ring.html' title='A domanda rispondo. BEATRICE RING'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TIQIxQ4UxiI/AAAAAAAAAtk/8iEm82psR7w/s72-c/b.+ring+1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-4114173229936496218</id><published>2010-09-05T13:48:00.001-07:00</published><updated>2010-09-05T14:02:48.414-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Incompresi'/><title type='text'>Incompresi. I MIEI PIU' CARI AMICI</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TIQFPFYl9oI/AAAAAAAAAtc/17rUqnVKUkQ/s1600/vlcsnap-2010-09-05-22h55m14s4.png"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 174px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TIQFPFYl9oI/AAAAAAAAAtc/17rUqnVKUkQ/s400/vlcsnap-2010-09-05-22h55m14s4.png" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5513537600509834882" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large; "&gt;Italia 1998. Su dvd Cecchi Gori.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large; "&gt;Warning&lt;/span&gt;: &lt;/span&gt;il seguente pezzo contiene anticipazioni sulla trama e sul finale che possono compromettere la visione a chi non conosce il film ed intende vederlo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non è passato un secolo, ma poco più di un decennio da quando Alessandro Benvenuti aveva preso a girare film con una certa costanza e considerazione critica. Un periodo iniziato con &lt;i&gt;Belle al bar&lt;/i&gt; del 1994 (già a fianco di Eva Robin's) e conclusosi con questo film. L'attore tornerà alla regia cinematografica solo nel 2003 per &lt;i&gt;Ti spiace se bacio mamma?&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un gruppo di amici che lavorano nel mondo dello spettacolo riceve da un amico che non vede da anni, Alessio, l'invito a unirsi a lui per il suo compleanno ed essi lo raggiungono in un castello fuori mano. La diffidenza degli amici verso di lui ha un motivo: Alessio aveva scritto una commedia su di loro, &lt;i&gt;I miei più cari amici&lt;/i&gt;, ma l'aveva fatta interpretare ad altri. Ma il padrone di casa sta nascondendo loro delle cose e scopre le sue carte man mano. Prima di tutto, che vuole ora far interpretare finalmente a loro la commedia, per saldare i conti. In mezzo a battibecchi, strani eventi causati forse da presenze fantasmatiche e prove sul palco poco serene, il colpo di scena decisivo giunge a circa 2/3: gli ospiti del castello sono ripresi e spiati ad opera di un regista senza scrupoli. Siamo nel 1998, il &lt;i&gt;Grande fratello&lt;/i&gt; deve ancora venire e l'operazione viene definita come una grande "candid camera". Alessio si stufa di questa situazione che ha accettato per debiti di gioco, dice finalmente agli amici la verità e insieme pongono fine allo show, recitando di fronte alle telecamere nascoste.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Prodotto da Cecchi Gori come il precedente &lt;i&gt;Ritorno a casa Gori&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;I miei più cari amici&lt;/i&gt; vede un Benvenuti che pare impegnato a consolidarsi, perfezionarsi ed alzare il tiro come autore di commedie saporite e corali. Si pone a capo di un cast mica male: i fidati Athina Cenci e Vito (attore gay debolissimo e ipocondriaco), Eva Robin's (pornostar dalla scarsa autostima, che si sente capace di comunicare con gli uomini solo tramite il sesso), Alessandro Gassman (playboy che però fa cilecca con le due stuzzicanti cameriere), Zuzzurro e Gaspare in una delle loro rarissime sortite su grande schermo (il duo Bric e Brac), Umberto Smaila nei panni del regista laido e sgranocchiante - la cui presenza aumenta l'effetto sorpresa - , in piccoli ruoli Flavio Bucci, Gianmarco Tognazzi, Roberto Ciufoli e Tiziana Foschi della Premiata Ditta, Marco Messeri.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Benvenuti gira sempre a suo modo, la sua regia è marcata e si fa notare per i movimenti di macchina (qua e là superflui, certi dolly...). Sin dall'introduzione dei personaggi procede veloce, ad alto voltaggio, anche disordinato. Sembra volere stringere gli attori e le loro battute in quadretti dal ritmo conciso e simpatici. Un metodo non incompatibile con quello di Pieraccioni, ma Benvenuti è più bravo e non cerca sistematicamente la risata. Come volesse dimostrare di saper fare del cinema: oltre che di saper girare, si sente la volontà di scrivere, nonostante le battutacce, una sceneggiatura degna di questo nome (Benvenuti la firma insieme al giornalista e scrittore Alberto Ongaro), con battute curate che però, spesso, odorano di copione. Le tematiche si intravvedono abbastanza chiaramente: l'arte che riprende la vita, la vita che diventa arte (o meglio, tv), la confusione fra realtà e finzione-messinscena - certe modalità di Alessio di proporsi agli amici ( i fuochi a cena, il fiammifero acceso al buio), gli amici che si accordano per recitare e lo fanno fino alle estreme conseguenze (simulando un omicidio), all'insaputa dello spettatore-regista diegetico - . Forse Benvenuti ha meno da dire di quanto sembra, ma l'intrattenimento non è stupido e meglio le sue accuratezze che la sciatteria.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Battute non male. Dopo che Alessio ha dichiarato che farà conoscere agli amici l'anziana madre, "Ma non era orfano?", "Da piccolo"; il guardiano degli schermi tv che si distrae uscendo ad osservare la Robin's (che nella vita è un trans, per inciso) che si spoglia e fa il bagno: "Che donna!"; Alessandro Gassman che urla in un litigio: "Io sono un moderato! E voto Pierferdinando Casini perchè mi dà fiducia!...".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Alessio Vacchi&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-4114173229936496218?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/4114173229936496218/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=4114173229936496218' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/4114173229936496218'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/4114173229936496218'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2010/09/incompresi-i-miei-piu-cari-amici.html' title='Incompresi. I MIEI PIU&apos; CARI AMICI'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TIQFPFYl9oI/AAAAAAAAAtc/17rUqnVKUkQ/s72-c/vlcsnap-2010-09-05-22h55m14s4.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-4699268099153907831</id><published>2010-09-05T13:39:00.000-07:00</published><updated>2010-09-05T13:48:45.210-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Incompresi'/><title type='text'>Incompresi. Comici allo sbaraglio. AFFETTI SPECIALI</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TIQBtEV8gvI/AAAAAAAAAtM/4b-1mHMxwU4/s1600/gem+ruggeri.JPG"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 276px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TIQBtEV8gvI/AAAAAAAAAtM/4b-1mHMxwU4/s320/gem+ruggeri.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5513533717579858674" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ecco a voi il film dei Gemelli Ruggeri, ovvero Luciano Manzalini ed Eraldo Turra, coppia comica attiva in televisione dagli anni Ottanta. I due interpretano questo film a fine di quel decennio, quando ottengono popolarità sul piccolo schermo con &lt;i&gt;L'araba fenice&lt;/i&gt; di Antonio Ricci, ma &lt;i&gt;Affetti speciali &lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal"&gt;è un'esperienza che casca nell'invisibilità. Peccato per loro, ma è pane per questa rubrica. Lo sfortunatissimo film in questione, alla cui sceneggiatura collaborano,&lt;/span&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal"&gt;non è il loro unico lungometraggio, ma è l'unico da protagonisti ed ha una datazione "slittante": in una scena si vede un calendario del 1987, su alcune fonti è dato come 1988, sull'astuccio della vhs è 1989, ma risulta uscito limitatamente solo nel 1991.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-style: normal"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Due fratelli molto diversi, non solo fisicamente ma anche caratterialmente: Cris, di stazza, è un "uomo che ama le donne": con i suoi sorrisi stampati, fa cedere come niente fosse quasi tutte le donne che incontra, senza fare niente, come fosse predestinato a un tranquillo piacere. Ivano è strano al limite della malattia mentale, vive in un mondo mentale tutto suo, comunica a suo modo ed anche il suo lavoro è singolare: ogni mattina va a piedi a presidiare un poco trafficato passaggio a livello. La loro vita comunque trascorre placida, i due sostanzialmente si vogliono bene e vivono con la anziana madre e sua nipote (Sabina Guzzanti). Quando la madre si sente male e viene ricoverata, l'unico modo per tenerla in vita è affidarsi alle costose cure di un medico privato (Felice Farina, il regista): questi la piazza su di un imponente apparecchio frankensteiniano, con leve e luci, dove la donna resta a vegetare. Certamente qualcosa si è incrinato nella vita dei due, a cui piacerebbe tornare a vivere "come prima": anche Cris è teso e addirittura fa cilecca con la assistente del dottore. Sarà il gesto "matto" di Ivano a sbloccare le cose, spegnendo il macchinario maddoctoriano in un tripudio di scoppiettii e fumi. Nell'ultima "poetica" inquadratura vedranno sorgere di notte all'orizzonte la scritta "Fine".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Film particolare questo, che sarebbe facilissimo stroncare. Esile, surreale, è impostato su di un ritmo adagiato e stralunato che ben si accompagna alla recitazione dei due protagonisti, o più precisamente al personaggio di Ivano. Anche le battute sono pronunciate in modo staccato le une dalle altre e neppure gli snodi narrativi importanti accelerano il ritmo del film, che resta sostanzialmente "orizzontale". Tenero, quasi toccante, il film trasmette a tratti, complice il bel (quasi eccessivamente) tema musicale, un senso di drammaticità esistenziale, il che è già qualcosa; pure le ambientazioni desolate sono consone.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Certo, la polpa è poca, il film sembra sempre viaggiare ad un metro da terra con la sua leggerezza senza planare mai e non tutte le situazioni funzionano: le battute mattoidi di Ivano talora strabordano nell'imbarazzo. Le risate sono ben poche, sovrastate da qualche sorriso e da un senso persistente di malinconia. Piero Natoli ha due piccoli ruoli: il camionista borchiato che aggredisce (si fa per dire) Ivano e un dottore, Remo Remotti è un venditore ambulante. La Guzzanti invece si ritaglia uno spazio comico che sembra anticipare il suo futuro, quando il suo personaggio intervista con voce alterata la zia.&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span&gt;&lt;i&gt;A.V.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-4699268099153907831?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/4699268099153907831/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=4699268099153907831' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/4699268099153907831'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/4699268099153907831'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2010/09/incompresi-comici-allo-sbaraglio.html' title='Incompresi. Comici allo sbaraglio. AFFETTI SPECIALI'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TIQBtEV8gvI/AAAAAAAAAtM/4b-1mHMxwU4/s72-c/gem+ruggeri.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-8542889729264434786</id><published>2010-09-05T12:50:00.000-07:00</published><updated>2010-09-05T13:39:41.343-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Memorabilia'/><title type='text'>Memorabilia. PORNO VINTAGE</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TIP9k3EjAHI/AAAAAAAAAs8/8KHTzA_Ryqg/s1600/porno1.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 114px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TIP9k3EjAHI/AAAAAAAAAs8/8KHTzA_Ryqg/s400/porno1.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5513529178531758194" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;img src="http://2.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TIP90WdDWMI/AAAAAAAAAtE/FWwLjAB8JXs/s400/porno2.jpg" style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 151px; height: 400px;" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5513529444654078146" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un "Memorabilia" piccante, a base di film vietati ai minori risalenti all'epoca in cui certe cose si cominciavano a vedere in sala. &lt;i&gt;I piaceri privati di mia moglie&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;Penetration&lt;/i&gt; sono flani datati 1978. Se l'"erotica moglie" ha un grande successo, il pubblico di Jasmine la Rouge è persino fremente ed incontenibile (sembra di vederlo muoversi sulle seggioline), anche se non erano ancora anni di hard vero e proprio nelle sale italiane, se non di contrabbando. Digitando su Google "Jasmine la Rouge penetration" si ottengono una serie di link relativi a Jasmine Rouge, attrice hard rumena (bionda) attiva ora. &lt;i&gt;La pornocarovana&lt;/i&gt; dovrebbe risalire al 1981: qui, castamente, non ci sono immagini, se non quelle che si possono creare in mente figurandosi il plot descritto sul flano, con cowboy e pellerossa una volta tanto uniti ad aspettare la speciale carovana.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;A. V.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-8542889729264434786?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/8542889729264434786/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=8542889729264434786' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/8542889729264434786'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/8542889729264434786'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2010/09/memorabilia-porno-vintage.html' title='Memorabilia. PORNO VINTAGE'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TIP9k3EjAHI/AAAAAAAAAs8/8KHTzA_Ryqg/s72-c/porno1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-505982186276495973</id><published>2010-06-13T14:43:00.000-07:00</published><updated>2010-06-13T14:46:51.498-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Incompresi'/><title type='text'>Incompresi. Comici allo sbaraglio. SAREMO FELICI</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TBVRnnX-VKI/AAAAAAAAAs0/MCoXQLaVkIQ/s1600/saremo+felici.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 200px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TBVRnnX-VKI/AAAAAAAAAs0/MCoXQLaVkIQ/s400/saremo+felici.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5482377862419731618" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Italia 1989.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fantasma de &lt;span style="font-style: italic;"&gt;I vitelloni&lt;/span&gt; aleggia inevitabilmente su &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Saremo felici&lt;/span&gt;, che mostra una Cesenatico non solo nella sua veste estiva, ma in quella molto più grigia dei mesi non assolati, in cui i protagonisti trascorrono la loro vita. E' una tipica vita di provincia, col suo fulcro in un bar, per i protagonisti. Checcone gestisce una stazione di servizio e sogna di fare il ballerino in America con Maddalena, ragazza che vorrebbe ma tratta male, quasi con autolesionismo; Mirko (Maurizio Ferrini), nullafacente, corteggia una donna francese di passaggio; Lorenz, spiantato, con una moglie e un figlioletto che sembra non aver sostanze e voglia per curare, ha velleità di cantautore; Caronte lavora nel traghettino tra le due sponde della cittadina e cura nerdisticamente la videoteca di casa. Ognuno ha sue speranze o sogni infondati di successo. L'approssimarsi di una serata-show estiva può essere una occasione per Mirko, Maddalena e Lorenz, ma l'unica cosa che i maschi sapran fare è una plateale lite che manda a monte l'evento. Finale a distanza di un po' di tempo, con alcune cose che paiono ricomposte ed altre che, si lascia intendere, proseguono come prima.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Il presentatore Corrado Tedeschi fa praticamente sè stesso (il suo personaggio si chiama Corrado) impersonando il conduttore dello show, a cui Maddalena cerca di aggrapparsi per agguantare un po' di successo, venendo però trattata con freddezza. I protagonisti sono dei bamboccioni che non si invidia e che Brunetta sicuramente prenderebbe a sberle: sulla quarantina, vivono ancora coi loro genitori. Checcone, per esempio, matura ora la ribellione contro il padre, ex partigiano chiuso nel suo mondo. Ma se gli uomini sono così, alle donne non va meglio: il personaggio di Amanda Sandrelli si deprime andando inutilmente dietro a Mirko, Maddalena come accennato cerca l'uomo giusto per inserirsi, la moglie di Lorenz tira avanti aspettando che il marito torni, si accenna ad un suo inciucio con Caronte ma la sceneggiatura qui sembra monca.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Film.tv.it lo definisce senza mezzi termini "fatto coi piedi e recitato ancora peggio", e scrive che Ferrini è meglio nei panni della signora Coriandoli. Le ultime due cose non sono prive di fondamento, comunque si tratta di un film gentile, non volgare, un po' triste, lievemente noioso, che sul tema trattato (vita piatta in provincia ecc.) non aggiunge niente di particolare. La morale, declamata dal personaggio della Sandrelli, è scontata (la felicità non è per forza in città, si vuole sempre ciò che non si ha...) e chi detesta il cinema italiano di piccolo respiro eviti, ma tutto sommato si può vedere. Maurizio Ferrini, in una delle sue poche sortite su grande schermo, è coautore del soggetto. Belle sia Alessandra Martines pre-&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Fantaghirò&lt;/span&gt;, mamma in bicicletta (è la moglie di Lorenz) che Jo Champa (Maddalena), attrice nel suo periodo felice in Italia. Passato inosservato all'epoca, la sua esistenza è oggi affidata ad una vhs Vivivideo. Lazotti, all'esordio al cinema, ha poi diretto Tutti gli anni, una volta l'anno, altro film corale di amarezze e rendiconti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:100%;" &gt;A.V.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-505982186276495973?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/505982186276495973/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=505982186276495973' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/505982186276495973'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/505982186276495973'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2010/06/incompresi-comici-allo-sbaraglio-saremo_13.html' title='Incompresi. Comici allo sbaraglio. SAREMO FELICI'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TBVRnnX-VKI/AAAAAAAAAs0/MCoXQLaVkIQ/s72-c/saremo+felici.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-7801928203091012542</id><published>2010-06-13T14:33:00.000-07:00</published><updated>2010-06-13T14:47:52.987-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Incompresi'/><title type='text'>Incompresi. Comici allo sbaraglio. L'ULTIMO CRODINO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TBVPSmlC0cI/AAAAAAAAAss/Yn2Tw3WtJPM/s1600/ultimo+crod.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 214px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TBVPSmlC0cI/AAAAAAAAAss/Yn2Tw3WtJPM/s320/ultimo+crod.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5482375302405607874" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Italia 2009. Di Umberto Spinazzola. Su dvd Dolmen.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno, soprannominato Crodino (Ricky Tognazzi), vive una vita un po' al di sopra delle sue possibilità, cercando di mantenere una bella donna (Serena Autieri). L'altro, soprannominato Pes (Enzo Iacchetti), è un operaio divorziato che deve soldi a vari, contrariati colleghi. Insieme aprono una cascinella di prodotti biologici che  dura pochissimo, perchè gli animali si ammalano. A Crodino viene una bizzarra ispirazione: trafugare la bara del fresco defunto patron di Mediobanca, Enrico Cuccia, e chiedere un riscatto ai suoi familiari. I due mettono la cassa al sicuro, ma delinquenti non ci si improvvisa e le cose non andranno come vorrebbero.&lt;br /&gt;Aperto dalle immagini della mitica intervista di Stefano Salvi ad un Cuccia sguardo a terra e muto, girato e ambientato nella bassa val di Susa, tra Condove e dintorni - con qualche esterno nel centro di Torino - , il film è la storia di due sfortunati che "ci provano", un po' come &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La lingua del santo&lt;/span&gt; di Mazzacurati a cui è spesso associato, ma l'unico vero risultato che ottengono è creare un evento nella routine della vita di provincia. Più ottimista Crodino, più facile alla demotivazione Pes, i due cercano di fare un salto più grande di loro con un crimine singolare, teoricamente in grande stile. Ma stentano a prendersi sul serio e ancor più ad essere presi sul serio come ricattatori, complici il caso ed errori grossolani. Per incastrarli, giunge "dall'alto" un consulente per le forze dell'ordine, una di quelle figure di oscuri burattinai che si fa intendere stiano dietro le loschezze d'Italia, il quale pronuncia una buona battuta: a Messeri che gli chiede da quanto stia visibilmente male per l'ulcera, risponde "Da Ustica".&lt;br /&gt;Premiato da un prevedibile insuccesso, il film però merita qualche possibilità, almeno in televisione. La regia non ha sempre le idee chiare (ad un certo punto c'è un'impennata di macchina a mano enfatica che stona), ma &lt;span style="font-style: italic;"&gt;L'ultimo Crodino&lt;/span&gt; ha un ritmo decente, tensione narrativa (il montaggio alternato fra Crodino che cerca di liberarsi da un impiccio e Pes che fugge convinto sia finita, il chiudersi del cerchio coadiuvato dalle intercettazioni - servono commenti?-), fa sorridere e svela un Enzo Iacchetti bravo e credibile come attore semiserio, dall'aria sbattuta e lontano dalle facezie televisive. Tognazzi non è malaccio, ma risulta più "attore". Si rivede volentieri un canuto Marco Messeri nella parte del bonario maresciallo, mentre Dario Vergassola ha il piccolo ruolo del barista, riuscendo comunque a pronunciare la parola "figa".&lt;br /&gt;Questo è il primo film italiano che utilizza il "naming placement", cioè l'utilizzo di un marchio già nel titolo, le cui "o", sul manifesto, sono sostituite da tappi della nota bevanda. Purtroppo la sponsorizzazione non si ferma lì: il soprannome del personaggio di Tognazzi, il sentirlo chiamare continuamente "Crodino" e una didascalia finale che informa che è stato visto al bar a bersi un Crodino, sono un po' imbarazzanti. Iacchetti è rimasto comprensibilmente male per l'insuccesso del film, cui probabilmente teneva per farsi conoscere in una veste diversa, accusando casa produttrice e distributrice di aver fatto poca e cattiva pubblicità, senza riuscire ad avviare il passaparola. Al punto tale da trasformarsi in paladino fuorilegge per difendere il film: "Ho rubato una copia e la proietterò dovunque mi chiamino devolvendo sempre i soldi [...] ai cassaintegrati della zona"*.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Alessio Vacchi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Torino Sette&lt;/span&gt; n.1021, 24-30/4/'09.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-7801928203091012542?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/7801928203091012542/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=7801928203091012542' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/7801928203091012542'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/7801928203091012542'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2010/06/incompresi-comici-allo-sbaraglio.html' title='Incompresi. Comici allo sbaraglio. L&apos;ULTIMO CRODINO'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TBVPSmlC0cI/AAAAAAAAAss/Yn2Tw3WtJPM/s72-c/ultimo+crod.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-2561322648499163177</id><published>2010-05-30T14:28:00.000-07:00</published><updated>2010-05-30T14:37:29.424-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tra pagina e schermo'/><title type='text'>Tra pagina e schermo. SENZA UN ATTIMO DI TREGUA</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TALaaTrIGdI/AAAAAAAAAsM/wR7BEz5sZj8/s1600/point_blank.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 253px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TALaaTrIGdI/AAAAAAAAAsM/wR7BEz5sZj8/s320/point_blank.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5477180242328558034" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Tit. or. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Point Blank&lt;/span&gt;. Usa 1967. Su dvd Warner (regione 1).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uscito di galera, Parker si mette sulle tracce dell’ex-moglie e di un complice che lo hanno tradito. Non si fermnerà di fronte a nulla pur di raggiungere il suo obiettivo, inimicandosi perfino l’Organizzazione…&lt;br /&gt;Fra gli anti-eroi partoriti dalla crime-fiction del ventesimo secolo uno dei più longevi e interessanti resta sicuramente Parker, il professionista della rapina. Creato dal giallista Donald Westlake, che firmava i romanzi di questa serie noir con lo pseudonimo Richard Stark, Parker è stato portato più volte sullo schermo. Questo film di John Boorman è tratto dal primo romanzo del ciclo, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;The Hunter&lt;/span&gt; (uscito da noi col titolo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Anonima carogne&lt;/span&gt;); e aldilà degli indunbbi meriti artisti, è interessante notare come il Parker di Boorman sia “altro” da quello di Westlake. Sulla carta il Parker di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;The Hunter&lt;/span&gt; è incattivito e smanioso di vendetta, un criminale con un codice d’onore ma trasformato in una belva sanguinaria dopo il tradimento subìto dalla moglie e da un complice che ne era diventato l’amante e la detenzione; premessa per quello che sarà il percorso evolutivo nei romanzi successivi, con il nostro (anti)eroe che pian piano andrà acquistando una maggiore freddezza, risaltando per la sua professionalità e capacità non solo di rimuovere gli ostacoli sul proprio cammino ma anche di accettare l’eventualità della sconfitta. Un vero “duro”, insomma; uno che sa di non avere niente da perdere.&lt;br /&gt;Diverso è il Parker voluto da Boorman; Lee Marvin impersona un fuggiasco, un uomo stanco e amareggiato che dopo l’iniziale molla della vendetta realizza poco a poco che il codice d’onore fra ladri cui si è sempre attenuto non esiste più… o forse non è mai esistito. Nel suo ambiente non ci si può fidare di nessuno; e perfino i gangsters dal grilletto facile si rivelano più affidabili dei delinquenti in doppio petto che li manovrano per poi sbarazzarsene quando non servono più. Parker ha imparato sulla propria pelle questa lezione; e non ci sta a trasformarsi in un burattino. Andrà per la sua strada, sentiremo ancora parlare di lui; ha perso moglie, amici, rinunciando perfino al denaro che gli spettava. Ma, proprio come il suo alter ego letterario, non si è rammollito; la sua fuga non è vigliaccheria, è dettata dal puro istinto animale che gli suggerisce di non fidarsi. Sopravvivere è dura, nella giungla d’asfalto; Parker due o tre trucchi per eccellere in quest’arte è ancora in grado di insegnarli.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Corrado Artale&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-2561322648499163177?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/2561322648499163177/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=2561322648499163177' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/2561322648499163177'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/2561322648499163177'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2010/05/tra-pagina-e-schermo-senza-un-attimo-di.html' title='Tra pagina e schermo. SENZA UN ATTIMO DI TREGUA'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/TALaaTrIGdI/AAAAAAAAAsM/wR7BEz5sZj8/s72-c/point_blank.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-7516201660864311193</id><published>2010-05-16T13:54:00.000-07:00</published><updated>2010-05-16T14:33:35.307-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Incompresi'/><title type='text'>Incompresi. DELITTO SUL PO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S_BkcyIsxuI/AAAAAAAAAsE/zk7WCp8tlsI/s1600/vlcsnap-506713.png"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 187px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S_BkcyIsxuI/AAAAAAAAAsE/zk7WCp8tlsI/s400/vlcsnap-506713.png" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5471983992912529122" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Italia 2001.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Di Antonio Rezza avevamo già recensito &lt;i&gt;&lt;a href="http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2008/05/incompresi-comici-allo-sbaraglio.html"&gt;Escoriandoli&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;, il suo primo lungometraggio. Qualche anno dopo ci ha riprovato, per la seconda e finora ultima volta, con questo &lt;i&gt;Delitto sul Po&lt;/i&gt;, codiretto con la sodale Flavia Mastrella. Si tratta di un film più piccolo,&lt;i&gt; low budget&lt;/i&gt; e misconosciuto, prodotto da Gianluca Arcopinto con la sua defunta e coraggiosa casa Pablo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In poco più di 70 minuti, il film mette in scena qualcosa che somiglia ad un poliziesco, ma all'insegna dello straniamento e del nonsense. Il commissario impersonato da Rezza, vestito in &lt;i&gt;trench&lt;/i&gt;, emerge dalle acque per indagare su quanto vediamo accadere: tre tizi - tra cui l'altro sodale di Rezza Armando Novara ed Elisabetta Sgarbi, ringraziata sui titoli di coda per aver fatto conoscere l'ambientazione - ne accoppano un altro. Rezza pedina, diciamo così, i sospetti, mentre la macchina da presa continua a tornare sul luogo del delitto. Poi li pesca, inevitabilmente: nelle sue parole, "le indagini sono basate sulla visibilità dei sospettati" e "c'erano solo loro tre: chi cazzo dovevo arrestare!?". Gli assassini continuano ad essere sbattuti tra la cella (vedi dopo) e una sala dove vengono interrogati con mimica brutalità, in catene. Un giornalista impiccione viene pure arrestato brevemente e nell'ultima parte le sorprese non mancano: uno dei tre si suicida, un altro evade e vede la Madonna francese (sic). Purtroppo la vede anche il commissario, che ne rimane scioccato. Gli evasi, che ora sono due, ottengono però il fatto loro da parte di... bah, raccontarlo a parole è stucchevole e non rende.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il tutto è girato in un formato panoramico accentuato da una regia a base di inquadrature con la macchina da presa piegata da un lato, primi piani o riprese dal basso. Le ambientazioni sono limitate, la principale è la riva del delta del Po, in cui avviene il misfatto, in cui l'ispettore continua a muoversi e che funge anche da carcere: una grata di ferro, ficcata nella terra all'occorrenza. Poi c'è il commissariato, una stanza in cui lui entra ed esce maltrattando una donna in divisa ed un uomo, il capitano Harris, a cui sono riservate alcune sequenze in cui si presenta con una frase registrata in inglese, un'introduzione allo Shenker method (sic). Il suono è ostentatamente aggiunto in postproduzione, come accade in molti corti di Rezza. Lui doppia alcuni altri personaggi (che dicono poco), dal canto suo il morto emette una specie di belato e l'assistente del commissario "ruggisce". Ma soprattutto, il film è diviso da alcuni secondi di schermo nero in microsequenze della durata di una trentina di secondi ciascuna, perchè inizialmente concepito in queste pillole destinate alla trasmissione televisiva.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Insomma, al confronto &lt;i&gt;Escoriandoli&lt;/i&gt; è un film commerciale. Qui Rezza e Mastrella, oltre a parodiare a loro modo un genere (il commissario tra l'altro riceve telefonate preoccupate da superiori vari), si spingono di più dentro uno sperimentalismo che tocca anche la forma cinematografica e il risultato può estenuare. Alla lunga l'impressione di cazzeggio e di  incartamento si fa strada (consapevole, senza dubbio: il commissario stesso esprime il dubbio che il pubblico possa stancarsi!). Ci sono cose geniali (il giornalista ciccione e il suo modo di esprimersi, l'"interpretazione" dei rapporti sessuali), Rezza si ritaglia spazi in cui piazza scenette e monologhi lampo dei suoi, ma l'impostazione del tutto, quasi autosabotatoria, certo non va incontro allo spettatore. Se Rezza piace, qualche sorriso è assicurato, ma non è il lavoro ideale per avvicinarvisi. Sotto, i primi minuti del film.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;A.V.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="480" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/tINTgdKt0W4&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/tINTgdKt0W4&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-7516201660864311193?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/7516201660864311193/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=7516201660864311193' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/7516201660864311193'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/7516201660864311193'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2010/05/incompresi-delitto-sul-po.html' title='Incompresi. DELITTO SUL PO'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S_BkcyIsxuI/AAAAAAAAAsE/zk7WCp8tlsI/s72-c/vlcsnap-506713.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-732032240938411856</id><published>2010-05-09T14:25:00.000-07:00</published><updated>2010-05-09T14:54:09.684-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Incompresi'/><title type='text'>Incompresi. DE GENERAZIONE</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S-cuhntUbiI/AAAAAAAAAr0/oasVjo-TS_4/s1600/degen.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 214px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S-cuhntUbiI/AAAAAAAAAr0/oasVjo-TS_4/s320/degen.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5469391427594382882" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;Il film a episodi, vecchia abitudine del nostro cinema popolare, negli anni Novanta è ancora praticato qualche volta: nel 1994, anno di &lt;/span&gt;&lt;a style="font-family: georgia;" href="http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2010/04/incompresi-lunico-paese-al-mondo.html"&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:georgia;" &gt;L'unico paese al mondo&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;, vede la luce pure &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:georgia;" &gt;De generazione&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;, lungometraggio che vede uniti undici giovani registi esordienti in &lt;/span&gt;&lt;i style="font-family: georgia;"&gt;shorts &lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;font-family:georgia;" &gt;fortemente tendenti verso l'horror. Dopo il premio del pubblico al Mystfest, la distribuzione del film è stata limitata e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;De generazione&lt;/span&gt; è poi comparso in vhs (solo a noleggio) e sulle reti a pagamento. Un film quindi un po' rimosso, che però visto oggi si rivela un tassello interessante nelle carriere di alcuni personaggi e un'operazione con delle carte da giocare, a dispetto del severo giudizio Mereghettiano, che lo liquida come un &lt;a href="http://www.bizzarrocinema.it/component/option,com_jmovies/task,detail/id,107/"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Adrenaline&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; all'italiana tra Sam Raimi, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Avanzi&lt;/span&gt; (Guzzanti e Pierfrancesco Loche tra gli attori) e il videoclip.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: normal;font-family:georgia;" &gt;Dopo una didascalia autoironica, che definisce il film già una pietra miliare, si parte con una sorta di dichiarazione d'intenti: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Arrivano i nostri&lt;/span&gt; (di Giorgio Bellocchio) vede un agitato Alessandro Haber parlare al telefono con Gillo Pontecorvo (che non vediamo), quando nel suo ufficio irrompono dei giovani zombies (tra essi, i Manetti bros.) che lo costringono alla fuga e a tentare di difendersi con un David di Donatello. Seguono proprio i Manetti col loro "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Consegna a domicilio"&lt;/span&gt;: horror commedia con un giovane alle prese con un corpulento uomo che vuole assolutamente consegnargli un mobile richiesto (a sua insaputa) dalla compagna. Volenteroso e più che sufficiente pure il successivo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Just another vampire story&lt;/span&gt; (di Andrea Maulà), che mette in gioco il vampirismo venandolo di omosessualità in salsa dandy: in un locale gotico, un tizio ne abborda un altro, il quale cerca di convincerlo di essere un vampiro. Colpo di scena finale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: normal;font-family:georgia;" &gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La tv fa male ai bambini?&lt;/span&gt; (di Alberto Taraglio): una bambina, lasciata sola dai genitori a cena con amici, vede animarsi il tv di casa, che si muove e dentro cui uno speaker sembra avercela proprio con lei. Da brividi questo elettrodomestico minaccioso e fa sorridere l'ironia verso l'atteggiamento degli adulti nei confronti del mezzo. In &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Vuoto a rendere&lt;/span&gt;, di Alex Infascelli, c'è ancora Haber nei panni dell'impiegato di un'azienda dalla situazione tesa e precaria. Una volta tornato a casa lo attende una tristezza analoga e un'estrazione di numeri in tv molto particolare. Episodio sicuramente tra i migliori, che traccia in due sequenze un microcosmo alternativo appiccicoso, con ottime atmosfere e un finale a dir poco tranchante. Ruolino muto per Frankie Hi-Nrg.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: normal;font-family:georgia;" &gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Prospettive&lt;/span&gt; di Asia Argento (costumi della sorella Fiore, aiuti i Manetti) è l'episodio più breve ed il meno afferrabile, molto onirico. Alzo le mani e mi affido alla definizione di cinematografo.it: "un balordo volo panoramico psicoanalitico con un ombrellone sollevato dal vento". &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Catene&lt;/span&gt; (di Antonio Antonelli) vede protagonista Corrado Guzzanti in una delle rarissime sortite al cinema. In una compagnia di amici maschi, alcuni vengono letteralmente ridotti con la catena al collo dalle loro donne. Lui spera di scamparla e conosce una fanciulla che sembra diversa... Palese metafora dell'amicizia maschile incrinabile dalle donne e della ginefobia, carino a patto di non prenderlo alla lettera. In &lt;span style="font-style: italic;"&gt;India 21&lt;/span&gt; (di Andrea Prandstraller), un taxista notturno romano ha a bordo un cliente "invisibile": a bordo c'è una borsa e una voce maschile chiede di essere portata a destinazione. L'autista rischia di impazzire, ma il giorno dopo tutto sarà chiaro (...quasi). &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Finalmente insieme&lt;/span&gt; (di Eleonora Fiorini), l'episodio più forte ed efficacemente horror, vede una coppia alle prese coi lavori dentro la nuova casa, ma i due sono vittime di incubi tali da farli agire nella realtà scagliandosi drammaticamente l'uno contro l'altro. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Squeak!&lt;/span&gt; (di Alessandro Valori), con Asia Argento e le musiche di Federico Zampaglione (insieme a Daniel Bacalov) è invece uno dei segmenti più deboli, in cui la cinefilia esibita e l'autoironia non bastano a convincere. Un gruppetto di scalcagnati squattusi rapisce un tizio sfortunato per girarci uno snuff-movie, ma ci si metterà di mezzo anche un'altra banda che usa le arti marziali. Sui titoli di coda, "Urna" di Elio e le Storie Tese.&lt;br /&gt;Pur cercando sempre di trarre il possibile da ambientazioni ed atmosfere, i risultati sono discontinui, ma con almeno quattro centri su dieci... pollice medio. Paolo Bellizzomi, su cui gli autori si sono divertiti a stimolare domande sui titoli e sulla locandina (vedi sopra), è un attore che compare in ognuno degli episodi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;A.V.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-732032240938411856?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/732032240938411856/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=732032240938411856' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/732032240938411856'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/732032240938411856'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2010/05/incompresi-de-generazione.html' title='Incompresi. DE GENERAZIONE'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S-cuhntUbiI/AAAAAAAAAr0/oasVjo-TS_4/s72-c/degen.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-79397641414967783</id><published>2010-05-02T13:25:00.000-07:00</published><updated>2010-05-02T13:39:07.346-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Focus on'/><title type='text'>Focus on. Chuck Norris: SIDEKICKS</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S93i0hDfzWI/AAAAAAAAArs/rcijW-5bhDw/s1600/vlcsnap-448735.png"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S93i0hDfzWI/AAAAAAAAArs/rcijW-5bhDw/s320/vlcsnap-448735.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5466774914551762274" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Usa 1992. Di Aaron Norris. Su dvd in Francia (4:3, fuori catalogo).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Chuck e i ragazzini. Anche nel suo film precedente, &lt;i&gt;Omicidio incrociato&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;, ve n'era uno con cui stringeva amicizia. Qui un ragazzo è protagonista, e Norris r&lt;/span&gt;itorna ad avere un ruolo non di primo piano, come negli anni della "gavetta", ma carico dell'esperienza sui set. L'attore interpreta infatti sè stesso. Barry (Jonathan Brandis, scomparso a 27 anni) è uno studente asmatico grande fan dell'attore, su cui concentra tutta la sua abbondante attività di sognatore anche ad occhi aperti. Si immagina continuamente situazioni in cui combatte a fianco di Chuck. Ma la realtà a cui viene sempre ricondotto è quella della sua scuola, in cui è sfottuto e bullato dal solito prepotente e non riesce a conquistare una ragazzetta. La sua comprensiva insegnante gli fa conoscere lo zio, un ristoratore cinese sui generis che prende ad allenarlo, tra corse ed arti marziali. Le sue scene sono solitamente accompagnate da un tema musicale a base di batteria pesante e notarelle "orientaleggianti", ma la nota più curiosa è che lo interpreta Mako, già incontrato da, o meglio scontratosi con Norris in &lt;i&gt;Triade chiama Canale 6&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;. Comunque, il bullo da' al giovane l'idea di sfidarsi ad un torneone di arti marziali che si tiene da lì a poco. Qui Barry conoscerà Chuck, che accetterà di entrare a far parte del suo team (è necessario essere in quattro per iscriversi).&lt;br /&gt;Avete mai pensato di trovare del metacinema nei film di Norris? Ebbene, qui ce n'è: i sogni del ragazzo sono talvolta parodie di film del nostro, come &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Rombo di tuono&lt;/span&gt;, con lui che esce dall'acqua insieme a Chuck smitragliando i nemici e ancora &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Omicidio incrociato&lt;/span&gt;, di cui viene parodizzata la sequenza di resa dei conti. Altrimenti sono comunque situazioni eccessive, fumettistiche: il sogno di apertura lo vede fiancheggiare il suo idolo nel menare un'orda di ninja, mentre i due roteano scalciando insieme, altrove è torturato da una specie di nazistone mentre Chuck, legato, gli dice di resistere. Vediamo anche Norris alle prese col western, vestito da pistolero in un saloon, ma qui il più lo fa il ragazzo che è sfottuto per aver chiesto del latte ma poi da' una lezione a un ceffo in modo simile a quanto faceva Terence Hill in un suo film ("Su i calzoni!").&lt;br /&gt;C'è dell'ironia nel film, decisamente. Se è normale trovarla nella "tradizionale" sequenza della mandria di prepotenti da sgominare al ristorante (lo fa il cinese), i personaggi sono spesso burleschi: lo è spesso il ristoratore-maestro, lo è l'allenatore montato, trainer del bullo, che disprezza apertamente Chuck e lo sono i vari cattivoni dei sogni. L'ultima parte, ambientata al torneo-esibizione, è un po' lunghetta. Chuck combatte contro il suo "nemico", stendendolo in modo cartoonesco, mentre la sfida tra Barry e il suo rompiballe non avviene con un match diretto ma a suon di prove di sfasciamento mattoni con la mano di taglio. Non si crea un gran rapporto tra Norris e il suo fan, è più una collaborazione ed alla fine tra i due c'è un dialogo che forse è l'ennesimo sogno ad occhi aperti di Barry. Meno peggio di come ci si potrebbe aspettare, in parte scontatello, un po' infantile se si vuole ma almeno con idee autoironiche non da bocciare. Su youtube, al momento, l'intero film è visibile diviso in parti.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;A.V.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;object width="480" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/K8GsVj-LXZw&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/K8GsVj-LXZw&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-79397641414967783?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/79397641414967783/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=79397641414967783' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/79397641414967783'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/79397641414967783'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2010/05/focus-on-chuck-norris-sidekicks.html' title='Focus on. Chuck Norris: SIDEKICKS'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S93i0hDfzWI/AAAAAAAAArs/rcijW-5bhDw/s72-c/vlcsnap-448735.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-354009305073469607</id><published>2010-04-25T08:42:00.001-07:00</published><updated>2010-04-25T08:45:18.856-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Io c&apos;ero'/><title type='text'>Io c'ero. Festival ed eventi vari. DA SODOMA A HOLLYWOOD 25, Torino, 15-22/4/2010. Pars costruens</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S9RjXhaqhfI/AAAAAAAAArk/UfkTofaaTJc/s1600/ive+heard.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 185px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S9RjXhaqhfI/AAAAAAAAArk/UfkTofaaTJc/s320/ive+heard.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5464101503665604082" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Le recensioni più specifiche che seguiranno, sui film visti al festival, non sono positive. Ma non si vorrebbe passare per difficili, criticoni, disfattisti o altro. Per cui, una rapida carrellata su altre visioni più gradite della manifestazione. Nell'omaggio alla regista canadese Patricia Rozema, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ho sentito le sirene cantare&lt;/span&gt; (1987) è un film divertente che rivela una commediante simpaticissima, Sheila McCarthy, nella parte della goffa e solitaria segretaria di una gallerista-artista di cui è invaghita. Tra i corti presentati della Rozema, si ritrova la McCarthy in Desperanto, in cui decide di concedersi una vacanza a Montreal, puntando tutto su un'ultima notte di festa in cui si farà decisamente notare, fino a fingersi svenuta e sdoppiarsi. Se la McCarthy è per così dire una bruttina affascinante e dotata di stile, adorabile nelle sue gaffes, Patricia Charbonneau nel buon &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Cuori nel deserto&lt;/span&gt; (1985) è invece una bomba sexy senza tanti "ma": giovane lesbica procace che seduce con pervicacia una insegnante venuta a stare momentaneamente in un ranch, in un film ben fatto, scritto con intelligenza nel trattare i moti dell'animo.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dzi Croquettes&lt;/span&gt;, premio del pubblico come miglior documentario, racconta in modo coinvolgente la storia di un movimento artistico danzante di enorme importanza nella storia culturale brasiliana, un fenomeno di successo che sfidò la censura della giunta militare con  i suoi talentuosi uomini iper-conciati da donne, per sconfinare in tournée europee (e conquistarsi l'apprezzamento di vips tra i quali Liza Minnelli, tra gli intervistati).&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;La proposta culturale del festival è stata di qualità altalenante, ma comunque ricca ed interessante, come e più di prima. Si spera più che altro che la politica, ora, non vi metta becco.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Alessio Vacchi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella foto, Sheila McCarthy in &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ho sentito le sirene cantare&lt;/span&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-354009305073469607?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/354009305073469607/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=354009305073469607' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/354009305073469607'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/354009305073469607'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2010/04/io-cero-festival-ed-eventi-vari-da_3355.html' title='Io c&apos;ero. Festival ed eventi vari. DA SODOMA A HOLLYWOOD 25, Torino, 15-22/4/2010. Pars costruens'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S9RjXhaqhfI/AAAAAAAAArk/UfkTofaaTJc/s72-c/ive+heard.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-7896811920455246354</id><published>2010-04-25T08:36:00.000-07:00</published><updated>2010-04-25T08:41:58.977-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Io c&apos;ero'/><title type='text'>Io c'ero. Festival ed eventi vari. DA SODOMA A HOLLYWOOD 25. BANDAGED + BELLE DE NATURE e ECSTASY IN BERLIN 1926</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S9RimmzD92I/AAAAAAAAArc/P3Lg_gjdtlE/s1600/Bandaged.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 190px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S9RimmzD92I/AAAAAAAAArc/P3Lg_gjdtlE/s320/Bandaged.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5464100663296522082" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Germania/Usa/Francia 2009.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;title&gt;&lt;/title&gt;&lt;meta name="GENERATOR" content="OpenOffice.org 3.0  (Win32)"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	--&gt; 	&lt;/style&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;In seguito ad un atto autolesionistico, una ragazza che vive con la zia ed un padre severo medico, è costretta a letto col viso bendato. Viene chiamata ad assisterla una infermiera "molto" amorevole, mentre il padre attende il momento dello sbendaggio. Una volta che la ragazza torna ad avere un viso, tra lei e l'infermiera esplode definitivamente l'attrazione, destinata a causare, come ovvio, dei problemi.&lt;br /&gt;Uno dei pochi film nuovi visti al festival da chi scrive si è rivelato purtroppo una delusione, rispetto alle aspettative alimentate dal plot e dalle parole di presentazione. "Le parole sono importanti!", direbbe Moretti, ma è anche vero che non è un film ben definibile: &lt;i&gt;thriller&lt;/i&gt;? E cosa c'è mai di thriller? La suspance è da cercare col lumicino, fatti salvo magari gli ultimi minuti in cui si tirano le fila. &lt;i&gt;Chirurgico&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;, beh, c'è una&lt;/span&gt; sequenza di operazione che ha creato il panico negli spettatori, molto emozionali. E' un film erotico? Insomma, ci prova, ma non ci si facciano idee strane di sadomaschismo o che: l'erotismo è loffio e molto tiepido, si anima un poco di più una volta che la ragazza è sbendata e le due donne possono amoreggiare in modo più libero. E' una storia gotica? L'ambientazione è quella che è, in una villa isolata, ma nn c'è un lavoro particolare di fotografia, ad esempio, che valorizzi o dia atmosfera.&lt;br /&gt;Purtroppo, la noia giunge inesorabile in un film che forse si fida troppo di sè stesso senza avere molto da dire. Si percepisce la voglia di girare in modo raffinato della Beatty, ma tra una lunga sequenza e l'altra, la lentezza e l'algidità la fanno da padrone e durante la visione non si capisce dove si voglia andare a parare, nè se interromperla o sperare e aspettare che qualcosa si smuova. Eppure questo secondo lungometraggio della regista è prodotto nientepopodimenoche da Abel Ferrara: chissà cosa vi avrà scorto. Colpisce, nel ruolo del padre austero e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;charmant&lt;/span&gt;,  Hans Piesbergen, col suo volto a metà tra David Bowie e Rocco Siffredi.&lt;br /&gt;Con i corti dell'autrice non va meglio, anzi. Se &lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Belle de Nature&lt;/span&gt; non rinuncia alla cifra stilistica della Beatty, la noia, in esso si fa però strada qualche squarcetto interessante. Collocando la protagonista, nuda, in mezzo alla natura "selvaggia", la regista ne valorizza le percezioni sensoriali cercando di rendercele - le gocce di pioggia sulla lingua sono la cosa che funziona meglio - . Il fine non è certo l'onanismo, ma per quanto sul crinale del ridicolo, tra insetti amoreggianti e piante che scudisciano, le pretese artistiche pesano meno rispetto a un lavoro come &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ecstasy in Berlin 1926&lt;/span&gt;, che metterebbe a dura prova un santo. In un bianco e nero che poi si fa seppiato, come vedessimo una cartolina d'epoca animata e sporcacciona, una fanciulla si inietta qualcosa nella coscia per poi venire "sedotta" e sottoposta a giochi sadomaso-fetish da parte di un'altra. Alla terza tranche di sculacciamento soft, non si capisce cosa trattenga dall'uscire dalla sala - neppure i corpi delle attrici - . Spiace fare gli "uomini della strada", ma non c'è ragione per cui un lavoro simile duri circa 40 interminabili minuti, se non la mancanza di controllo e critica su quel che si fa. Da salvare, comunque, qualche idea visiva, come la ripartizione dell'inquadratura in verticale.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;A.V.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-7896811920455246354?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/7896811920455246354/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=7896811920455246354' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/7896811920455246354'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/7896811920455246354'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2010/04/io-cero-festival-ed-eventi-vari-da_285.html' title='Io c&apos;ero. Festival ed eventi vari. DA SODOMA A HOLLYWOOD 25. BANDAGED + BELLE DE NATURE e ECSTASY IN BERLIN 1926'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S9RimmzD92I/AAAAAAAAArc/P3Lg_gjdtlE/s72-c/Bandaged.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-1467528707687424688</id><published>2010-04-25T08:30:00.000-07:00</published><updated>2010-04-25T08:36:34.121-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Io c&apos;ero'/><title type='text'>Io c'ero. Festival ed eventi vari. DA SODOMA A HOLLYWOOD 25. THE IRON LADIES</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S9Rha_lVI-I/AAAAAAAAArU/qn25QxigcTw/s1600/Iron+ladies.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 222px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S9Rha_lVI-I/AAAAAAAAArU/qn25QxigcTw/s320/Iron+ladies.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5464099364279755746" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Thailandia 2000. Di Youngyooth Thongkonthun. Con Chaicarn Nimpulsawasdi. Su dvd 01.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;(Ri)Proposto nella sezione "I 25 film che ci hanno cambiato la vita", si tratta di una pellicola di enorme successo in patria, uscita da noi in sordina solo nel 2005. E' una commedia sportiva che sarebbe abbastanza classica: abbiamo una squadra di pallavolo maschile scalcagnata, che unisce elementi bizzarri ma di talento, che scala le tappe, arrivando in alto, per poi vivere un momento di crisi a cui segue la definitiva consacrazione in campo, contro una squadra avversaria capitanata da un bullo. Ma la peculiarità della squadra degli/delle Iron Ladies è che trattasi di un ensamble di gay, trans, travestiti (guidati da una coach lesbica), con solo un elemento "davvero" maschile.&lt;br /&gt;In mezzo all'entertainment abbastanza svaccato - non è un film fine, anzi è sboccatello - , il film propone il valore della tollerenza della diversità, non compresa ed accettata da alcuni - il capitano bulletto, il padre di un giocatore; mentre la squadra dell'esercito in cui viene reclutato un altro è tutta supergay e i genitori di un altro ancora sono fan entusiasti della squadra - , ma che alla fine si sa imporre e vincere. Anche con esplicitezza (o didascalicità a essere cattivi), come il personaggio del &lt;i&gt;mister&lt;/i&gt; maschilista a cui la coach fa un discorso schietto di rimprovero. Il ritmo è spigliato, anche se di sport se ne vede poco, spezzato in gesti di campo, schiacciate poderose, senza che si segua mai del tutto un incontro - un po' più quello finale - . Si ridacchia, ma la consapevole leggerezza non implica automaticamente un giudizio positivo. Perchè il fatto che sia  una commedia non assolve automaticamente il fare, di alcuni personaggi, delle checche estremamente macchiettistiche, iper-ammiccanti, personaggi che si rendono ridicoli col loro atteggiarsi, di modo che si ride di loro con gag quali il "drammatico" spezzarsi di un'unghia. Sembrano un po' degli scemetti frivoli, tanto che quando l'etero della squadra sbrocca per la loro poca professionalità, si ha voglia di supportarlo. Anche il fatto che, durante il match finale, la squadra ritrovi la carica soltanto truccandosi, come se essere sè stessi significasse quello, lascia perplessi. A parte le sciocchezze e le colorerie (simpatici i titoli di testa), si fa notare qualche momento surreale -la palla che continua a girare su sè stessa- , à la "Shaolin Soccer". Alla base c'è la storia di una squadra vera: le Iron Ladies hanno vinto il campionato nazionale nel 1996 e se ne vedono delle immagini sui titoli di coda. C'è un sequel del 2003, ma è stato meno filato. Si preferisce non sapere come sia il doppiaggio italiano.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;A.V.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-1467528707687424688?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/1467528707687424688/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=1467528707687424688' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/1467528707687424688'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/1467528707687424688'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2010/04/io-cero-festival-ed-eventi-vari-da_25.html' title='Io c&apos;ero. Festival ed eventi vari. DA SODOMA A HOLLYWOOD 25. THE IRON LADIES'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S9Rha_lVI-I/AAAAAAAAArU/qn25QxigcTw/s72-c/Iron+ladies.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-6391248698496787786</id><published>2010-04-25T08:24:00.000-07:00</published><updated>2010-04-25T08:30:54.748-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Io c&apos;ero'/><title type='text'>Io c'ero. Festival ed eventi vari. DA SODOMA A HOLLYWOOD 25. AND THEN CAME LOLA</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S9RgEkg1lDI/AAAAAAAAArM/bvDtVx8eptM/s1600/And+then+c.L..jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 214px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S9RgEkg1lDI/AAAAAAAAArM/bvDtVx8eptM/s320/And+then+c.L..jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5464097879544402994" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Usa 2009. Di Ellen Seidler e Megan Siler. Con Ashleigh Sumner. Su dvd Wolfe Video (regione 1).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lola deve portare un portfolio di suoi utili scatti alla compagna Casey, che si trova ad un incontro di lavoro che potrebbe essere importante. Deve farlo in tempo, quindi deve correre per San Francisco, passando a ritirare le foto dalla sua ex. Altra insidia, cruciale: Danielle, ex fiamma di Casey (Cathy DeBuono, bellezza mascolina vista pochi giorni prima al festival in quella sorta di anemico telefilm che è "Tremble &amp;amp; Spark"), è la possibile datrice di lavoro con cui sta colloquiando in un bar, quindi... allarme baccaglio.&lt;br /&gt;Prodotto, non a caso, dalla Fast Girl Films, &lt;i&gt;And then came Lola &lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;è un film che fin dal titolo si richiama al successo di Tom Tykwer del 1998 con Franka Potente, &lt;/span&gt;&lt;i&gt;Lola corre&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;, in cui c'era di mezzo un fidanzato (maschio) da cui correre con un malloppo di soldi. Rispetto al film di riferimento, &lt;/span&gt;&lt;i&gt;And then came Lola &lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;è definito "parodia" sul programma del festival, il che è vero ma lo si potrebbe anche definire un suo parziale remake, una rielaborazione in chiave di lesbocommedia di quel film&lt;/span&gt;. Anche qua, la stessa situazione narrativa è riproposta, rilanciata tre volte, in modi differenti, giocando sulle possibili variazioni del caso e del comportamento delle persone. Anche qua ci sono momenti in cui la fiction lascia il posto all'animazione, rendendo così la narrazione a tratti surreale: viene pure così rifatta la sequenza in cui la protagonista scende di corsa le rampe di scale di casa, con un tizio-ostacolo che la fa cadere.&lt;br /&gt;C'è una certa brillantezza nella scrittura, soprattutto nei dialoghi, il che fa assicurare un po' di divertimento (ad esempio quando Danielle, di origini italiane, viene definita "stallone italiano"). Ma la simpatia non basta per non far boccheggiare il film dopo un po' e la durata percepita è decisamente maggiore dei 70 minuti di durata reale. Non giocano a favore certe scelte da telefilm: estetiche, perchè in molti momenti amorosi ci sono tremendi tagli di luce, molto estetizzanti, sui corpi - per inciso, non c'è praticamente alcun nudo - , e musicali, dato che il film è accompagnato da tanta (un po' troppa) musica pop à la Avril Lavigne. Nè, tutto sommato, il lato serio e con pretese che prende corpo verso la fine. In mezzo alle tre tranches narrative ci sono momenti di pausa, in cui i personaggi dicono allo spettatore - ad una psicologa, nell'universo diegetico - il loro pensiero sul significato della coppia, sull'importanza del sesso, su cosa ci si aspetta dall'altro e sulla fiducia, che è il tema chiave: Lola deve dimostrare alla compagna di poter aver fiducia in lei, e dai e dai alla fine ci riesce. Ma, come accennato, il film ci arriva con stanchezza, un po' come la protagonista.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;A.V.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-6391248698496787786?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/6391248698496787786/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=6391248698496787786' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/6391248698496787786'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/6391248698496787786'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2010/04/io-cero-festival-ed-eventi-vari-da.html' title='Io c&apos;ero. Festival ed eventi vari. DA SODOMA A HOLLYWOOD 25. AND THEN CAME LOLA'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S9RgEkg1lDI/AAAAAAAAArM/bvDtVx8eptM/s72-c/And+then+c.L..jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-2610915458446133179</id><published>2010-04-11T14:01:00.000-07:00</published><updated>2010-04-11T14:13:52.618-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Incompresi'/><title type='text'>Incompresi. L'UNICO PAESE AL MONDO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S8I7L2gPvTI/AAAAAAAAArE/DImDDR-JRYw/s1600/berlusconi_1994.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 178px; height: 155px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S8I7L2gPvTI/AAAAAAAAArE/DImDDR-JRYw/s320/berlusconi_1994.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5458990773121826098" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Nel 1994, nasce Forza Italia: Silvio Berlusconi scende in campo in politica per la prima volta. Un gruppo di cineasti, poco persuaso dalla sua propaganda, fiuta il pericolo e si unisce per un cortometraggio politico di venti minuti, composto da nove episodi flash. &lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;L'unico paese al mondo&lt;/span&gt;, questo instant-movie antiberlusconiano, ha avuto una distribuzione limitatissima, solo nel periodo elettorale e "nelle sale di Moretti e amici", per poi sparire; chi scrive l'ha visto al cinema Massimo di Torino, meritoriamente inserito all'interno della retrospettiva su Mario Martone&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Gli episodi non sono titolati nè firmati - ma il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dizionario dei film italiani stracult&lt;/span&gt; ci viene incontro - e sono separati da una schermata rossa (ahi) col titolo del film. In ordine libero: Nanni Moretti compare e si autocita in due episodi, il primo e l'ultimo, che funzionano come brevi aggiornamenti di "suoi" film. Luchetti infatti fa tornare i protagonisti de &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il portaborse&lt;/span&gt;: Luciano Sandulli (Silvio Orlando) fa un incubo in cui vede il politicastro Cesare Botero (Moretti) che si prepara ad un discorso in cui parlerà di un milione di posti di lavoro e attaccherà i comunisti. Si sveglia e va in bagno agitato, ma una volta chiuso lo specchietto, in pieno stile horror, si ritrova Botero e soci riflessi: "Siamo tornati". Moretti chiude il minifilm in stile &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Caro diario&lt;/span&gt;, lo vediamo ripreso con un camera car, da dietro, come in quel film, mentre gira in Vespa in Francia e spiega che là Berlusconi non avrebbe potuto candidarsi a causa del possesso di reti tv, che là le cose van meglio a causa di un sistema e una borghesia più normali. Dopodichè &lt;span style="font-style: italic;"&gt;dice&lt;/span&gt; i titoli di coda, in cui elenca in ordine alfabetico tutti quelli che han partecipato al film (Ferzan Ozpetek, non ancora regista, tra gli altri).&lt;br /&gt;Orlando è protagonista per Marco Risi di uno dei segmenti più forti ed attaccabili, in cui impersona un tizio mellifluo che segue un bambino una volta che questi esce da scuola. Quando il bambino, alle strette, gli chiede cosa voglia, lo pseudo-pedofilo lo rassicura, vuole solo dirgli qualcosa di importante per il suo futuro: gli sussurra "Forza Italia..." e poi si allontana imbarazzato, mentre l'altro piange. La tenera età è protagonista di altri due segmenti. Il primo è uno scorcio di vita dello sceneggiatore-regista Stefano Rulli col figlio affetto da problemi psichici, che dieci anni dopo racconterà in &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Un silenzio particolare&lt;/span&gt;. Rulli esprime la convinzione che con un governo targato FI non sarebbe a occuparsi del figlio e che le persone disagiate sarebbero emarginate e vittime di politiche miopi. Nel segmento di Francesca Archibugi vediamo alcuni bimbi che giocano, ma uno di loro non rispetta le regole, distrugge, è arrogante: "In casa mia le cose degli altri sono mie", dice all'incirca. Gli altri due lo manderanno simpaticamente a quel paese, andandosene da soli.&lt;br /&gt;Il campo da calcio è protagonista in due segmenti. In quello di Marco Tullio Giordana, una voce fuori campo esprime con chiarezza i motivi per cui Berlusconi potrebbe non essere uno che rispetti le regole in campo, a causa della concentrazione di molti poteri nelle sue mani, mentre seguiamo veloci passaggi di palla con la macchina da presa sulle gambe dei giocatori. Nell'altro, Antonio Capuano filma un televisore che esce, su ruote, da un istituto per fermarsi al centro di un campo da calcio del tutto vuoto. Si accende e parte un discorso-spot dell'epoca in cui l'attuale premier, visibilmente un po' più giovane, spiega posato la sua discesa in campo in quanto amante della libertà. Ma un pallone da calcio sfonda all'improvviso lo schermo, mentre si ode una ola. Il meno esplicito è Martone, con un blob di vecchie facce della politica in bianco e nero, mentre la voce di Mike Bongiorno da un suo telequiz fa la domanda: "Che cos'è una coalizione?". Mazzacurati filma in piano sequenza un "candidato" sui trenta, ben vestito, che attacca un discorso sguardo in camera, esordiendo con "Io sono un cialtrone", proseguendo con cose più o meno discutibili e chiudendo con "Non riuscirete a fermarci", detto con un sorriso sicuro.&lt;br /&gt;Definito da Marco Giusti "l'oggetto più strano del cinema italiano anni '90", è un'operazione di consapevole, esplicita propaganda, in cui si attacca Berlusconi, si esternano la preoccupazione, i dubbi ed i timori per il suo ingresso in politica e per il futuro dell'Italia in caso di vittoria della sua coalizione. Colpisce, di quest'operazione "fallimentare", la sua notevole attualità, dato che l'uomo con cui se la prende sta dove sta e le questioni che emergono - come il conflitto di interessi - sono del tutto irrisolte. Simpatico e un po' inquietante. Per i fans del premier, un reperto che, nonostante l'esplicitezza di alcuni discorsi, probabilmente li confermerà dell'esistenza dell'Italia che odia sin dai tempi del suo esordio politico. Risulterebbe prodotto dalla Sacher Film morettiana, ma il sito della casa non lo cita.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Alessio Vacchi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-2610915458446133179?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/2610915458446133179/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=2610915458446133179' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/2610915458446133179'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/2610915458446133179'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2010/04/incompresi-lunico-paese-al-mondo.html' title='Incompresi. L&apos;UNICO PAESE AL MONDO'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S8I7L2gPvTI/AAAAAAAAArE/DImDDR-JRYw/s72-c/berlusconi_1994.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-6410687196290981829</id><published>2010-04-04T13:47:00.000-07:00</published><updated>2010-04-04T14:04:55.874-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Focus on'/><title type='text'>Focus on. Chuck Norris: OMICIDIO INCROCIATO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S7j-1sdbsdI/AAAAAAAAAq8/RHlYlRFq2oI/s1600/hitman.png"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S7j-1sdbsdI/AAAAAAAAAq8/RHlYlRFq2oI/s400/hitman.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5456391146980487634" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Tit. or.: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;The Hitman&lt;/span&gt;. Usa 1991. Su dvd Warner (regione 1, in 4:3).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Warning&lt;/span&gt;: il seguente pezzo contiene anticipazioni  sulla trama e sul finale che possono compromettere la visione a chi non  conosce il film ed intende vederlo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'agente Garrett, nel corso di un irruzione a un centro di smistamento di droga, viene gravemente ferito, volontariamente, da un collega, Ronny. Tre anni dopo, lo ritroviamo col nome di Grogan, assassino/"bravo" al servizio di un malavitoso di origine italiana, Luganni. Ma non è passato dalla parte del male, è un agente sotto copertura ("far undercover", come recita la tag originale). Per il suo capo le cose non vanno troppo bene, c'è un rivale, Lacombe, e i due gruppi si dan filo da torcere a vicenda. Un gruppo di iraniani cerca di inserirsi con le cattive nel milieu criminale della zona: Grogan cerca di fare da ambasciatore, ma Lacombe non vuole saperne di allearsi con Luganni per fronteggiare questa nuova minaccia. Nel frattempo, Grogan stringe amicizia con un ragazzino di colore vicino di casa  e bullato da un coetaneo. Finchè, guarda caso, non si rifà vivo l'uomo che l'aveva quasi ucciso, decisissimo anche lui a prendere il controllo criminale dell'area di Seattle, stringendo alleanze di comodo.&lt;br /&gt;Venti di novità per il cinema del nostro beniamino. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Omicidio incrociato&lt;/span&gt; è una sorta di gangster-action movie molto violento in cui, prima di tutto, il personaggio di Norris è ambiguo, dark, un po' sfaccettato: in pochi minuti lo vediamo semiucciso, per poi tornare in scena sparando in pancia ad un affarista che stava scocciando il suo nuovo, losco capo. Se nel prologo Norris ha un look "adulto", con una zazzera di capelli un pò lunghi, per tutto il resto del film assume un look inedito e un pò messianico: lungo trench nero e capelli portati scompigliati fino alle spalle. C'è poi la ricerca di atmosfera, in sequenze come quella dell'agguato e controagguato in strada: il buio, le strade umide della città, il fumo - inquadrato insistentemente dietro un campanile - . La tensione va e viene, d'altronde le scene col ragazzino raffreddano volutamente la temperatura. In generale c'è un'attenzione alla scrittura complessiva, non di alto livello, ma che risulta quasi raffinata in confronto alla media dei Norris-movies. Qui il suo personaggio è sì protagonista, ma spesso sembra la pedina di un gioco più grande, in cui agisce sul serio nel momento in cui la faccenda diventa più personale, col ritorno dell'ex collega corrotto che, oltretutto, quasi uccide il ragazzetto. Aaron Norris non sarà una cima, ma perlomeno la sequenza in cui Lacombe si allontana nel boschetto scoprendo prima i cadaveri e poi venendo spaventato dall'iraniano, in una sorta di tunnel degli orrori dentro cui corre spaventatissimo, non è male.&lt;br /&gt;Momento cult che ha dell'incredibile e scena più ilare del film è la &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=--BXsFXeEuc"&gt;lezione&lt;/a&gt; che Chuck impartisce al padre razzista - un caso umano sbraitante col riporto - del ragazzo che perseguita Tim: fa il gesto di colpirlo da dietro un vetro e l'altro riceve davvero il cazzottone. Della serie: Chuck può. Altro "grande" momento è l'entrata in scena di Norris per la resa dei conti finale nel capannone: lentamente, col suo vestitone, in mezzo ad un fumo azzurrino, il suo pistolone a doppia canna in una mano e una pistola più normale nell'altra. Significativo che dopo aver liquidato tutti gli scagnozzi a suon di spari, la sfida finale con Ronny sia, al solito, all'arma bianca, a suon di legnate. Ma tra momenti quasi gore nelle sparatorie e una sequenza di tortura verso l'inizio (non ad opera sua), lascia basiti anche il finale: dopo aver lasciato legato ad una sedia appesa nel vuoto Ronny, una bomba piazzata sotto il suo sedere lo fa scoppiare. "God damn', Grogan...! We wanted him alive!", gli fa notare il suo superiore e lui risponde: "...Ain't life a bitch?". Siamo quasi ad un esistenzialismo di crudele ironia. Non troppo rappresentativo, ma uno dei migliori film con l'attore. Carino il tema musicale hip-hop. Secondo Imdb, il discorso che Garrett fa sulla sua infanzia al ragazzino prima di insegnargli rudimenti di autodifesa, raccontando di essere stato anche lui vittima di bullismo, è preso dalla vita vera di Norris.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Alessio Vacchi&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="480" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/9w39aBDe_RQ&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/9w39aBDe_RQ&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-6410687196290981829?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/6410687196290981829/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=6410687196290981829' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/6410687196290981829'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/6410687196290981829'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2010/04/focus-on-chuck-norris-omicidio.html' title='Focus on. Chuck Norris: OMICIDIO INCROCIATO'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S7j-1sdbsdI/AAAAAAAAAq8/RHlYlRFq2oI/s72-c/hitman.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-4187732117111364573</id><published>2010-04-04T13:18:00.000-07:00</published><updated>2010-04-04T13:47:10.954-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Memorabilia'/><title type='text'>Memorabilia. AGENTE 007</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S7j5nxcMT4I/AAAAAAAAAqk/XeKNd7uOzqw/s1600/dalla+russia.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 230px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S7j5nxcMT4I/AAAAAAAAAqk/XeKNd7uOzqw/s400/dalla+russia.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5456385410241154946" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S7j5yoLgOmI/AAAAAAAAAqs/rTeFmvQepeM/s1600/solo+per+occhi.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 400px; height: 242px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S7j5yoLgOmI/AAAAAAAAAqs/rTeFmvQepeM/s400/solo+per+occhi.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5456385596733799010" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S7j5-mFMJaI/AAAAAAAAAq0/2O0MWImJiKw/s1600/bersaglio+mobile.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 365px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S7j5-mFMJaI/AAAAAAAAAq0/2O0MWImJiKw/s400/bersaglio+mobile.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5456385802328876450" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questa volta una serie di flani bondiani, pescati &lt;span style="font-style: italic;"&gt;a random&lt;/span&gt; temporalmente. Dal secondo film della serie a due Bond con Roger Moore degli anni Ottanta, non si pecca mai di modestia: successi colossali, che nessuno può superare... e ovviamente, l'ultimo in ordine di tempo è il più spettacolare ed il più incredibile. Nonostante (o forse proprio grazie a) la cantante Grace Jones come nemica.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;A.V.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-4187732117111364573?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/4187732117111364573/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=4187732117111364573' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/4187732117111364573'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/4187732117111364573'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2010/04/memorabilia-agente-007.html' title='Memorabilia. AGENTE 007'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S7j5nxcMT4I/AAAAAAAAAqk/XeKNd7uOzqw/s72-c/dalla+russia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-9171743224597188034</id><published>2010-03-21T15:50:00.000-07:00</published><updated>2010-03-21T15:54:57.295-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Focus on'/><title type='text'>Focus on. Chuck Norris: DELTA FORCE 2-COLOMBIA CONNECTION: IL MASSACRO</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S6ajUopKbhI/AAAAAAAAAqc/TUgfIvS5GXs/s1600-h/vlcsnap-465168.png"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5451223973881343506" style="WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 210px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S6ajUopKbhI/AAAAAAAAAqc/TUgfIvS5GXs/s400/vlcsnap-465168.png" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Tit. or.: &lt;em&gt;Delta Force 2: The Colombian Connection&lt;/em&gt;. Usa 1990. Di Aaron Norris. Su dvd Mgm.&lt;br /&gt;Warning&lt;/span&gt;: il seguente pezzo contiene anticipazioni sulla trama e sul finale che possono compromettere la visione a chi non conosce il film ed intende vederlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo quattro anni, torna in azione il colonnello McCoy, senza più Lee Marvin, ma sempre con la squadra d'assalto, nuovamente pronta a solcare i cieli. Norris entra in scena in una sequenza al ristorante in cui dà una lezione ad alcuni bulli-skinpunk che stanno maltrattando il ristoratore orientale. Comunque, bisogna fermare il signore della droga di San Carlos, Ramon Cota, che è il responsabile dell'importazione in America della cocaina. McCoy, insieme al collega John, arriva subito al malfattore e lo porta in tribunale. Ma è solo l'inizio: condannato ad una per lui modesta cauzione, Cota si vendica uccidendo moglie e figlio di John che l'aveva provocato, per poi far fuori anche lui, che inutilmente ha sperato di vendicarsi, gassandolo. Non appena McCoy apprende della fine dell'amico, inizia ad allenarsi per andarlo a stanare, mazzolando con le arti marziali i soldati della propria squadra, quasi si stesse sfogando. McCoy inizia a inerpicarsi da solo, tra le rocce, per arrivare ai luoghi di Cota. La squadra, in elicottero, cerca di seguirlo e dargli manforte, smitragliando i centri di fabbricazione della droga. Una volta al covo di Cota, questi pare voler giustiziare McCoy come ha fatto col suo collega. Provvidenziali siluri della squadra scompaginano la situazione: McCoy, acchiappato Cota, si vede inseguito in auto e il tutto prosegue poi tra le frasche, finchè il colonnello non riesce a riunirsi alla propria squadra.&lt;br /&gt;Ramon Cota, interpretato da Billy Drago, è un perfetto villain, temibile ed estremamente sicuro di sè. Sembra un dandy un pò effeminato, elegante, dallo sguardo glaciale. Non esita a giustiziare chi lo tradisce o lo ostacola, con abili mosse di coltello: il marito di una donnetta lavoratrice, che poi diventerà il contatto sul posto di McCoy, o un agente sotto copertura, una volta scoperto. Manda video delle sue malefatte - il massacro seguito a un tentativo di stanarlo all'inizio e l'agonia di John - , è diabolico e indolentemente sadico. Similmente ai Missing in Action, Norris è delegato a combattere contro stati canaglia che non collaborano e la cui feccia crea problemi anche in America. Che stato è quello che permette il prosperare di gentaglia così? Uno stato di emme, guidato da corrotti, la cui sovranità va violata in modo diretto. Significativo il personaggio di Ernesto, espertone al seguito della delta force che non smette un attimo di protestare con il generale biancocrinito per gli atti eccessivi e scorretti che stanno compiendo, risultando petulante ed inutile: contro i delinquenti bisogna agire, senza tanti ma! Il generale, dal canto suo, sembra godersela un mondo nel seguire le prodezze di McCoy. Anche l'inizio in mezzo al carnevale di Rio e una situazione verso la fine, quando il colonnello corrotto sull'elicottero viene raggiunto ed eliminato dall'altro velivolo, sono deja-vu dai Missing in Action&lt;br /&gt;Chuck combatte in un notevole corpo a corpo, che scandisce in "lezioni", contro un baffuto scagnozzo, mentre con Cota non c'è una resa dei conti analoga, anche se pagherà il fatto suo all'ultimo momento, in modo beffardo, dopo aver ucciso pure la sfortunata che aveva reso vedova. Tutta l'azione risolutiva del team, comunque, occupa ampio spazio, fino quasi a stufare, tra cose che esplodono e figurini col mitra che sbucano e vengono uccisi in scioltezza. Una sceneggiatura "da manuale" per un film che riporta Norris su territori più consoni e collaudati, dopo il più singolare ma meno riuscito Un eroe per il terrore. Alcune battute per così dire memorabili: "I see that look in your eye...", dice il collega a Norris nonostante il suo sguardo non espressivissimo; "I didn't fight, I gave a motivational seminar", dice McCoy dopo aver affrontato i bulli al ristorante; Cota stuzzica la coppia di agenti che l'ha fermato, dopo essere stato semiassolto, con "Isn't democracy great?".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;A.V.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/yW-hcUxPqWE&amp;amp;hl=" fs="1&amp;amp;" width="480" height="385" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-9171743224597188034?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/9171743224597188034/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=9171743224597188034' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/9171743224597188034'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/9171743224597188034'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2010/03/focus-on-chuck-norris-delta-force-2_21.html' title='Focus on. Chuck Norris: DELTA FORCE 2-COLOMBIA CONNECTION: IL MASSACRO'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S6ajUopKbhI/AAAAAAAAAqc/TUgfIvS5GXs/s72-c/vlcsnap-465168.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-2173473342136349987</id><published>2010-03-07T14:05:00.000-08:00</published><updated>2010-03-07T14:26:13.165-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Memorabilia'/><title type='text'>Memorabilia. HONOLULU BABY</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S5Ql9M8QUqI/AAAAAAAAAqE/6TI-p8pxeeI/s1600-h/honolulu.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 190px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S5Ql9M8QUqI/AAAAAAAAAqE/6TI-p8pxeeI/s400/honolulu.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5446019582773973666" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questa settimana un flano più recente, del 2001, per un cocente flop italiano. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Honolulu Baby &lt;/span&gt;segna il ritorno alla regia di Maurizio Nichetti (a cinque anni dal film precedente) ed è un progetto in cui l'attore-regista credeva molto, come testimonia l'incessante promozione, mese dopo mese, dalle pagine della sua rubrica su &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ciak&lt;/span&gt;, in cui Nichetti rendeva conto tra le altre cose degli effetti speciali che stava utilizzando, insolitamente per un film italiano. Ma nonostante ciò, l'insuccesso è tale da far mettere la parola fine al suo rapporto diretto con la settima arte.  Sarebbe d'uopo una revisione del film per lo spazio "Incompresi". Da notare la &lt;span style="font-style: italic;"&gt;captatio benevolentiae&lt;/span&gt; per la città di Torino, chissà se era analoga anche in altre metropoli.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;A.V.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-2173473342136349987?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/2173473342136349987/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=2173473342136349987' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/2173473342136349987'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/2173473342136349987'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2010/03/memorabilia-honolulu-baby.html' title='Memorabilia. HONOLULU BABY'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S5Ql9M8QUqI/AAAAAAAAAqE/6TI-p8pxeeI/s72-c/honolulu.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-2567243392788069822</id><published>2010-02-28T14:16:00.000-08:00</published><updated>2010-02-28T14:40:22.083-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comunicazioni di servizio'/><title type='text'>Comunicazioni di servizio. ITALIA AMORE MIO?</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S4rvR-nLulI/AAAAAAAAAp8/sHVmLRGldtw/s1600-h/trio+san.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 239px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S4rvR-nLulI/AAAAAAAAAp8/sHVmLRGldtw/s320/trio+san.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5443426191774825042" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;title&gt;&lt;/title&gt;&lt;meta name="GENERATOR" content="OpenOffice.org 3.0  (Win32)"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	--&gt; 	&lt;/style&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Premessa. La musica di basso livello, trash, perlopiù italiana, mi attira e mi si attacca dentro la testa. Anche il cinema italiano di seconda, terza fila mi interessa, ma una volta visionato un film non lo sto a riguardare; per la musica è diverso, le canzoni durano pochi minuti e si possono riascoltare agilmente. Quindi mi ritrovo spesso a canticchiare dentro di me strofe e ritornelli che si rivelano appiccicosi e tornano insistentemente.&lt;br /&gt;Dev'essere sicuramente per questo motivo che, dopo un'iniziale atteggiamento snobistico - riassumibile in: canzone mediocre, testo muffo, operazione discutibile - mi sono ritrovato ad ascoltare più volte al giorno l'exploit sanremese del trio delle meraviglie giunto secondo all'ultimo festival. Ora spero che qualche altra audiodelizia prenda il suo posto a breve. Ma per ora va così. Dunque, pur non volendo sparare sulla Croce Rossa e partire dalle colpe dei padri, da dove iniziare? Dal buon Enzo Ghinazzi in arte Pupo, ormai più aduso a condurre trasmissioni tv e lontano dai fasti di hit quali &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Gelato al cioccolato&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Su di noi&lt;/span&gt;, che si presta ad aiutare il "principe" Emanuele Filiberto a mettere in musica i suoi sentimenti italianofili. Il cantante toscano si fa esecutore della sua volontà di volersi rilanciare presso il pubblico tricolore, fargli capire cosa ha dentro e farsi accettare. Pupo suona il pianoforte e canta con voce tra l'incerto e il serio. Ma da compositore plagia in modo incredibile &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Over the rainbow&lt;/span&gt; quando il tenore Canonici vocalizza, tanto che pare una citazione, perchè si stenta a credere che non se ne sia accorto. Se non altro questo regala uno dei momenti più divertenti della bella &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=9OAJfEvZ7x8"&gt;parodia&lt;/a&gt; (una delle diverse) che si trova su Youtube. Il principe ci tiene molto a proporsi come italiano ed amante dell'Italia: la cui cultura, ci assicura, è  la sua, ma non si capisce perchè la sua dovrebbe essere veracemente italiana, dato che ha vissuto giusto un pelo in Francia. C'è poi un altro problema di base: non è un cantante, e si sente. Canta come uno di noi che non sappia cantare benissimo.&lt;br /&gt;Ma che cosa cantano, i due più il tenore - l'unico ad essere stato graziato dalle critiche - ? Un testo imbarazzante, di un patriottismo stantio, stucchevole, che poteva essere accettabile poniamo nel 1945, in un paese in ricostruzione. Un uomo con due famiglie e un altro che con la sua, anni fa, aveva chiesto un grosso risarcimento all'Italia, cantano come fossero paladini dei valori italiani. Ovviamente si citano anche la religione e Dio: è al Signore, oltre che "al mondo", che il principe comunica il suo amore per l'Italia. Ci sono versi strambi, incartati e di scarsa musicalità: quello del sentimento "che ci stringe intorno alla nostra famiglia", che ha portato qualcuno su Facebook a divertenti ipotesi nel figurarselo, ma anche "il cuore di un'Italia sola, che oggi più serenamente, si specchia in tutta la sua storia". "Credo nella giustizia" e "Credo... in un paese più normale" in era berlusconiana suonano frasi sovversive, e sarebbe divertente sapere se gli sventolatori di bandiera nel teatro siano amici di uno dei tre, monarchici oppure pidiellini. Apprendiamo da un lato che il principe ha sofferto per chi è misero, ma dall'altro che non si è mai paragonato a chi lo è: ma quindi? Dovremmo dirgli bravo?&lt;br /&gt;Sull'insieme incombe un "chissene" grande come una casa e quel che rimane è buono, salvo patriottici di bocca buona, giusto per un pronto recupero trash, con buona pace delle intenzioni. E tutto ciò a cosa ha portato? Al secondo posto al festival della canzone nazionale. Sarebbe gioco  facile dire che è un posizionamento che rispecchia un più ampio stato delle cose nel paese, o un imbarbarimento del gusto: il brano risulta essere fuori dalle classifiche. Diciamo, anche se pare la scoperta dell'acqua calda, che un festival musicale che dà il secondo posto ad un brano del genere, non ha ragion d'essere in quanto competizione. A quel punto, tanto varrebbe fare una cosa alla Festivalbar: una rassegna musicale in cui però si presentano brani inediti (sì, anche al Festivalbar c'era un vincitore, ma la cosa aveva importanza nulla) e la faccenda odorerebbe meno di presa in giro. Patriotticamente,&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Alessio Vacchi&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-2567243392788069822?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/2567243392788069822/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=2567243392788069822' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/2567243392788069822'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/2567243392788069822'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2010/02/comunicazioni-di-servizio-italia-amore.html' title='Comunicazioni di servizio. ITALIA AMORE MIO?'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S4rvR-nLulI/AAAAAAAAAp8/sHVmLRGldtw/s72-c/trio+san.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-3881568325794762821</id><published>2010-02-21T14:19:00.000-08:00</published><updated>2010-02-21T14:27:24.522-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La youtubata'/><title type='text'>La youtubata. PAPA NERO</title><content type='html'>&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/kC_cvtqh0KE&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/kC_cvtqh0KE&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Che cosa dire del festival appena concluso? Tutt'al più ci torneremo brevemente settimana prossima. Forse. Nel frattempo facciamo un amarcord e torniamo all'edizione del 1997, in cui i Pitura Freska imponevano (nella categoria big!) la loro &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Papa nero&lt;/span&gt;, ispirata all'elezione della prima miss Italia nera (Danny Mendez), che diventerà un tormentone e il loro maggiore successo. Superate l'impatto della Marini a inizio filmato e godetevi l'esibizione del pittoresco (scusate) gruppo veneto.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;A.V.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-3881568325794762821?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/3881568325794762821/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=3881568325794762821' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/3881568325794762821'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/3881568325794762821'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2010/02/la-youtubata-papa-nero.html' title='La youtubata. PAPA NERO'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-6189950644061080847</id><published>2010-02-21T14:07:00.000-08:00</published><updated>2010-02-21T14:17:21.513-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Memorabilia'/><title type='text'>Memorabilia. AMORE MIO AIUTAMI</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S4GvD54rggI/AAAAAAAAAps/s-zFtARYxqo/s1600-h/amore+mio+aiutami+1.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 400px; height: 170px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S4GvD54rggI/AAAAAAAAAps/s-zFtARYxqo/s400/amore+mio+aiutami+1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5440822306453291522" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;  &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S4GvPs_yXSI/AAAAAAAAAp0/dMyh2Ry3ilQ/s1600-h/amore+mio+aiutami+2.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 220px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S4GvPs_yXSI/AAAAAAAAAp0/dMyh2Ry3ilQ/s400/amore+mio+aiutami+2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5440822509151870242" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Due flani per questo classico della coppia Vitti-Sordi, spesso proposto in tv in un&lt;span style="font-style: italic;"&gt; fullscreen &lt;/span&gt;allucinante. Il flano "orizzontale" risale alla prima uscita del film, nell'ottobre 1969 e propone una frase che fa riferimento ai due più recenti successi dei due attori. Il secondo flano riguarda una riedizione del 1973, quando la coppia giunge nelle sale col terzo film girato insieme, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Polvere di stelle&lt;/span&gt; e quindi battere ancora un pò cassa col "vecchio" film ci poteva stare. Che altro aggiungere? Beh, che ovviamente le due sale torinesi citate nei flani sono stra-defunte...&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;A.V.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-6189950644061080847?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/6189950644061080847/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=6189950644061080847' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/6189950644061080847'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/6189950644061080847'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2010/02/memorabilia-amore-mio-aiutami.html' title='Memorabilia. AMORE MIO AIUTAMI'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S4GvD54rggI/AAAAAAAAAps/s-zFtARYxqo/s72-c/amore+mio+aiutami+1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-3223161555662130980</id><published>2010-02-07T13:08:00.001-08:00</published><updated>2010-02-07T13:18:51.294-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Focus on'/><title type='text'>Focus on. Chuck Norris: UN EROE PER IL TERRORE</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S28tqbPA8RI/AAAAAAAAApk/gtXlqF5_4uk/s1600-h/hero+terror.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 228px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S28tqbPA8RI/AAAAAAAAApk/gtXlqF5_4uk/s320/hero+terror.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5435613482147967250" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Tit. or.: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Hero and the Terror&lt;/span&gt;. Usa 1988. Di William Tannen. Su dvd Mgm (regione 1).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'agente O'Brien sta perlustrando il buio covo di quello che pare essere un maniaco sessuale. Il freak in questione lo sorprende e rischia di ucciderlo, ma casca e viene catturato. Questo all'inizio, che si rivela essere un incubo dal passato dell'agente, quando ha acciuffato &lt;span style="font-style: italic;"&gt;the Terror &lt;/span&gt;ed è stato bollato come &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Hero&lt;/span&gt;: Norris, una volta alzato, ci riflette sopra tutto nudo e muscoloso e dopo attacca un duro training in palestra in una sequenza abbastanza anni 80. Ha una moglie, una donna bionda che aspetta una bambina. Ma la serenità del protagonista non può essere al 100%, dato che il maniaco pare essere tornato. Evaso dall'istituto e dopo pochi metri finito in una scarpata col furgone, è dato per morto ma torna a mietere vittime femminili, che sorprende nei bagni di un teatro. "Quello che gli piace se lo prende", viene detto di lui. Quando però Terror aka Simon Moon uccide un suo collega, O'Brien lascia momentaneamente la moglie in ospedale (c'è un chiaro parallelo tra la morte di uno e la nascita del bimbo) e si mette a perlustrare e studiare attentamente la struttura, finchè non individua dove dovrebbe nascondersi il figuro e lo va ad affrontare definitivamente, chiudendo i conti col passato.&lt;br /&gt;Il film è venato di horror, il che lo può far accostare a &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Terrore in città&lt;/span&gt;: nell'incubo-flashback iniziale fanno effetto Chuck e il maniaco che lottano con le facce lorde di sangue e quest'ultimo è brutto e si muove simile a Frankenstein, esce dalle grate e abbondano (facendo sorridere) gli spaventi dati da gente che mette la mano sulla spalla di qualcun'altro. Comunque sia, un altro film dove la minaccia non è costituita da un delinquentello, una banda o l'esercito di un paese, bensì un "mostro". Ma il film del 1982 era un pò più divertente. Questo, purtroppo, è uno dei film meno godibili dell'attore: la trama è troppo semplice e questo non è compensato da una buona dose d'azione, confinata in una estemporanea azione di polizia-rissa al porto e nello scontro finale col freak, dove bisogna dire che Chuck, arrabbiato, gli molla dei secchi lardoni ma la sequenza è banalizzata da due finte morti del maniaco e da una classica caduta tra vetrate finali al ralenti.&lt;br /&gt;Lungheggiando inaspettatamente in scene di coppia e in altre di esplorazioni di ambienti, il film quasi annoia e alla luce anche del finale diventa una cosetta familista tinta di dark. Anche se è curioso come la minaccia del freak non tocchi, falsi allarmi a parte, la moglie dell'agente, ma solo la serenità di lui e di conseguenza il godersi il proprio nucleo familiare. Ma a questo punto meglio i rozzi &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Missing in Action&lt;/span&gt;. Tra i momenti più divertenti, quando Chuck blocca al volo, allugando il braccio e facendolo cadere, un delinquentello che era in fuga.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Alessio Vacchi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/ybNgb8j8IwA&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/ybNgb8j8IwA&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-3223161555662130980?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/3223161555662130980/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=3223161555662130980' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/3223161555662130980'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/3223161555662130980'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2010/02/focus-on-chuck-norris-un-eroe-per-il.html' title='Focus on. Chuck Norris: UN EROE PER IL TERRORE'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S28tqbPA8RI/AAAAAAAAApk/gtXlqF5_4uk/s72-c/hero+terror.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-1493592248926135986</id><published>2010-02-07T12:58:00.000-08:00</published><updated>2010-02-07T13:08:33.621-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Memorabilia'/><title type='text'>Memorabilia. MORIRAI A MEZZANOTTE</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S28q8EIwMsI/AAAAAAAAApc/cwAHRnsJwGU/s1600-h/morirai.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 400px; height: 324px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S28q8EIwMsI/AAAAAAAAApc/cwAHRnsJwGU/s400/morirai.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5435610486650450626" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non usano mezzi termini questi flani del film di Bava jr. del 1986: il regista è reduce da un trionfo "mondiale", è addirittura un maestro "indiscusso" del genere e ovviamente il  suo nuovo film è un capolavoro, sebbene "piccolo". Sono delle esagerazioni, anche se certamente, data la scarsità della produzione di quegli anni, Lamberto Bava poteva passare per un&lt;span style="font-style: italic;"&gt; magister&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;A.V.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-1493592248926135986?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/1493592248926135986/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=1493592248926135986' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/1493592248926135986'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/1493592248926135986'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2010/02/memorabilia-morirai-mezzanotte.html' title='Memorabilia. MORIRAI A MEZZANOTTE'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S28q8EIwMsI/AAAAAAAAApc/cwAHRnsJwGU/s72-c/morirai.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-8813289628781804248</id><published>2010-01-31T12:49:00.000-08:00</published><updated>2010-01-31T13:12:40.439-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Memorabilia'/><title type='text'>Memorabilia. STRADE PERDUTE</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S2XvhFcsQkI/AAAAAAAAApU/BOfXC6JYb1I/s1600-h/strade+perdute.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 116px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S2XvhFcsQkI/AAAAAAAAApU/BOfXC6JYb1I/s400/strade+perdute.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5433011877169611330" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Siamo nel 1998, quando questo film di Lynch del 1996 esce nelle nostre sale, ma questo flano è ancora "old style" e anacronistico: con quello sbandierare l'edizione integrale (di un film dal divieto ai 18 eccessivo) e una sfilza di aggettivi-esca.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;A.V.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-8813289628781804248?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/8813289628781804248/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=8813289628781804248' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/8813289628781804248'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/8813289628781804248'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2010/01/memorabilia-strade-perdute.html' title='Memorabilia. STRADE PERDUTE'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S2XvhFcsQkI/AAAAAAAAApU/BOfXC6JYb1I/s72-c/strade+perdute.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-3228193317655917364</id><published>2010-01-24T13:59:00.000-08:00</published><updated>2010-01-24T14:09:21.577-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Memorabilia'/><title type='text'>Memorabilia. LA POLIZIOTTA A NEW YORK</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S1zE2ippQAI/AAAAAAAAApM/FfiSnZ0fycY/s1600-h/poliziotta.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 400px; height: 369px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S1zE2ippQAI/AAAAAAAAApM/FfiSnZ0fycY/s400/poliziotta.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430431691995430914" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un piccolo flano del 1981. La nostra commedia sexy era agli sgoccioli ed era meno sexy, tuttavia la terza avventura della poliziotta Edwige promette risate "sane" e questo "sguramento" della vista che ci lascia un pò a interrogarsi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;A.V.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-3228193317655917364?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/3228193317655917364/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=3228193317655917364' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/3228193317655917364'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/3228193317655917364'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2010/01/memorabilia-la-poliziotta-new-york.html' title='Memorabilia. LA POLIZIOTTA A NEW YORK'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S1zE2ippQAI/AAAAAAAAApM/FfiSnZ0fycY/s72-c/poliziotta.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-1487155154733022602</id><published>2010-01-24T12:54:00.000-08:00</published><updated>2010-01-24T14:10:43.152-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='In sala'/><title type='text'>In sala. AVATAR</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S1y-2-C4tXI/AAAAAAAAApE/gg-v1zKWlAU/s1600-h/avatar.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 151px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S1y-2-C4tXI/AAAAAAAAApE/gg-v1zKWlAU/s320/avatar.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430425102279292274" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Scrivere di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Avatar&lt;/span&gt; mette un pò in imbarazzo. Si tratta di un film effettivamente atteso, oltre che molto pompato, a cui il pubblico, come ampiamente prevedibile, sta dando il suo consenso (in Italia siamo per ora sui 21 milioni di euro), manifestato addirittura con applausi. Atteso anche perchè è il ritorno alla regia di un lungometraggio di un autore che ha segnato l'immaginario degli anni 80 e 90. Ma toccherà essere anticonformisti e sinceri. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Avatar&lt;/span&gt; è un film francamente deludente. Non si nega il passo in avanti nell'utilizzo del 3D, che finchè il cervello non vi si abitua è d'effetto: il mondo di Pandora vi è ritratto con cura, viene voglia di scansarne le frasche e le capocce dei soldati in riunione sembra di averle disposte davanti a sè. Ma  non si dovrebbe temere di passare per criticoni/intellettuali se si rileva quel che è evidente subito sotto l'aspetto tridimensionale e già durante la visione, cioè che la storia è debole, banale, stereotipata, già vista. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Un uomo chiamato cavallo&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Balla coi lupi&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pocahontas&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Jurassic Park&lt;/span&gt; sono i primi titoli richiamati alla mente. Qualcuno se ne è accorto e ha parlato di archetipi, di semplicità, ma purtroppo è qualcosa in meno: è banalità, è elementarità.  Il film che dovrebbe segnare una nuova era, un nuovo cinema ecc. è un blockbuster più &lt;span style="font-style: italic;"&gt;bambinizzato&lt;/span&gt; del solito.  E guarda un pò, durante la visione sorge la noia: perchè l'interesse verso la storia sullo schermo diventa nullo, se tutto quello che accade è preventivabile e se i personaggi sono &lt;span style="font-style: italic;"&gt;figure &lt;/span&gt;grazie al 3D, ma &lt;span style="font-style: italic;"&gt;figurine &lt;/span&gt;quanto a spessore. Per quanto sia affascinante la mobilità in modo particolare della figura femminile di Neytiri (che quando si arrabbia perchè tradita, recita come una qualunque atticetta americana), l'empatia verso quel che accade è a livello di un fumetto e non di quelli buoni. In un film di 2 ore e 40 minuti, non può bastare il vedere i diversi piani spaziali in rilievo, se il resto è così carente. Per fortuna nell'ultima parte si combatte (è pur sempre un film di Cameron),  anche se la violenza di plastica da blockbuster PG-13 non aiuta.&lt;br /&gt;Cascano le braccia in certi dialoghi, in certe situazioni (il primo colloquio tra la donnina blu e il soldato, con lei che lo rimprovera e lui che fa lo stupidino, e poi viene ricoperto di quelle medusette; l'omaccione blu che si avventa contro il protagonista quando lo ritiene responsabile di quanto accaduto). Il doppiaggio ci mette del suo, anche il personaggio di Norm è doppiato in modo molto debole, ma non è tra i problemi primari. Insomma, non è badare al pelo nell'uovo il notare che in &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Avatar &lt;/span&gt;c'è tanto 3D, ma non c'è anima. Certo, c'è una storia (elementare), c'è un discorso, forte e paraculo insieme, politico pro-altre culture, per esaltare lo spettatore nel segno del politicamente corretto: ma il film è contenutisticamente piatto, racconta quel che racconta, fa vedere quel che fa vedere, punto. La ricchezza del testo? Le seconde letture? Possono anche esserci, e alcuni critici lo dimostrano, ma sono cose sviscerabili con fatica, capziose e decisamente post-visione. Parlare di "classicità" è superficiale: il cinema "classico" è mai stato così povero internamente?&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Cosa resta del film, dopo la visione? Quasi nulla, la mente si sforza a ricordarne immagini, sequenze. Già per questo motivo, per chi scrive, il film è purtroppo un fallimento.  Al di là delle immagini spettacolarmente ricercate o di scatafascio, ci sono due immagini forse più fini: i Na'vi che si guardano attorno disperati e piangenti dopo la prima distruzione del loro mondo, e Neytiri che prende in braccio amorevolmente il protagonista, dopo la lotta finale. Ma in esse, l'importanza del 3D è marginale. Ahia. Ma allora dove sta l'"epocalità" del film?&lt;br /&gt;Se non stupisce l'apprezzamento del pubblico (influenza del marketing, efficacia spettacolare del 3D; o davvero si trova coinvolto dalla storia?), per la critica il discorso è diverso. Una critica cinematografica che dà un "10", ideale o nero su bianco, ad &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Avatar&lt;/span&gt; è una critica che pare aver perso la bussola, la misura e la ragione d'essere, non per una questione ideologica di "sparare sul blockbuster"; a cosa serve una critica che resta pure lei incantata dietro gli occhialini, per poi certificare la grandezza di un film-evento spettacolare fuori ma palesemente "moscio" dentro? O forse si teme di non essere abbastanza al passo coi tempi e in sintonia con la gente? Se &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Avatar &lt;/span&gt;è grande, grandissimo cinema, cosa significa grande cinema? E i veri grandi film, cosa sono? Se &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Avatar&lt;/span&gt;, che alla fine della fiera è una lunga fiabetta abbastanza bella da vedere, dovrebbe cambiare il cinema e segnare una strada, viene da inneggiare al passatismo, o al limite al classicismo (quello vero). Si capisce come Cameron abbia puntato tutto sulla tecnologia, non è da oggi che ne è interessato e poi, tecnologia (semi)nuova ma vecchia storia: pompando un film come è stato fatto per &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Avatar&lt;/span&gt;, l'importanza che sia un film di spessore è superflua. Però, peccato.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Alessio Vacchi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-1487155154733022602?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/1487155154733022602/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=1487155154733022602' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/1487155154733022602'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/1487155154733022602'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2010/01/in-sala-avatar.html' title='In sala. AVATAR'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S1y-2-C4tXI/AAAAAAAAApE/gg-v1zKWlAU/s72-c/avatar.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-2578270099391753870</id><published>2010-01-17T11:42:00.000-08:00</published><updated>2010-01-17T11:59:41.311-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Incompresi'/><title type='text'>Incompresi. NERO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S1Np8G0ZCBI/AAAAAAAAAo8/4_K3A_5P5Ls/s1600-h/vlcsnap-376256.png"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 242px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S1Np8G0ZCBI/AAAAAAAAAo8/4_K3A_5P5Ls/s320/vlcsnap-376256.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5427798457255004178" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Italia 1992. Su dvd Ripley (dal 19 gennaio).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Warning&lt;/span&gt;: il seguente pezzo contiene anticipazioni sulla trama e sul finale che possono compromettere la visione a chi non conosce il film ed intende vederlo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Prodotto da Claudio Argento, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Nero&lt;/span&gt; è sicuramente un film abbastanza fuori dai canoni italiani, una black comedy, qualcosa tra l'horror e il grottesco, diretto da quel Giancarlo Soldi responsabile del pessimo &lt;i&gt;Mistero del panino assassino&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; già qui recensito. Soldi collabora col padre di Dylan Dog, Tiziano Sclavi: insieme scrivono il film, mentre Sclavi dà forma al suo romanzo &lt;/span&gt;&lt;i&gt;Nero&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;. Nonostante il suo nome, la pellicola distribuita dalla Titanus non entra neppure nei primi cento incassi stagionali. Una traccia della trama: Federico si vede chiedere dalla sua ragazza di andare a recuperare la crema anticellulite nell'appartamento del suo altro uomo. Entrandovi, trova il suo cadavere che cerca di nascondere, finchè non entra in scena un laidissimo investigatore privato che lo ha seguito e lo ricatta. Quando questi esagera, è il caso di farlo fuori, e i cadaveri da trattare per la coppia ora sono due. Mettendosi nei panni dell'investigatore, Federico riceve poi degli ordini di omicidio difficili da eseguire.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;E' un film consciamente sopra le righe, a cominciare dai personaggi di primo e secondo piano, con un'atmosfera pesante, oppressiva (il fullscreen con cui &lt;/span&gt;&lt;i&gt;Nero &lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;circola, contribuisce). Le luci sono calde, in vista, oppure c'è un inquietante buio. La regia di Soldi è presente, virtuosistica, con molti primi piani di Castellitto ma anche soggettive, movimenti a 360 gradi ecc., come a cercare così un'intensità e uno stile... cultizzabile (vedi dopo). Sicuramente rispetto al film precedente c'è un miglioramento e una qualche chiarezza di idee; anche se di sugo non ce n'è molto e a voler calcar la mano si tratta di un cazzeggio consapevole, almeno intrattiene.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;I&lt;/span&gt;l protagonista è sempre più invischiato in un vortice di omicidi, costretto a ripetere i suoi gesti in un gioco al rilancio fumettistico, anche forzato, in cui non si vede via d'uscita. Alla fine, dal paradosso si giunge al nonsense: il che non aiuta, non che ci si potesse aspettare una quadratura delle cose, dato l'andazzo, ma dato che già "l&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;'elemento che innesca la storia è assolutamente pretestuoso, ma tutti gli snodi della trama sono fondamentalmente privi di interesse. Tutto il plot è semplicemente un grimaldello per esplorare immagini o situazioni surreali..."*, la sensazione è quella di un divertissment macabro fine a sè stesso. Il Morandini scrive: "Spiffera l'antipatia un po' arrogante dell'intellettuale cinefilo che vuol darla a bere al popolo bue". Il Mereghetti: "con un'aria di prodotto pensato a tavolino per essere cult a tutti i costi, che dà sui nervi". In effetti l'etichetta "cult" è facilmente appiccicabile su &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Nero&lt;/span&gt;, ma senza connotazioni qualitative, solo per cinefili che si accontentano del "bizzarro". Venendo alla &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;pars costruens&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;, bisogna dire comunque che un paio di scene da brivido ci sono: l'incubo a occhi aperti di Castellitto alle prese con la mano sbucante dalla valigia e il soprassalto di vita dell'investigatore. E pure il cast c'è: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Luis Molteni è straordinario in questo ruolo di sgradevole detective-delinquente, Castellitto, sulle cui spalle il film è in buona parte affidato, è bravo e si impegna, la Caselli è simpatica. In più c'è uno dei rari camei di Hugo Pratt, nel ruolo di un commissario straniero.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Alessio Vacchi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;* http://rojking.altervista.org/soldi.htm&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-2578270099391753870?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/2578270099391753870/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=2578270099391753870' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/2578270099391753870'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/2578270099391753870'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2010/01/incompresi-nero.html' title='Incompresi. NERO'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S1Np8G0ZCBI/AAAAAAAAAo8/4_K3A_5P5Ls/s72-c/vlcsnap-376256.png' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-467245127511884146</id><published>2010-01-17T11:35:00.000-08:00</published><updated>2010-01-17T11:42:16.839-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La youtubata'/><title type='text'>La youtubata. 2 TESTE SENZA CERVELLO</title><content type='html'>&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/M4TNNQtteK4&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/M4TNNQtteK4&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel 1985 Raiuno manda in onda questa trasmissione curata da Giancarlo Governi su vita e opera del duo comico americano. Nella sigla di coda, i doppiatori (e ri-doppiatori) ufficiali di Laurel &amp;amp; Hardy, ovvero Giorgio Ariani, il corpulento attore toscano di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pierino la peste alla riscossa&lt;/span&gt; (tra gli altri) ed Enzo Garinei, rifanno il duo e cantano una loro famosa canzone. Dvd e libro su questa trasmissione sono da poco editi per Magazzini Salani.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;A.V.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-467245127511884146?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/467245127511884146/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=467245127511884146' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/467245127511884146'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/467245127511884146'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2010/01/la-youtubata-2-teste-senza-cervello.html' title='La youtubata. 2 TESTE SENZA CERVELLO'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-5450892745538377462</id><published>2010-01-03T13:49:00.000-08:00</published><updated>2010-01-03T14:08:38.331-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Focus on'/><title type='text'>Focus on. Chuck Norris: BRADDOCK: MISSING IN ACTION III</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S0EUZEqDMcI/AAAAAAAAAo0/7NWNvcgXG5o/s1600-h/mia+3.png"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S0EUZEqDMcI/AAAAAAAAAo0/7NWNvcgXG5o/s320/mia+3.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5422637847310184898" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Usa 1988. Su dvd Mgm (regione 1).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Warning&lt;/span&gt;: il seguente pezzo contiene anticipazioni sulla trama e sul finale che possono compromettere la visione a chi non conosce il film ed intende vederlo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;style type="text/css"&gt;  &lt;!--   @page { margin: 2cm }   P { margin-bottom: 0.21cm }  --&gt;  &lt;/style&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Al colonello Braddock non è bastato farsi valere nella "sporca guerra" con ben due film: un motivo per tornare a far fuori musi gialli a dozzine si trova. Pazienza se la storia entra in contraddizione temporale coi &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Missing in Action&lt;/span&gt; precedenti, che vedevano il protagonista tenuto a lungo prigioniero dai nemici. Il prologo ci porta ai giorni della caduta di Saigon, con la popolazione che sciama per le strade, vandalizzando vetrine e auto ('sti incivili!), e si accalca ai cancelli americani nella speranza di venire evacuata in elicottero. Un Norris dall'espressione seria si aggira cercando la moglie con cui vuole partire, ma un equivoco gliela fa credere carbonizzata. Una dozzina di anni dopo, un missionario venuto dal Vietnam trova Braddock in un bar che non sa che cazzo fare. La moglie e il figlio avuto nel frattempo, sono vivi!, gli comunica. Dopo un'iniziale incredulità, torna sui luoghi del passato, mettendosi immediatamente contro la Cia, che lo segue fino a Bangkok, ma Chuck la leva di mezzo in un inseguimento e ci regala a rigaurdo la battuta più maschia del film, rivolta proprio a un capoccia della Cia, che lo ha avvertito, "don't step on toes": "I don't step on toes, Littlejohn, I step on necks" è la risposta. Giunto in Vietnam ritrova la moglie imbruttita dalla povertà e il ragazzino figlio suo, ma dopo il tempo dei sentimentalismi arriva quello del sadismo. Braddock infatti trova un nuovo-vecchio nemico personale in un altro mellifluo e perfido generale vietnamita, che gli vuole far pagare quanto ha fatto in guerra e dopo aver sparato la donna, lo sottopone a una tortura non indegna di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Saw&lt;/span&gt; -tirato su a polsi legati, se tocca terra coi talloni il gesto farà partire un colpo in testa al ragazzino-. Ma nonostante la cattiveria Quoc è più macchietta del solito, tanto che lo vediamo urlare "Braddooock!!" quando si arrabbia dopo qualche "malefatta" dell'americano.&lt;br /&gt;Il fatto che la guerra sia bella che finita è ormai chiaro che conta niente, perchè quel che tocca a Braddock è sempre simile, in una coazione a ripetere che è condizione per far rivivere il personaggio. Infatti, poco più avanti, farà irruzione nel campo di prigionia dove Quoc ha deportato il missionario con tutti i suoi fanciulli, liberandoli girando su sè stesso e distribuendo colpi di fuoco. Dopo essere fuggiti ed avere peregrinato nella giungla, Chuck fa spostare il suo truppone rimediando un velivolo, e qui giungiamo all'epilogo, che tocca vertici di patriottismo, esagerazione e revanscismo da rilevare. Braddock deve far passare i suoi protetti su un ponticello che collega l'ultimo avamposto viet al confine thailandese. Che i due stati in realtà non confinino sono inezie per Chuck, e d'altronde con 'sti musi gialli non è che si possano fare tanti sofismi. Braddock fa fuori i soldati del presidio, praticamente azzerando quel che rimaneva dell'esercito nemico, poi si ritrova abbracciato al figlio sotto il tiro del generale cattivo in elicottero, ma l'intervento dell'esercito Usa mette fuori gioco Quoc. Dunque, tra i bimbi che sciamano e l'esercito Usa che viene avanti festoso al ralenti, finalmente può ripartire la stucchevole canzone dell'inizio.&lt;br /&gt;Se questo film non esattamente diplomatico ha un pregio, è che nonostante le parentesi sentimentali e da amico dei bambini di Norris, per il resto si perde in poche chiacchere puntando dritto all'azione e divertendo epidermicamente. Imdb segnala che Aaron Norris, fratello di Chuck, esordisce qui alla regia dopo incomprensioni tra l'attore e Joseph Zito: pensare Zito come autore scomodo fa francamente stupore. Didascalia finale "civile" che ricorda gli ancora numerosi bambini dispersi in Vietnam.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Alessio Vacchi&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/xbsagLMuys4&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/xbsagLMuys4&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-5450892745538377462?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/5450892745538377462/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=5450892745538377462' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/5450892745538377462'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/5450892745538377462'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2010/01/focus-on-chuck-norris-braddock-missing.html' title='Focus on. Chuck Norris: BRADDOCK: MISSING IN ACTION III'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/S0EUZEqDMcI/AAAAAAAAAo0/7NWNvcgXG5o/s72-c/mia+3.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-2201040323934662836</id><published>2010-01-03T13:42:00.000-08:00</published><updated>2010-01-03T13:49:20.762-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La youtubata'/><title type='text'>La youtubata. NATALE D'AMORE</title><content type='html'>&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/gF-0k96qqM4&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/gF-0k96qqM4&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sulle note della consueta &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Happy Christmas (War is Over)&lt;/span&gt; di John Lennon, ecco lo spot di auguri natalizi di Canale 5 del 1988. Un sosia di Charlot, il ricordo del suo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Monello&lt;/span&gt;, un pò di simpatici (?) bambini e l'efficace ruffianata è servita. Già allora evidentemente, in territorio berlusconiano l'amore vinceva sull'odio.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;A.V.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-2201040323934662836?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/2201040323934662836/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=2201040323934662836' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/2201040323934662836'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/2201040323934662836'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2010/01/la-youtubata-natale-damore.html' title='La youtubata. NATALE D&apos;AMORE'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-7394576250295943840</id><published>2009-12-20T06:31:00.000-08:00</published><updated>2009-12-20T06:42:48.089-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Incompresi'/><title type='text'>Incompresi. Comici allo sbaraglio: MY SWEET CAMERA</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/Sy42xwykuHI/AAAAAAAAAos/xw_Rq8Zw4jY/s1600-h/my+sweet+camera.jpeg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 197px; height: 146px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/Sy42xwykuHI/AAAAAAAAAos/xw_Rq8Zw4jY/s320/my+sweet+camera.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5417327630311798898" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Italia 1987. Di Ranuccio Sodi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;title&gt;&lt;/title&gt;&lt;meta name="GENERATOR" content="OpenOffice.org 3.0  (Win32)"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	--&gt; 	&lt;/style&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Un giovane (Rossi) fa rubare ad un amico una macchina da presa, oggetto dei suoi desideri, verso cui svilupperà una passione quasi feticistica. Quel che vuol fare è utilizzare la cinepresa "come un fucile", fare presa sulla realtà. Per questo chiede lumi a due eminenti cinefili (Tatti Sanguineti ed Enrico Ghezzi), ma trascurerà la moglie in dolce attesa (Lucia Vasini, che era davvero incinta, impegnata di recente in tv con &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Glob&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Colorado&lt;/span&gt;) e concretizzerà davvero poco. Prodotto dall'associazione milanese Film Maker, all'interno di un corso per cortometraggi vinto dal lavoro nel 1988, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;My Sweet Camera&lt;/span&gt;  dura mezz'ora e trae originariamente ispirazione, nelle parole del regista Sodi, da un racconto di Pier Vittorio Tondelli, in cui una Volvo passa di mano in mano e c'è un suicidio finale, modificato al punto che qui c'è al più un suicidio "artistico", da parte del buon Rossi che nell'ambiguo finale dice di voler "colpire al cuore il sistema", ma si crede poco ai suoi straparlamenti mentre piazza la cinecamera in un posto vuoto.&lt;br /&gt;Paolo Rossi era all'epoca reduce da alcuni film tra cui i vanziniani &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Via Montenapoleone&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Montecarlo gran casinò&lt;/span&gt; della Filmauro. Per &lt;span style="font-style: italic;"&gt;My Sweet Camera&lt;/span&gt; rompe il contratto con De Laurentiis, sentendosi evidentemente sacrificato nelle sue produzioni; nel 1988 verrà &lt;span style="font-style: italic;"&gt;I cammelli&lt;/span&gt;, a fianco di Abatantuono, mentre con Filmauro farà a distanza di anni il flop &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Silenzio si nasce&lt;/span&gt; (che è materiale da Incompresi). Qui Sodi riesce a fare qualcosa che non imbriglia assolutamente la carica comica di Rossi, che è mattatore, ma è nel contempo riflessiva-autoriale: è un esempio mirabile di utilizzo di un attore comico per fare qualcosa in più. Non stupisce che Rossi abbia parlato di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;My Sweet Camera&lt;/span&gt; come dell'unico suo film di cui è soddisfatto. Le invenzioni comiche, frutto in piccola parte di improvvisazione, sono felici: è memorabile la moglie che lo sveglia di notte chiedendo di soddisfare la sua voglia "di Wim Wenders.... &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Nel corso del tempo&lt;/span&gt;", mentre Ghezzi e Sanguineti recitano loro stessi con naturalezza e consapevolezza del loro essere, per così dire, fuori dagli schemi (ma tutto il ridotto cast sembra a proprio agio): non a caso qui i due paiono vivere assieme, fungendo da supporto, stralunato ed inutile, all'aspirante cineasta (alla richiesta di pellicola vergine, Ghezzi lo rimprovera: "Ma la pellicola non è mai vergine...").&lt;br /&gt;Sodi dal canto suo ha voluto esprimere la disillusione e la fine di un'epoca in cui sembrava che si potesse fare di più con il cinema, in cui le macchine da presa leggere documentavano anni di ribollimenti della società. In questo senso il finale, più teorico e detto, è un pò meno riuscito del resto: meglio Rossi che dalla sua finestra si illude di star girando eventi epocali, quali sganci di bombe aeree e l'uccisione di Kennedy. L'invisibilità del corto è un peccato, in ogni caso &lt;a href="http://www.showbiz.it/gallery.aspx?idG=25&amp;amp;P=0&amp;amp;L=ITA"&gt;qui&lt;/a&gt; c'è un montaggio di tre minuti del film.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Alessio Vacchi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-7394576250295943840?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/7394576250295943840/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=7394576250295943840' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/7394576250295943840'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/7394576250295943840'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2009/12/incompresi-comici-allo-sbaraglio-my.html' title='Incompresi. Comici allo sbaraglio: MY SWEET CAMERA'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/Sy42xwykuHI/AAAAAAAAAos/xw_Rq8Zw4jY/s72-c/my+sweet+camera.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-2842839417931470804</id><published>2009-12-13T13:06:00.000-08:00</published><updated>2009-12-13T13:12:19.460-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La youtubata'/><title type='text'>La youtubata. JIMMY IL FENOMENO</title><content type='html'>&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/I-Vxh6LmDa4&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/I-Vxh6LmDa4&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'aggiornamento stavolta è scarno, ma spero di ovviare facendovi ridere e nel contempo rendendo un tributo a Jimmy il Fenomeno, straordinario prezzemolino della commedia italiana. In questa clip metacinematografica dal film &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sesso in testa&lt;/span&gt;, il buon Jimmy (al secolo Origene Soffrano) dice di essere fuggito addirittura dal manicomio per provare finalmente le gioie del sesso con la protagonista, ma si tirerà indietro adducendo un motivo. Che è nonsense, ma inconsapevolmente per il buon Jimmy, si adatta parecchio all'attualità italiana per così dire "di costume"!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;A.V.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-2842839417931470804?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/2842839417931470804/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=2842839417931470804' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/2842839417931470804'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/2842839417931470804'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2009/12/la-youtubata-jimmy-il-fenomeno.html' title='La youtubata. JIMMY IL FENOMENO'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-3191822111272226660</id><published>2009-12-06T10:33:00.000-08:00</published><updated>2009-12-06T11:23:52.882-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Incompresi'/><title type='text'>Incompresi. IL MISTERO DEL PANINO ASSASSINO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/Sxv85TajUEI/AAAAAAAAAoc/YbfUVf1_YHo/s1600-h/panino+ass.png"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 400px; height: 303px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/Sxv85TajUEI/AAAAAAAAAoc/YbfUVf1_YHo/s400/panino+ass.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5412197438610165826" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Italia 1987. Di Giancarlo Soldi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;title&gt;&lt;/title&gt;&lt;meta name="GENERATOR" content="OpenOffice.org 3.0  (Win32)"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	--&gt; 	&lt;/style&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il sottobosco del cinema italiano è un mondo affascinante, ma capita che, all'atto della visione, certi reperti suscitino una delusione profonda, non ripagata neppure sotto un'ottica trash. E' assolutamente il caso di questo filmetto, rimasto inedito nelle sale ("[...] il produttore esecutivo è scappato coi soldi e il film è stato messo sotto sequestro perché nessuno di quelli che ci ha lavorato è stato mai pagato!"*), pubblicato poi in vhs per pochi intimi dalla Playtime, ma fortunatamente passato in tv. Sia detto senza accanimento, ma verrebbe da pensare che la mancata uscita sia dovuta anche alla bruttezza del film: è straniante immaginarselo in sala. Quello cui ruota faticosamente attorno è l'assassinio di un tizio cinese all'interno di un singolare fast food, tra il palcoscenico teatrale (c'è una scalinata alla teatro Ariston), l'80s style e il futuristico. Sarà stata la coppia di gestori? Quella dei titolari? E quant'è losco quell'uomo coi baffi che si aggira? Un commissario donna inizia a indagare, così come una coppia costituita da un anziano e la nipote. Nel frattempo, dentro e fuori si fa notare un gruppone di giovani, con le loro rumorose moto.&lt;br /&gt;Se il titolo potrebbe far pensare a una commedia horror, a qualcosa di bizzarro-volutamente trash (il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Gelato che uccide&lt;/span&gt; di Larry Cohen, o i &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pomodori assassini&lt;/span&gt; dell'anno dopo), il film fa pagar caro queste attese, perchè sì, c'è un'intenzione di umorismo, ma non è una cosa nè l'altra, non va da nessuna parte, non si capisce cos'è. E' un dilettantesco susseguirsi di scene che lasciano increduli per inutilità e insufficienza di senso. Già dall'inizio tira un'aria strana, con la prima delle scene coi ragazzi che camminano, fanno per attaccarsi ecc., ma si aspetti quella in cui due di loro si contendono una femmina, o quella in cui sfrecciano rumorosamente in tondo sulle moto. La mancanza di polso registico è la regola, il film è diretto in modo lasso, ed è scritto in modo tale che avrebbe potuto esserlo da chiunque. La mancanza di tensione narrativa genera una noia assoluta, che unita alla sensazione di imbarazzo rende la visione qualcosa di spiacevole: non è facile giungere in fondo. E sì che dovrebbe esserci del giallo: ma il commissario (Izzo) si muove un pò come in trance e solo alla fine il personaggio del vecchio (Rabal) sciorina, nel modo meno cinematografico possibile, la soluzione del tutto. C'è qualche canzone in colonna sonora, ma spesso c'è una sensazione di vuoto sonoro che ha sapore di incompiutezza, come se al film fosse mancato del lavoro di postproduzione. Non bastasse la povertà di mezzi e scenografie, a cui tenta di dare un colpetto la presenza della tecnologia: gli schermi da cui Bucci controlla il locale e comunica, il robot-aiutante domestico donna, che comunica con le sue labbra rosse dallo schermo-testa.&lt;br /&gt;Eppure, il cast di questa roba accatasta un nome (o un viso) noto dietro l'altro: Flavio Bucci, Victor Cavallo, Massimo Dapporto, Monica Scattini, Maria Amelia Monti, Francisco Rabal, Simona Izzo, Alessandro Haber in un cameo, un Kim Rossi Stuart agli inizi, alle prese negli stessi anni con la saga del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ragazzo dal kimono d'oro&lt;/span&gt;, e la piccola Viola Simoncioni, che sarà nel cast di un altro "incompreso", &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Musica per vecchi animali&lt;/span&gt;. Curiosamente il dizionario Gremese riporta un cast probabilmente precedente alle riprese, che comprende Sergio Castellitto, Daniele Formica, Paco Rabal. Soldi ritenterà la regia cinematografica, con insuccesso, nel 1992 con &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Nero&lt;/span&gt;, protagonista, stavolta sì, Castellitto (probabilmente ne riparleremo). Chissà com'era l'esordio, l'ignoto &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Polsi sottili&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Alessio Vacchi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;* http://rojking.altervista.org/soldi.htm&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-3191822111272226660?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/3191822111272226660/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=3191822111272226660' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/3191822111272226660'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/3191822111272226660'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2009/12/incompresi-il-mistero-del-panino.html' title='Incompresi. IL MISTERO DEL PANINO ASSASSINO'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/Sxv85TajUEI/AAAAAAAAAoc/YbfUVf1_YHo/s72-c/panino+ass.png' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-2085872221880285955</id><published>2009-11-29T12:05:00.000-08:00</published><updated>2009-11-29T12:16:11.792-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Io c&apos;ero'/><title type='text'>Io c'ero. Festival ed eventi vari. 27 TORINO FILM FESTIVAL, 13-21/11/2009. BRONSON</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/SxLUb-xLCAI/AAAAAAAAAoM/81YR0M9C0Ms/s1600/bronson.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 400px; height: 267px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/SxLUb-xLCAI/AAAAAAAAAoM/81YR0M9C0Ms/s400/bronson.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5409619679596185602" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;UK 2008. Di Nicolas Winding Refn. Con Tom Hardy. Su dvd e blu-ray E1 Films (regione 1).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;title&gt;&lt;/title&gt;&lt;meta name="GENERATOR" content="OpenOffice.org 3.0  (Win32)"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	--&gt; 	&lt;/style&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt;Michael Peterson, soprannominato Charles Bronson, è un personaggio vero; è il criminale più pericoloso della Gran Bretagna, attualmente ancora dentro. Manifestata precocemente una propensione all'aggressività, meglio se verso agenti, inizia presto a vivere i suoi giorni in carcere, dove non si trova male. Vivrà una parentesi in ospedale psichiatrico ed una nuovamente da persona libera, ma la prigione è per lui una calamita.&lt;br /&gt;Refn offre al suo personaggio, letteralmente, un palco in cui può esibirsi e gigioneggiare davanti a un pubblico. Può mettersi in mostra, spiegare la sua personalità e i suoi intenti, dicendo la sua sulle sue vicende che stiamo vedendo, e facendo dell'intrattenenimento. Ma costantemente Bronson si atteggia e "recita": anche davanti alle guardie mentre esce dal carcere. Non è esattamente cattivo nell'animo, è più uno showman della violenza, che utilizza quando gli serve: per esempio, non reagisce verso la donna che pare amarlo e lo illude. Ma per quanto a tratti simpatico nel suo essere assolutamente sopra le righe, questa possibilità che Refn concede al personaggio non lo fa comunque uscire bene. Bronson suscita pena, perchè è un individuo schiavo di sè stesso, o meglio ancora schiavo di qualcosa che nemmeno lui sa individuare esattamente (lampante la scena in cui prende ostaggio il poliziotto, e non sa che cosa chiedere per patteggiare). E' il farsi conoscere mettendosi costantemente in mostra, nel mostrare il suo talento in questo ambito, che è quel che davvero sa fare; nel giocare continuamente al rilancio per sentirsi più che vivo. Il carcere è per lui, consciamente, palcoscenico ideale. Qualcuno si illude di sapere quale sia la sua strada, ma si sbaglia: infatti il checchissimo insegnante di disegno viene "messo sotto" da Bronson che, avvertito quel pericolo, fa anche di lui un oggetto della sua "arte". E la sua arte si esplica anche sul suo corpo: proprio nella sequenza citata è tutto pittato di nero, ed anche nei segmenti sul vero palcoscenico si mostra truccato. Senza contare le continue ferite, sanzioni ma anche riconoscimento del suo sedicente talento.&lt;br /&gt;Forte di scelte musicali potenti e di un protagonista fenomenale, che così pelato e baffuto è già fortemente iconico, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Bronson&lt;/span&gt; è un film in cui Refn giunge ad uno stile ostentato ed elaborato, altra cosa rispetto al più viscerale (almeno registicamente) esordio con &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pusher&lt;/span&gt;. Pellicola lucida, intensa, che non fa calare mai l'attenzione, sopra le righe come il suo protagonista: il picco in tal senso, come toni, è nella surreale scena in cui giunge dallo zio, circondato da puttanoni. Non mancano interazioni con dell'animazione, e una buona sequenza che riassume amenità del protagonista utilizzando creativamente giornali. Unica scelta che sa di maniera è l'utilizzo della stasi, del ralenti e della musica classica intorno all'ultimo pestaggio di Bronson.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Alessio Vacchi&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-2085872221880285955?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/2085872221880285955/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=2085872221880285955' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/2085872221880285955'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/2085872221880285955'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2009/11/io-cero-festival-ed-eventi-vari-27_3735.html' title='Io c&apos;ero. Festival ed eventi vari. 27 TORINO FILM FESTIVAL, 13-21/11/2009. BRONSON'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/SxLUb-xLCAI/AAAAAAAAAoM/81YR0M9C0Ms/s72-c/bronson.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-3826026161418375274</id><published>2009-11-29T11:52:00.000-08:00</published><updated>2009-11-29T12:05:50.051-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Io c&apos;ero'/><title type='text'>Io c'ero. Festival ed eventi vari. 27 TORINO FILM FESTIVAL. FANTASTIC MR. FOX</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/SxLSJMFzoSI/AAAAAAAAAoE/CdHeINnxDk4/s1600/f+mr+fox+1.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 400px; height: 215px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/SxLSJMFzoSI/AAAAAAAAAoE/CdHeINnxDk4/s400/f+mr+fox+1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5409617157731623202" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Usa 2009. In sala dal 2 aprile 2010.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;title&gt;&lt;/title&gt;&lt;meta name="GENERATOR" content="OpenOffice.org 3.0  (Win32)"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	--&gt; 	&lt;/style&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Dal romanzo di Roald Dahl, la storia di una (ovviamente...) astuta volpe, con moglie e figlio, che provoca con le sue scorrerie tre potenti ed agguerriti contadini-imprenditori del circondario. La loro reazione sarà implacabile nel minare la sua esistenza, ma mr. Fox, insieme a familiari ed amici, darà fondo alle sue risorse e trovate.&lt;br /&gt;Con &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Fantastic Mr. Fox&lt;/span&gt;, che conquista dopo pochi istanti grazie già alla precisione del pelame delle volpi ed alle voci date da gente illustre come George Clooney, Meryl Streep, Bill Murray (come sarà in Italia? Brr), è un film con cui Wes Anderson si prende una parentesi dal suo "normale" cinema live-action, cimentandosi con un lungometraggio animato. Ma per fortuna ne esce bene: lo stile di Anderson pare adattarsi lestamente a una materia quale l'animazione, non solo per una più evidente questione di gusto coloristico, o per  le eventuali carrellate laterali all'azione, ma anche per il senso dell'umorismo e il tono generale della messinscena. Non sembra quindi una marchetta, ma più un &lt;i&gt;suo&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; film solo, stavolta, animato. Da non appassionato di cartoons, chi scrive gli dice francamente grazie per aver messo insieme un film di animazione che una volta tanto sembra effettivamente per tutti, più che per bambini oppure bambocci malcresciuti. I personaggi sono simpatici animali antropomorfi, e la comicità è prevalentemente visiva e fisica, ma non ci si sente quasi mai trattati come piccoli spettatori. Valga solo il modo spiazzante in cui è trattata la morte del rattaccio.&lt;br /&gt;Il film sconta solo una certa scattosità dei personaggi che evidentemente è come il pane e il personaggio più "portatore di messaggio" del figlio sfigatello che pare non saper far nulla ma vuole dimostrare a sè stesso e agli altri di essere invece in grado di aiutare, ma va detto che la cosa non è portata avanti in modo lezioso. Il discorso su che cosa siamo capaci di fare si lega al protagonista: personaggio che, come dice lui stesso, sente sempre il dovere di dimostrare di essere il più in gamba e per questo inciampa (ma potrà riscattarsi). Certo, una volta archiviata la visione il film ti lascia come ti ha trovato, ma è ottimo intrattenimento. Nota di demerito alla incredibile trovata della 20th Century Fox: imbustare, per riconsegnarglielo subito, il cellulare allo spettatore, come se fosse un metodo antipirateria, è un gesto che ha lasciato basiti.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;A.V.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-3826026161418375274?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/3826026161418375274/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=3826026161418375274' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/3826026161418375274'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/3826026161418375274'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2009/11/io-cero-festival-ed-eventi-vari-27_7169.html' title='Io c&apos;ero. Festival ed eventi vari. 27 TORINO FILM FESTIVAL. FANTASTIC MR. FOX'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/SxLSJMFzoSI/AAAAAAAAAoE/CdHeINnxDk4/s72-c/f+mr+fox+1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-4636449478460692592</id><published>2009-11-29T11:43:00.000-08:00</published><updated>2009-11-29T12:13:49.241-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Io c&apos;ero'/><title type='text'>Io c'ero. Festival ed eventi vari. 27 TORINO FILM FESTIVAL. LE DONK &amp; SCOR-ZAY-ZEE</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/SxLV7UZrtOI/AAAAAAAAAoU/ml3XGTw0Bgo/s1600/Le+donk.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 400px; height: 272px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/SxLV7UZrtOI/AAAAAAAAAoU/ml3XGTw0Bgo/s400/Le+donk.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5409621317490816226" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;UK 2009.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;title&gt;&lt;/title&gt;&lt;meta name="GENERATOR" content="OpenOffice.org 3.0  (Win32)"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	--&gt; 	&lt;/style&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Altra visione molto divertente del festival, questo breve film di Shane Meadows, regista su cui si è accesa l'interesse cinefila specie dopo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;This is England&lt;/span&gt; (2006). Apparentemente un lavoro di poche pretese, girato in pochi giorni e con pochi soldi, on the road. Ma in ogni caso, si tratta di un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;mockumentary &lt;/span&gt;che mena abilmente per il naso lo spettatore. La troupe del regista segue Le Donk, "roadie" e aspirante musicista, la cui fidanzata incinta ora sta con un altro, e il suo pupillo Scor-Zay-Zee, un grasso ragazzo rapper bianco sul cui talento l'altro crede, al punto da volerlo far esibire in apertura di un concerto degli Arctic Monkeys. Mentre il primo è ciarliero ed estroverso e catalizza l'attenzione, l'altro ha un temperamento decisamente più tranquillo.&lt;br /&gt;Meadows confonde pesantamente le acque tra realtà e finzione, si mette in scena in quanto se stesso-regista ("Hai presente i film che faccio?", chiede a Le Donk all'inizio), ma fa impersonare i due protagonisti, presunti personaggi veri pedinati, a due attori. Per quanto Le Donk sia personaggio sopra le righe (ispirato all'attore Paddy Considine da perdigiorno reali), alla passività bonacciona, che pare connaturata alla sua stazza, del rapper è più facile abboccare. E comunque, la lunaticità di Le Donk è resa perfettamente: tanto di cappello ai protagonisti, straordinari. Il regista sembra divertirsi riflettendo anche sulle modalità di registrazione della realtà: Le Donk, all'inizio, cerca di stipulare col "suo" regista un patto sul come essere messo in scena ("Non far vedere di me solo il lato lunatico"), oppure si veda la scena a casa della ragazza incinta, con tutta la verità spiattellata e immediatamente fissata dalla camera. Il gioco si fa più scoperto, e il film assume un sapore più di fiction sedendosi un pochino, nel segmento relativo al parto della ragazza, quando Le Donk abbandona momentaneamente il campo e il film sta comunque su di lui. Ma alla fine la pagliacciata, dopo aver coinvolto gli Arctic Monkeys (storpiati in "Arctical Monkeys"), mette in mezzo anche il loro pubblico, che assiste ad una singolare esibizione. A noi pubblico del film, è concesso qualche ameno &lt;span style="font-style: italic;"&gt;freestyle&lt;/span&gt; in più del corpulento rapper. Finalissimo sui titoli di coda con goliardate a ruota libera di Le Donk.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;A.V.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-4636449478460692592?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/4636449478460692592/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=4636449478460692592' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/4636449478460692592'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/4636449478460692592'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2009/11/io-cero-festival-ed-eventi-vari-27_29.html' title='Io c&apos;ero. Festival ed eventi vari. 27 TORINO FILM FESTIVAL. LE DONK &amp; SCOR-ZAY-ZEE'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/SxLV7UZrtOI/AAAAAAAAAoU/ml3XGTw0Bgo/s72-c/Le+donk.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-18353879068124378</id><published>2009-11-22T14:09:00.000-08:00</published><updated>2009-11-22T14:19:37.755-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Io c&apos;ero'/><title type='text'>Io c'ero. Festival ed eventi vari. 27 TORINO FILM FESTIVAL. VALHALLA RISING</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/Swm20PhyITI/AAAAAAAAAn0/y8bUX90jYso/s1600/V+Rising.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 400px; height: 235px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/Swm20PhyITI/AAAAAAAAAn0/y8bUX90jYso/s400/V+Rising.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5407053836272673074" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Danimarca/Regno Unito 2009.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;title&gt;&lt;/title&gt;&lt;meta name="GENERATOR" content="OpenOffice.org 3.0  (Win32)"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	--&gt; 	&lt;/style&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;L'ultimo film di Nicolas Winding Refn, a cui il festival ha dedicato una personale chiamata &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Rapporto confidenziale&lt;/span&gt;, è un lavoro maestoso e stupefacente, che dimostra un'ulteriore, persino inquietante evoluzione dopo il già bello &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Bronson&lt;/span&gt;. Il film si apre con un cartello a caratteri cubitali, "Nicolas Winding Refn presenta", come se il regista fosse già assolutamente consapevole della sua statura: può parere un pelo sborone, ma insomma se lo può permettere. Un guerriero (Mads Mikkelsen, che si ritrova in altri film di Refn in tutt'altri panni, es. il Lenny di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Bleeder&lt;/span&gt;) è tenuto prigioniero e costretto a combattere bestialmente. Libero, si unisce ad altri combattenti cristiani in un duro viaggio per raggiungere la Terra Santa. Il gruppo sbarca in una terra verdeggiante, in cui però inizierà a trovare la morte, a causa di misteriose presenze e dello stremo delle forze. Il guerriero One-eye (è guercio da un occhio), tuttavia, continua il suo cammino fino all'ultimo.&lt;br /&gt;Nella prima parte &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Valhalla Rising&lt;/span&gt; potrebbe quasi somigliare ad un film d'epica canonico, ma poi sembra quasi provocatorio nel negare l'aspettativa. Il viaggio in barca sembra già non avere meta, è un'immersione in una fitta nebbia colorata. Una volta toccata terra, i personaggi non possono fare altro che vagare tra le frasche, del tutto smarriti: sono uomini che non sanno che cosa fare. Il farsi scudo dei simboli religiosi e della loro presunta forza, non serve a niente, e sicuramente non evita il loro destino, quello di soccombere. In questo senso, l'enigmatico, bestiale One-eye è forse il più saggio. La sequenza in cui arrancano stremati, mezzi matti, in mezzo al fango, è da pelle d'oca. Si sta a metà, quindi, tra corporeità -la pesantezza di questi corpi stanchi- e stasi -l'impenetrabilità dell'ambiente, il girare a vuoto nonostante l'apparente obiettivo-. Il dialogo è minimale, anche perche One-eye (nome affibbiatogli, ma i nomi qui non contano nulla) non parla, si esprime per bocca del ragazzino che lo accompagna.&lt;br /&gt;Poema visivo diviso in capitoli, con un commento musicale ruvido, pulsante, ed una violenza trucissima ma poco grafica, è una pellicola faticosa, nonostante la durata di circa 90', ma di prima grandezza, con colori mai visti e inquadrature mozzafiato (i volti in primo piano, ai lati del panoramico). I riferimenti possibili sono il cinema di Herzog, per il mettere in scena uomini ambiziosi alle prese con una natura ostile, ma anche la buonanima di Kubrick ed il suo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;2001 odissea nello spazio&lt;/span&gt;, per la visionarietà e l'ermeticità, in particolar modo degli ultimi minuti. Viene in mente anche &lt;span style="font-style: italic;"&gt;The New World&lt;/span&gt; di Malick, per il facile pronostico che il grande pubblico rifiuterebbe un film simile: perchè la noia arriva facile, e non succede granchè, anzi, nè arrivano epiche battaglie. Il che, di fronte a Cinema di questo livello, è trascurabile.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Alessio Vacchi&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-18353879068124378?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/18353879068124378/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=18353879068124378' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/18353879068124378'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/18353879068124378'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2009/11/io-cero-festival-ed-eventi-vari-27_22.html' title='Io c&apos;ero. Festival ed eventi vari. 27 TORINO FILM FESTIVAL. VALHALLA RISING'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/Swm20PhyITI/AAAAAAAAAn0/y8bUX90jYso/s72-c/V+Rising.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-3565070771254315089</id><published>2009-11-22T13:51:00.000-08:00</published><updated>2009-11-22T14:09:26.378-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Io c&apos;ero'/><title type='text'>Io c'ero. Festival ed eventi vari. 27 TORINO FILM FESTIVAL, 13-21/11/2009. BLEEDER</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/Swm1AoXjW1I/AAAAAAAAAns/LTIy6b44lPc/s1600/Bleeder.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 400px; height: 177px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/Swm1AoXjW1I/AAAAAAAAAns/LTIy6b44lPc/s400/Bleeder.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5407051850075822930" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Danimarca 1999. Su dvd Metrodome (Inghilterra).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;title&gt;&lt;/title&gt;&lt;meta name="GENERATOR" content="OpenOffice.org 3.0  (Win32)"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	--&gt; 	&lt;/style&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Bleeder&lt;/span&gt; è un film che fino ad un certo punto sembra più sereno degli altri di Refn. Addirittura in partenza sembra rifarsi a &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Clerks&lt;/span&gt;, in modalità più nerdamente cinefila. E' incredibile come nel cinema del regista non ci sia nulla, neppure un istante che paia buttato lì, che sembri interlocutorio e non intenso. Anche in un film non proprio di genere, ma spiazzante ed estremamente dolceamaro come questo.  Il formato è sempre panoramico, con la macchina a mano che si muove non pacifica nello spazio (quando Leo è da solo, nervoso per aver trovato la moglie in confidenza con una già mamma, sembra di vedere &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pusher&lt;/span&gt;, l'esordio di Refn), con un utilizzo consapevole dello spazio, dei primi piani. La presentazione dei personaggi iniziale, che si fa notare come in &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pusher&lt;/span&gt;, avviene mentre questi camminano. Dopodichè si dipanano caratteri e storie. Leo scopre che la sua donna Louise aspetta un bambino e questo non gli piace, perchè capisce che la sua vita cambierà; Lenny, cinefilo nerd che gestisce una videoteca, cerca di corteggiare con molta incertezza la cameriera Lea. In mezzo, il fratello di Louise, che giocherà un ruolo importante, sanzionatore, nel momento in cui Leo prenderà a maltrattare la donna, e meno importante Kitjo, altro lavoratore della videoteca (che poi è Zlato Buric, il boss slavo di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pusher&lt;/span&gt;).&lt;br /&gt;C'è un discorso beffardo sulla violenza al cinema: influisce sulla realtà? O sono piuttosto due piani separati, quello della violenza su schermo, quella "da intrattenimento", e quella concreta? Perchè qui lo sclero di Leo sembra non c'entrare con le visioni "underground", estreme, tra amici, o meglio pare prendere le mosse dalla coscienza di questa distanza. La violenza cova, è nell'aria, così come il razzismo (superfluo notare che la scena al drugstore, in cui Louis parla minaccioso agli stranieri che "vogliono comandare", è traslabile anche nel nostro paese). Una volta messa in gioco la pistola di Leo, si intuisce che questa sparerà: ma come ed a chi? A qualche immigrato? Oppure sarà stupida strage? Non è scontato. Anche se la risoluzione è un pò forzata, come a voler spingere sull'estremo.&lt;br /&gt;Alla fine, però, Refn concede una luce (letteralmente) di speranza, chiundendo il film proprio sulla figura del videotecaro e del suo possibile legame. Bellissime scene di solitudine, con personaggi isolati: la ragazza che si aggira e legge nella disordinatissima biblioteca, Lenny nel suo appartamento, tra ambaradan di cinema e un pasto alla buona. Memorabile anche la scena del tampinamento-corteggiamento a suon di domande di Lenny verso Lea. La padronanza del mezzo di Refn è da levarsi il cappello, tantopiù se prima dell'esordio con &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pusher&lt;/span&gt;, come lui afferma, era un "ignorante" del cinema.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;A.V.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3000717905971094645-3565070771254315089?l=ultimospettacolocine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/feeds/3565070771254315089/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3000717905971094645&amp;postID=3565070771254315089' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/3565070771254315089'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3000717905971094645/posts/default/3565070771254315089'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ultimospettacolocine.blogspot.com/2009/11/io-cero-festival-ed-eventi-vari-27.html' title='Io c&apos;ero. Festival ed eventi vari. 27 TORINO FILM FESTIVAL, 13-21/11/2009. BLEEDER'/><author><name>Alessio Vacchi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01496782041579429247</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/Swm1AoXjW1I/AAAAAAAAAns/LTIy6b44lPc/s72-c/Bleeder.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3000717905971094645.post-8182485413378941253</id><published>2009-11-08T10:07:00.000-08:00</published><updated>2009-11-08T10:17:32.980-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Focus on'/><title type='text'>Focus on. Chuck Norris: IL TEMPIO DI FUOCO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/SvcLI8DcZdI/AAAAAAAAAnc/q_ele9h1Pu4/s1600-h/Firewalker.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 212px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_DYew0ph8dUQ/SvcLI8DcZdI/AAAAAAAAAnc/q_ele9h1Pu4/s320/Firewalker.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5401798526241629650" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Usa 1986. Di Jack Lee Thompson. Su dvd Storm (in 4:3), Mgm (regione 1).&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tempio di fuoco&lt;/span&gt;, in originale, meno banalmente, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Firewalker&lt;/span&gt;, è un film mediocre (ma dai?). Ma è anche un film che segna un distacco dai soliti Chuck Norris-movie. Perchè qui, come si evince già dai primi minuti di strambo inseguimento in pieno deserto, il registro è morbido, non serioso, ma ironico e meno per adulti. Si tratta di una modesta pellicola d'avventura, prodotta dalla solita Cannon, che sembra muoversi sulle tracce di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Indiana Jones&lt;/span&gt; al fine di fornire un prodotto buono per un pubblico di ragazzi dalla bocca buona, per una visione da domenica pomeriggio, come si
